Il global warming sposta le “fasce” di pioggia e vento verso nord

La ridistribuzione delle precipitazioni potrebbe fare inaridire Medio Oriente, West Usa ed Amazonia

[25 settembre 2013]

Secondo uno studio pubblicato dai ricercatori del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University su Proceedings of the National Academy of Sciences, «mentre gli esseri umani continuano a riscaldare il pianeta, uno spostamento verso nord delle ‘cinture’ di vento e pioggia della Terra potrebbe rendere una vasta banda di regioni più secche anche in Medio Oriente, West americano e Amazzonia, rendendo inoltre l’Asia monsonica e l’Africa equatoriale più umide».

Gli scienziati americani basano la loro previsione sul riscaldamento che ha fatto uscire il pianeta dall’ultima glaciazione, circa 15.000 anni fa. Con il riscaldamento dell’Oceano Atlantico settentrionale si cominciarono a sciogliere i ghiacci marini dell’Artico, creando contrasto di temperatura con il Sud del mondo, dove il ghiaccio marino si stava espandendo intorno all’Antartide.

Il gradiente di temperatura tra i poli sembra aver spinto la cintura tropicale della pioggia ed il jet stream delle medie latitudini nord, ridistribuendo l’acqua in due bande intorno al pianeta. Attualmente, con il ghiaccio marino artico di nuovo in regresso e l’emisfero settentrionale in riscaldamento più veloce di quello meridionale, la storia potrebbe ripetersi.

Secondo il principale autore dello studio, il climatologo Wallace Broecker, «se i tipi di cambiamenti che abbiamo visto durante la deglaciazione dovessero verificarsi oggi, avrebbero un impatto molto grande».

Confrontando i dati climatici raccolti da tutto il mondo, dagli anelli di crescita degli alberi, carote di ghiaccio polari, formazioni rupestri e sedimenti oceanici, Broecker ed il suo collega Aaron Putnam ipotizzano che le cinture di vento e pioggia si siono già spostate a nord circa 14.600 e 12.700 anni fa, mentre l’emisfero nord si stava scaldando.

Al margine meridionale della cintura tropicale della pioggia, il grande antico lago Tauca, nelle Ande boliviane si era quasi prosciugato, mentre i fiumi nel Brasile orientale erano diventati ruscelli e le stalagmiti nella stessa regione avevano smesso di crescere. Alle medie latitudini, lo spostamento del jet stream a nord potrebbe aver provocato la riduzione del lago Lisan, un precursore del Mar Morto nella Rift Valley giordana, insieme a diversi laghi preistorici negli Stati Uniti occidentali, compreso il lago Bonneville dell’odierno Utah.

Nel frattempo, uno spostamento verso nord delle piogge tropicali fece ingrossare i fiumi del Bacino Cariaco in Venezuela e dei laghi Vittoria e Tanganica nell’Africa orientale. Le Stalagmiti nelle grotte di Hulu, in Cina, diventarono più grandi ed anche le carote di ghiaccio trivellate in Groenlandia mostrano un rafforzamento del monsone asiatico durante lo stesso periodo.

Il team della Columbia University ha lavorato a ritroso, dal 1300 circa al 1850, ed ipotizza che un fenomeno simile si sia verificato nell’Europa settentrionale con la transizione dalla relativamente calda epoca medievale ad un periodo più freddo noto come la Piccola Età Glaciale. Con la circolazione oceanica e l’espansione del ghiaccio nel nord Atlantico, ci furono record climatici spettacolari.

Allo stesso tempo, le precipitazioni diminuirono nell’Asia monsonica, provocando una serie di siccità   che sono state collegate all’improvviso declino della civiltà Khmer in Cambogia, della dinastia Ming in Cina ed al crollo dei regni negli attuali Vietnam, Myanmar e Thailandia.

Nell’emisfero meridionale, la ricostruzione dell’estensione dei ghiacciai delle Alpi neozelandesi del suggerisce che le medie latitudini durante il medioevo potrebbero essere state più fredde, sostenendo l’idea di un contrasto di temperatura tra i due emisferi che ha alterato la circolazione di pioggia e venti.

I ricercatori del Lamont-Doherty Earth Observatory avvertono che «una migrazione simile delle cinture di vento e di pioggia della Terra avviene ogni anno. Durante l’estate boreale, la cintura di pioggia tropicale e la corrente a getto delle medie latitudini migrano a nord, mentre l’emisfero nord si riscalda in modo sproporzionato al sud, con i continenti che assorbono l’energia del sole. Mentre l’emisfero nord si raffredda in inverno, i venti e le piogge tornano a sud. A volte i venti e le piogge si sono riorganizzate per lunghi periodi di tempo. Negli anni ‘70 e ‘80, uno spostamento verso sud della fascia tropicale, attribuito a inquinamento dell’aria, con un raffreddamento dell’emisfero settentrionale, che si pensa abbia provocato la devastante siccità nella regione del Sahel in Africa».

La cintura tropicale della pioggia è poi ritornata al suo posto ma ora potrebbe essersi rispostata verso come suggerito da una serie di recenti siccità, anche in Siria, Cina settentrionale, West Usa e nord-est del Brasile.

Coerentemente con lo studio, almeno un modello climatico mostra lo spostamento della cintura di pioggia tropicale verso nord, mentre aumentano i livelli di CO2 e salgono le temperature. «E’ davvero importante guardare e dati paleo – Questi cambiamenti sono stati enormi, proprio come ci aspettiamo che avvenga con il global warming».

Il ricercatori della Colombia University riconoscono che le loro ipotesi hanno dei “buchi”: «In passato, i cambiamenti nella copertura del ghiaccio marino hanno condizionato il gradiente di temperatura tra i due emisferi, mentre oggi ne sono responsabili le emissioni industriali di carbonio in rapido aumento. Finora, non c’è inoltre alcuna prova evidente che la circolazione oceanica sia in aumento nel Nord Atlantico o che le piogge monsoniche dell’Asia si stiano rafforzando (anche se c’è una speculazione sul fatto che gli aerosol di solfati prodotti dalla combustione di combustibili fossili potrebbero mascherare questo effetto)».

Per Jeff Severinghaus, un climatologo della Scripps Institution of Oceanography, che non ha partecipato allo studio, ci potrebbe essere addirittura un effetto inaspettato: «Con il declino dell’inquinamento atmosferico nell’emisfero nord, le temperature potrebbero riscaldare, creare il tipo di contrasto di temperatura che potrebbe spostare i venti e le piogge di nuovo a nord. Gli aerosol di solfati probabilmente saranno  ripuliti nei prossimi decenni a causa dei loro effetti sulle piogge acide e la salute. Così Broecker e Putnam avranno probabilmente una solida base per prevedere se il riscaldamento del Nord finirà per superare notevolmente il riscaldamento del sud».