Il cambiamento climatico ha contribuito all’estinzione dei Neanderthal

Freddo estremo e siccità, seguiti da periodi caldi, potrebbero aver svolto un ruolo più importante di quanto si credesse nell'estinzione dei Neanderthal

[30 agosto 2018]

Secondo il nuovo studio “Impact of climate change on the transition of Neanderthals to modern humans in Europe” pubblicato su Proceedings of the Natural Academy of Sciences (PNAS), «Il cambiamento climatico potrebbe aver giocato un ruolo più importante di quanto si pensasse in precedenza nell’estinzione dei Neanderthal.  Utilizzando le stalagmiti, u team di ricercatori delle università di Northumbria, Colonia e South Florida, insieme ad esperti dell’Istituto di speleologia della Romania, dell’International atomic energy agency (Iaea) e del Max-Planck-Institut für evolutionäre Anthropologie, ha prodotto nuovi e dettagliati dati che evidenziano i cambiamenti avvenuti nel clima europeo oltre 40.000 anni fa. Infatti, hanno scoperto diversi periodi freddi che coincidono con una quasi completa assenza di reperti archeologici dei Neanderthal e all’università della Northumbria dicono che questo dimostra «l’impatto che i cambiamenti climatici hanno avuto sulla sopravvivenza a lungo termine dell’uomo di Neanderthal».

I ricercatori spiegano che «Le stalagmiti ogni anno crescono in strati sottili e ogni variazione di temperatura altera la loro composizione chimica. Gli strati quindi conservano un archivio naturale dei cambiamenti climatici per molte migliaia di anni». Esaminando le stalagmiti in due grotte romene, che hanno rivelato dati più dettagliati sui cambiamenti climatici avvenuti nell’Europa continentale di quelli precedentemente disponibili, gli scienziati hanno scoperto che in Europa, tra 44.000 e 40.000 anni fa, si sono succedute condizioni di freddo estremo prolungato e di forti siccità, «Evidenziano un ciclo delle temperature che si raffreddano gradualmente, restando molto fredde per secoli a millenni e poi che si riscaldano di nuovo molto bruscamente».

Confrontando questi dati paleoclimatici con gli archivi archeologici dei manufatti Neanderthal, il team internazionale di ricerca ha trovato «una correlazione tra i periodi freddi – noti come stadiali – e l’assenza di strumenti dei Neanderthal. Ciò indica che la popolazione dei Neanderthal si è notevolmente ridotta durante i periodi freddi, suggerendo che il cambiamento climatico ha avuto un ruolo nel loro declino».

Uno degli autori dello studio Vasile Ersek, del Department of geography and environmental sciences dell’università della Northumbria, spiega a sua volta: «I Neanderthal erano la specie umana più vicina alla nostra e hanno vissuto in Eurasia per circa 350.000 anni, ma circa 40.000 anni fa – durante l’ultima era glaciale e poco dopo l’arrivo di esseri umani moderni in Europa – si estinsero. Per molti anni ci siamo chiesti che cosa abbia potuto causare la loro scomparsa. Erano stati spinti “oltre i limiti” dall’arrivo degli umani moderni o erano coinvolti altri fattori? Il nostro studio suggerisce che il cambiamento climatico potrebbe aver avuto un ruolo importante nell’estinzione dell’uomo di Neanderthal»

I ricercatori ritengono che gli esseri umani moderni siano sopravvissuti a questi periodi di freddo estremo e siccità perché erano più adattabili all’ambiente rispetto ai Neanderthal: «I Neanderthal erano abili cacciatori e avevano imparato a controllare il fuoco, ma avevano una dieta meno varia rispetto agli uomini moderni, vivendo in gran parte della carne degli animali che inseguivano on successo. Queste fonti alimentari naturalmente diventarono scarse durante i periodi più freddi, rendendo i Neanderthal più vulnerabili ai rapidi cambiamenti ambientali». Invece gli Homo sapiens avevano una dieta più varia che comprendeva pesci e piante insieme alla carne, cibo che potenzialmente permetteva loro di sopravvivere.

Ersek  conclude: «I risultati del team di ricerca indicano che questo ciclo di “intervalli climatici ostili” nel corso di migliaia di anni, in cui il clima variava bruscamente ed era caratterizzato da temperature estreme, è stato responsabile delle future caratteristiche demografiche dell’Europa. Prima d’ora, non avevamo datisul clima della regione in cui vivevano i Neanderthal, che avessero l’accuratezza e la risoluzione necessarie per stabilire un legame tra la morte dei Neanderthal e la tempistica di questi periodi estremi, ma i nostri risultati indicano che le popolazioni di Neanderthal sono diminuite successivamente e durante gli stadiali freddi ripetuti. Quando le temperature si sono nuovamente riscaldate, le loro popolazioni più piccole non potevano espandersi poiché il loro habitat era occupato anche dagli uomini moderni e questo ha facilitato un’espansione scaglionata degli esseri umani moderni in Europa. La tempistica comparabile degli stadiali e delle variazioni di popolazione osservate nel dato archeologico e genetico suggerisce che gli intervalli climatici ostili su scala millenaria potrebbero essere stati l’avanguardia di più cicli di spopolamento-ripopolamento. Questi cicli alla fine disegnarono la mappa demografica della transizione paleolitica medio-superiore dell’Europa».