I repubblicani Usa contro Papa Francesco: «Sul cambiamento climatico è socialista»

Gli integralisti cattolici diserteranno il discorso del Papa al Congresso Usa

[21 settembre 2015]

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Papa Francesco è impegnato nella sua trionfale ma delicatissima visita pastorale a Cuba, garante di un disgelo che non è ancora fine del bloqueo, l’embargo statunitense. Sotto il ritratto di Che Guevara e di Camillo Cienfuegos il Papa argentino riconosce la legittimità di una rivoluzione ed incontra i suoi vetusti leader che riconoscono a loro volta la forza politica e spirituale della Chiesa Cattolica, trovandosi d’accordo con il Pontefice sudamericano sulla necessità di un diverso sviluppo che tenga conto dell’ambiente e dei diritti dei poveri e sulla rapacità del capitalismo finanziario. Ma da qui a definire Papa Francesco, “traditore Marxista”, come fanno i nostalgici anti-castristi a Miami, ce ne corre.

I fratelli Castro sanno bene che aver accettato che la Chiesa e il Papa facciano da garanti del disgelo con Washington comporta rischi notevoli, significa lanciare il vecchio battello, la Granma mai affondata del comunismo nazionalista e internazionalista cubano nel mare periglioso del mondo, sanno che se, come dice Bergoglio, il mondo deve aprirsi a Cuba e Cuba deve aprirsi al mondo, questo significa che tutto cambierà, che le categorie del passato, le certezze e le rendite di posizioni ideologiche sono destinate a crollare, che il socialismo cubano dovrà trovare altre strade, contaminarsi più di quanto sia riuscito a contaminare, sanno che il cambiamento sarà rivoluzionario e che potrebbe diventare controrivoluzionario.

Ma bisogna dare atto ai Castro ed ai comunisti cubani di essersi lanciati con trepidante entusiasmo in questa avventura nella quale invece non vuole buttarsi la destra repubblicana statunitense che più che un Papa marxista e filo-cubano teme il Bergoglio ambientalista.

Il repubblicano cattolico dell’Arizona Paul Gosar ha addirittura annunciato che quando Papa Francesco interverrà al Congresso a Washington, non sarà tra il pubblico ad ascoltarlo. In una lettera pubblicata su Town Hall Gosar spiega che il principale motivo per cui boicotterà lo storico incontro col Papa è il cambiamento climatico. Il cattolicissimo  repubblicano scrive che «I media riportano che Sua Santità invece intende concentrare il peso del suo discorso sul cambiamento climatico: sul clima che sta cambiando sin dalla creazione nella Genesi. Ancora più preoccupante è il fatto che questo discorso sul cambiamento climatico abbia adottato tutti i punti di vista socialisti, sia  avvolto nella falsa scienza e nell’ideologia della “giustizia climatica” e venga presentato come colpa della gente dalle politiche di sinistra».

Naturalmente, fregandosene dell’infallibilità del Papa, Gosar si dichiara «un cattolico orgoglioso» e scrive che avrebbe assistito volentieri al discorso del Papa se, invece di concentrarsi su falsità come il cambiamento climatico, Bergoglio avesse scelto invece di concentrarsi su questioni come la libertà religiosa e la necessità di combattere lo Stato Islamico/Daesh (cosa che tra l’altro Papa Francesco ha fatto più volte con accorati e ripetuti appelli e che la Chiesa cattolica fa quotidianamente in Siria ed Iraq).

Insomma, «Se il Papa fosse ligio alla norma della teologia cristiana, sarei in prima fila. Se il Papa avesse parlato con autorità morale contro l’Islam violento, sarei stato lì ad incitarlo. Se il Papa avesse esortato i Paesi occidentali a salvare i cristiani perseguitati in Medio Oriente, lo seguirei con tutto il cuore. Ma quando il Papa decide di agire e parlare come un politico di sinistra, allora può aspettarsi solo di essere trattato come tale».

Per Gosar e la destra integralista repubblicana Papa Francesco è colpevole di voler affrontare il tema del cambiamento climatico durante la sua visita a Washington e New York City, sono scandalizzati che  Il Papa, con l’enciclica Laudato Si’ abbia fatto del cambiamento climatico e dei problemi ambientali una questione centrale del suo pontificato e che si basi sulle prove scientifiche del cambiamento climatico causato dall’uomo, ma soprattutto che abbia parlato della necessità di sviluppare una forte politica ambientale basata sulla giustizia sociale.

