Il Trono di Spade parabola del cambiamento climatico? (VIDEO)

Spopola la "Cli-Fi", la climate change fiction. I blogger Usa sempre più interessati al futuro climatico

[13 aprile 2015]

Dopo il debutto ieri negli Usa sul canale HBO, oggi alle 3 di notte è iniziata anche in Italia l’attesa quinta stagione de “Il Trono di Spade”, e dal 20 aprile gli appassionati della saga potranno vederla in versione doppiata su Sky, mentre Rai 4 trasmette in chiaro la terza stagione.

Per molti il ritorno di  “Game of Thrones” significa solo potersi reimmergere  in una storia travolgente di  politica, intrighi, amore e morte, con nudità e violenza sparse a piene mani, ma per altri  il Trono di Spade è una parabola radicale di cambiamento climatico. E la leader di questo piccolo ma sempre più folto gruppo di fan ambientalisti di “Game of Thrones” non è Daenerys Tragaryen, la Madre dei Draghi, ma una ricercatrice del Walton Sustainability Fellowship Program dell’Arizona State University: Manjana Milkoreit.

Infatti la trama di sanguinosi intrighi e guerre del Trono di spade è dominato dallo scenario dall’avanzare veloce del cambiamento climatico nel continente di Westeros, un lungo periodo di tempo molto freddo (associato a cose spaventose come i  White Walkers). Il motto della nobile famiglia Stark “Winter is Coming”, ed i  Night’s Watch – i Guardiani della Notte – difendono questo mondo medievale dall’avanzare dei mostri dell’inverno glaciale mentre le varie fazioni combattono tra loro per un potere che potrebbe essere annichilito da una minaccia sovrastante. Sembra quel che aspetta l’America, l’Europa e il mondo, solo che quello che avanza nel nostro mondo reale è il riscaldamento globale e che l’umanità vera è moderna si sta scannando per la religione, le risorse e l’energia.  Quindi i governi sarebbero le fazioni in lotta per un mondo che sta mutando, mentre gli scienziati sarebbero i Guardiani della Notte, sulla frontiera minacciata dagli ecoscettici, dai negazionisti climatici.

Questo paragone, come sanno bene i milioni di appassionati della saga, non è affatto peregrino, ma la Milkoreit  lo ha messo nero su bianco nello studio di 40 pagine “Winter is Coming”: Can Game of Thrones change Climate Change Politics?  non ancora pubblicato ma che ha anticipato  in un’intervista alla Thomson Reuters Foundation. Secondo la Milkoreit, «I blogger Usa, tra i quali ricercatori, divulgatori e geek, utilizzano “Game of Thrones” per attivare la discussione pubblica sui pericoli del riscaldamento globale», e il Trono di Spade  l’ultimo e più noto prodotto di un nuovo genere televisivo e romanzesco: la climate change fiction o “cli-fi” che comprende anche prodotti di grande successo come “Snowpiercer” e la triologia MaddAddam della canadese Margaret Atwood.

La Milkoreit  sottolinea che «Il cambiamento climatico può essere un argomento spaventoso, opprimente e difficile che la gente vuole evitare. Ma alcuni blogger vogliono aiutare le persone a impegnarsi sul cambiamento climatico, mostrando che può essere divertente parlarne in termini di spettacolo e di come ci siano in realtà le soluzioni per risolvere questo problema globale».

Infatti, anche se quel che succede nella saga a Westeros può sembrare irrilevante, negli Usa grazie a questa popolare serie vista da 20 milioni di persone la storia ripresa dai blog ha innescato un vivace dibattito sulle conseguenze del riscaldamento globale come non sarebbe in grado di fare nessuno studio o rapporto dell’Ipcc o decisione dell’Unfccc. La Milkoreit, una serissima scienziata che si occupa di sostenibilità, nel 2013 a ha scovato ben 6 blog che si occupano del clima in “Game of Thrones“, nel 2014 si erano aggiunti altri 8 blog e il nuovo ciclo della saga potrebbe far esplodere a discussione sul cambiamento climatico in maniera inaspettata.  La ricercatrice del Walton Sustainability Fellowship Program  spiega che «I blog tracciano un parallelo tra le risposte delle persone immaginarie di Westeros alla minaccia incombente dell’inverno e la risposta al cambiamento climatico nel mondo reale: è qualcosa disponibile per spiegare il complesso mondo del cambiamento climatico e della politica».

