I risultati di uno studio del dipartimento dell’Energia USA

Il clima comincia a cambiare più velocemente

La rapidità con la quale cambiano le temperature continuerà ad aumentare, intensificando gli impatti del cambiamento climatico

[10 marzo 2015]

L’analisi dei cambiamenti del clima che si verificano nell’arco di diversi decenni suggerisce che questi cambiamenti stanno avvenendo più velocemente di quanto i livelli storici e stanno iniziando ad accelerare. La Terra sta ora entrando in un periodo di cambiamenti climatici che sarà probabilmente più veloce di quello che è accaduto naturalmente nel corso degli ultimi mille anni, secondo un nuovo documento in Nature Climate Change, impegnandosi persone a vivere attraverso e adattarsi a un mondo di riscaldamento.

Lo studio interdisciplinare “Near-term acceleration in the rate of temperature change”, realizzato da 5 ricercatori del Joint Global Change Research Institute guidati da Steven J. Smith, in collaborazione con l’Università del Maryland, ha esaminato i dati storici e previsto le variazioni per i prossimi decenni – invece che per secoli – delle tendenze delle temperature che subiranno gli esseri umeni che vivono attualmente.

Il Joint Global Change Research Institute è una partnership il Pacific Northwest National Laboratory (Pnnl) del ministero della difesa Usa e dell’università del Maryland e Smith, che ci lavora, spiega: «Ci siamo concentrati sui cambiamenti per periodi di 40 anni, che sono simili alla lifetime di case e infrastrutture costruite dagli uomini, come edifici e strade. Nel breve termine, dovremo adattarci a questi cambiamenti».

I ricercatori del Pnnl ricordano che «Nel complesso, la Terra si sta riscaldando a causa dei crescenti gas serra nell’atmosfera, che intrappolano il calore. Ma l’aumento non fila liscio: il bob delle temperature fa su e giù. Anche se i cambiamenti naturali della temperatura sono stati a lungo studiati, è meno ben compreso quanto velocemente la temperatura sia cambiata in passato e cambierà in futuro, a scale temporali rilevanti per la società, come ad esempio nel corso della vita di una persona. Una migliore comprensione di quanto velocemente il clima potrebbe cambiare potrebbe aiutare i decision-makers a prepararsi meglio ai suoi impatti.

Per esaminare i tassi di cambiamento, Smith ed i suoi colleghi James Edmonds, Corinne A Hartin, Anupriya Mundra e Katherine Calvin hanno utilizzato il Coupled Model Intercomparison Project (CMIP), che combina oltre 24  simulazioni di modelli climatici di tutto il mondo per confrontare i risultati del modello. Tutti i modelli CMIP utilizzano gli stessi dati per le concentrazioni di gas effetto serra del passato e del futuro, le emissioni inquinanti, e le modifiche alla modalità di utilizzo del territorio che possono emettere o assorbire gas serra. Più modelli vanno d’accordo, più alta è la fiducia nei risultati.

Il team, finanziato dall’ufficio scientifico del Doe, ha calcolato quanto velocemente siano cambiate le temperature tra il 1850 e il 1930, un periodo nel quale si è cominciato a raccogliere i dati, ma quando la quantità di gas da combustibili fossili nell’atmosfera era bassa. Hanno confrontato questi levelli con le temperature ricostruite da fonti naturali di informazioni climatiche, come gli anelli degli alberi, i coralli e le carote di ghiaccio, degli ultimi 2000 anni. Ne è venuto fuori che «Nel loro insieme, le simulazioni su periodi di tempo più brevi erano simili alle ricostruzioni su un periodo di tempo più lungo, suggerendo che i modelli riflettono bene la realtà».

Smit e il suo team evidenziano: «Mentre c’è stato un piccolo aumento anticipato della temperatura media globale in questo periodo di tempo, la temperatura della terra ha oscillato a causa della variabilità naturale. I tassi di cambio per periodi di 40 anni in Nord America e in Europa sono saliti e scesi fino a 0,2 gradi centigradi per decennio. I modelli al computer e le ricostruzioni in gran parte concordano  su questi tassi di variabilità naturale, indicando che i modelli forniscono una buona rappresentazione dei trends su una scala di 40 anni».

Poi il team ha eseguito un’analisi simile usando il CMIP ma ha calcolato i tassi quarantennali di cambiamento dal 1971 al 202, trovando che, per esempio, il tasso medio di variazione nel Nord America, è  di circa 0,3 gradi centigradi per decennio, superiore a quello che può essere determinato dalla variabilità naturale. Quindi, «I modelli CMIP mostrano che, al momento attuale, la maggior parte delle regioni del mondo sono quasi completamente al di fuori della gamma naturale per tassi di variazione».

Il team ha anche esaminato come i tassi di variazione sarebbero interessati dai possibili scenari delle  emissioni future e le notizie non suono buone: «In tutti i casi, nei prossimi 40 anni, il cambiamento climatico prende velocità, anche negli scenari dei livelli più bassi delle future emissioni di gas serra. Uno scenario in cui le emissioni di gas serra rimangono elevati ha determinato alti tassi di cambiamento in tutto il resto di questo secolo».

Però i ricercatori statunitensi non possono dire esattamente quale impatto l’aumento più rapido delle temperature avrà sulla Terra e dei suoi abitanti. «In queste simulazioni di modelli climatici, il mondo sta solo ora cominciando a entrare in un nuovo luogo – conclude Smith – dove i tassi di variazione delle temperatura sono costantemente superiori ai valori storici degli intervalli di tempo di oltre 40 anni. Abbiamo bisogno di capire meglio quali saranno gli effetti di tutto questo e  come prepararsi».