Ma Gosar viola i comandamenti cristiani quando mente dicendo di non essere in linea con la Chiesa da quando c’è questo Papa “socialista”. Infatti, già nel 2012 Gosar diceva che il cambiamento climatico non era di origine antropica. «I documenti storici dimostrano chiaramente enormi sbalzi di temperatura molto prima dell’arrivo dell’uomo, dalle zone temperate in Alaska alle ere glaciali a New York».

Quindi il cattolicissimo Gosar contraddice le opinioni creazoniste ed anti-evoluzioniste di molti suoi colleghi della destra repubblicana – convinti che il mondo sia stato creato così come dice la Bibbia e che quindi l’uomo sia sempre stato presente – ma afferma che «Il clima terrestre sta cambiando da quando Dio lo ha creato, con o senza l’uomo. Su questo, dovremmo essere tutti d’accordo. Se il Papa vuole dedicare la sua vita alla lotta contro il cambiamento climatico, allora può farlo nel suo tempo personale. Ma per promuovere una scienza discutibile come dogma cattolico è ridicolo».

Evidentemente per Gosar non è ridicolo dare consigli agli scienziati su cosa sia la vera scienza e al Papa sul dogma cattolico.

Infatti, i richiami di Papa Francesco ad agire contro il  cambiamento climatico sono più in linea con il cattolicesimo di quanto il temerario Gosar possa pensare. Papa Francesco non è il primo Pontefice cattolico a collegare ambientalismo e teologia: nel lontano 1972 Paolo VI scrisse che «L’uomo e il suo ambiente sono più inseparabili che mai» e Papa Giovanni Paolo II, non certo accusabile di essere socialista,  nel 1990, celebrando la Giornata Mondiale della Pace, ammonì i cristiani sul fatto che il pianeta è messo a rischio da «Una mancanza di rispetto per la natura, per il saccheggio delle risorse naturali e da un progressivo declino della qualità della vita». Temi poi ripresi ed ampliati da un maestro della teologia come il conservatore Papa Ratzinger, predecessore ancora vivente di Papa Francesco.

I repubblicani in realtà sono terrorizzati dal messaggio evangelico di Papa Francesco, da quello che ha combinato e sta combinando a Cuba e da quello che dirà a Washington e New York sui cambiamenti climatici e il dramma planetario dei profughi, che non potranno che essere il contrario delle politiche repubblicane sciorinate sulle due questioni dalla strana compagine di candidati repubblicani alle presidenziali Usa..

Fortunatamente anche tra i repubblicani c’è qualcuno disposto a navigare in mare aperto come i fratelli Castro e qualcuno di loro vuole utilizzare la visita del papa per richiamare l’attenzione del Partito Repubblicano sui cambiamenti. Chris Gibson, un deputato repubblicano di New York ha presentato una risoluzione nella quale si legge: «Se non affrontate, le conseguenze del cambiamento climatico hanno il potenziale di avere un impatto negativo su tutti gli americani, colpendo più duramente le popolazioni vulnerabili, danneggiando la produttività in settori economici chiave quali l’edilizia, l’agricoltura e il turismo, caricando le generazioni future di costosi oneri economici e ambientale ed imponendo costi aggiuntivi ai bilanci statali e federali che contribuiranno ad aumentare le sfide fiscali a lungo termine che abbiamo di fronte come una nazione». La risoluzione è stato sottoscritta da altri 10 deputati repubblicani. Qualcosa di intelligente si muove anche tra i conservatori. Ma la maggioranza dei Repubblicani, arrabbiati per il disgelo con Cuba e per la vicinanza sui temi ambientali di Bergoglio con i Democratici, sembrano continuare a pensarla come  Gosar che conclude in maniera molto poco rispettosa la sua lettera: «La mia speranza è che Papa Francesco realizzi che il suo tempo sarebbe speso meglio se si concentrasse su questioni come la tolleranza religiosa e la sacralità di ogni vita. In qualità di leader della Chiesa cattolica, e come voce potente per la pace in tutto il mondo, Sua Santità ha davvero l’opportunità di cambiare il clima del massacro in Medio Oriente … non lo sciocco lavoro del cambiamento climatico».

Di sciocchi e presuntuosi in questa vicenda ci sembra ci sia solo «un cattolico orgoglioso» e non è il Papa.