Il ghiaccio dell’Artico non si scioglie più? La Nordic Orion naviga in pieno autunno nel Passaggio a Nord-Ovest

[24 settembre 2013]

All’inizio di questo mese, la Nordic Orion, un cargo “ice-strengthened” danese è partito con il suo carico di carbone da un terminale di Vancouver, per raggiungere la Finlandia attraverso il mitico Passaggio a Nord-Ovest. La nave danese dovrebbe raggiungere Pori, in Finlandia, nei primi giorni di ottobre.

Quindi, mentre qualcuno ciancia di fine del global warming la Nordic Orion, carica della materia prima che più contribuisce al cambiamento climatico, il carbone, è diventata la prima bulk carrier commerciale a percorrere la rotta che la rompighiaccio Manhattan riuscì ad aprire nel 1969. La SS Manhattan stava verificando la fattibilità di portare il petrolio dall’Alaska al Golfo del Messico, ma rimase  più volte intrappolata nel ghiaccio e gli Usa rinunciarono all’idea ed iniziarono a costruire una pipeline.

Transport Canada e la Guardia Costiera canadese hanno monitorato il viaggio della Nordic Orion e la Nordreg, un’agenzia della guardia costiera, ha richiesto  un check-in al giorno. Si tratta di un riconoscimento di fatto della giurisdizione canadese sul Passaggio a Nord-Ovest. La navigazione autunnale attraverso il  Passaggio a Nordovest segna un’altra pietra miliare per la Nordic Bulk Carriers, la compagnia danese  proprietaria della Nordic Orion  che punta tutto  sulle rotte artiche, ma è anche un enorme passo avanti, gravido di rischi ambientali, per il commercio internazionale e per questa rotta leggendaria che è stata per secoli una sfida per gli esploratori del Grande Nord  che la hanno cercata per baie e canali, trovando spesso solo la morte.

Ora, con il global warming che ha reso meno estesa e spessa la banchisa ghiacciata tra la Groenlandia e l’enorme arcipelago dell’Artico canadese, una grande nave commerciale  può passare addirittura in autunno, quando il ghiaccio ricomincia a formarsi, dal Passaggio a Nord Ovest, diventato così una “scorciatoia” marina per il traffico commerciale.

La Nordic Orion sta portando carbone per le acciaierie della Rautaruukki e la Bulk Nordic ha battuto i suoi concorrenti con un’offerta basata su un risparmio di circa 1.000 miglia nautiche e 4 o 5 giorni in meno di viaggio, inoltre  Bulk Nordic è anche in grado di trasportare più carbone: 73.000 tonnellate a pino carico, rispetto alle circa 60.000 tonnellate che potrebbe passare attraverso il canale di Panama.

Christian Bonfils, direttore managing di Nordic Bulk, è molto soddisfatto: «Penso che questo cementi fortemente  la nostra posizione di operatore leader mondiale nel ghiaccio. In quattro anni, abbiamo fatto  la storia con due nuove rotte di navigazione: siamo una piccola company e questo è davvero speciale».

Infatti, la Bulk Nordic nel 2010 è diventata la prima compagnia non russa a navigare lungo la rotta del Mare del Nord, che passa lungo la costa settentrionale della Russia, portando un carico di minerale di ferro dalla Norvegia settentrionale alla Cina. Secondo Michael Byers, un esperto di legislazione internazionale dell’università della British Columbia, «per alcune rotte, il Passaggio a Nord-Ovest può far risparmiare fino a 7000 km, il che non è solo un risparmio di distanza, è anche un risparmio in termini di carburante, tempo e stipendi. Il tempo è denaro nello shipping business internazionale e una scorciatoia 7.000 chilometri è di grande interesse».

Ma il passaggio della nave danese sotto controllo canadese rischia di far riesplodere la polemica sulle rotte artiche tra Usa e Canada. Bonfils ha detto che «Nordic Bulk si conforma alle norme del Paese in cui naviga. L’equipaggio di 25 persone comprende un “ice pilot” canadese con un paio di decenni di esperienza in queste vie d’acqua. Quando alla Nordic Bulk è arrivata l’offerta di lavoro di portare il carbone da Vancouver alla Finlandia, avevamo in mente la rotta del Mare del Nord. Ma, con la benedizione del suo cliente, Bulk Nordic ha rottamato quel piano a favore del Passaggio a Nord-Ovest».

Ormai i cambiamenti nella copertura del ghiaccio marino prodotti dal cambiamento climatico, insieme ai  progressi nella progettazione delle navi, hanno aperto l’Artico al traffico commerciale. Intanto anche le assicurazioni, che una volta non coprivano le rotte artiche, sono molto  più disposte ad  assicurare il sempre più intenso traffico navale lungo le nuove autostrade che si aprono nei mari del nord.

Ma mentre il trasporto commerciale dal Passaggio a Nord-Ovest sta diventando realtà, Byers avverte che il Canada non si è ancora dotato delle necessarie attività di ricerca e salvataggio e di altri dispositivi per la sicurezza di questo traffico navale, a cominciare dalle attrezzature per intervenire nel caso di fuoriuscita di carburante o di altri incidenti in un ambiente delicatissimo e che comunque rimane ostile e difficile come quello artico. Byers conclude: «Questo è il tipo di sfida che riguarda tutti e che richiederà abbastanza rapidamente centinaia di milioni se non miliardi di dollari di investimenti da parte del governo del Canada per garantire che le navi di questo tipo, se entrano in nell’Artico canadese, possano farlo in relativa sicurezza».