Alcuni bloggers rappresentano i Walkers Bianchi, una razza mitica con poteri magici che vive nel ghiaccio e nel freddo, come  la minaccia del cambiamento climatico; mentre altri vedono nei Guardiani della Notte, un ordine militare che difende l’immenso muro di ghiaccio che blocca gli invasori del nord, sarebbero gli scienziati che avvertono dell’imminente arrivo del disastroso cambiamento climaticoi.

Anche se il collegamento con i cambiamenti climatici in “Game of Thrones” non sono così evidenti come in film catastrofici come “The Day After Tomorrow”, anche diversi scienziati dicono che una saga come il Trono di Spade  potrebbe stimolare ancor di più l’attenzione e  la comprensione da parte dell’opinione pubblica della complessità del cambiamento climatico in atto ed anche Elizabeth Trobaugh, che insegna narrativa climatica nella cultura popolare all’Holyoke Community College del Massachusetts è convinta che questi prodotti mediatici di grande diffusione aiutino la causa ambientalista: «Per molti appassionati di cinema, i film di climate fiction rappresentano solo un film d’azione, ma per molti rappresentano una sensibilizzazione». Invece, secondo Ted Howell, che insegna narrativa climatica alla Temple University di Philadelphia, gli spettatori potrebbero farsi un’idea sbagliata di cosa sia davvero il cambiamento climatico: «Alcune persone pensano che sarà una massiccia ondata o una tempesta di neve gigante, ma è in realtà più lento di tutto questo».

La Milkoreit è consapevole che «Trovare il giusto equilibrio tra una trama divertente e la scienza può essere difficile, ma nel cercare di realizzare un’azione efficace contro le minacce climatiche vale la pena di trovarla. Il mondo ha bisogno di coinvolgere le persone sui questa tematica, in un modo che sia divertente e non che le porti a spegnere la TV».

La Milkoreit, intervistata da Joe Romm di ClimateProgress ha detto che «La discussione online sul collegamento Game of Throne-clima è stata un altro segnale che il cambiamento climatico sta entrando nella sfera sociale e culturale». Ma la CliFi non comprende solo storie nelle quali il cambiamento climatico è causato dagli uomini: se i libri di “The Hunger Games” sui quali si basa la serie televisiva sono  chiaramente CliFi, il film non fa nessun riferimento alle ragioni che hanno provocato la devastante carestia, «D’altra parte – scrive Romm – se la narrativa clima coprisse qualsiasi fiction nella quale il clima sta cambiando o è cambiato rapidamente, allora potrebbe includere una grande quantità di storie che risalgono a tempi molto antichi, come Gilgamesh».

Naturalmente la Milkoreit non spende tutto il suo tempo a fare l’esegesi climatica di “Game of Thrones” e recentemente ha partecipato alla fondazione della Imagination and Climate Futures Initiative, un partnership dell’Arizona State University «Che sfrutta la potenza del nostro immaginario collettivo e colma il gap tra le scienze hard e soft per inventare e fornire soluzioni per un futuro sostenibile».  Nel novembre 2014 la scrittrice Margaret Atwood ha presentato questa nuova iniziativa all’Arizona State University  ed ha spiegato: «Penso che chiamarlo cambiamento climatico sia piuttosto limitante. Preferirei chiamarlo everything change. Tutto sta cambiando in modi che non possiamo ancora pienamente capire o prevedere».

Romm conclude: «Se vi stavate chiedendo se la carriera scelta dalla Milkoreit – esplorare clima futuro – abbia una qualche connessione con il suo nome, Manjana, che significa “domani”, non siete i soli. Quando gliel’ho chiesto, si è bloccata ed ha detto che senza dubbio le è stato dato quel nome per ispirare un “senso di ottimismo per il futuro” … e che sta “lavorando duramente per mantenerlo”. Così come dovremmo fare tutti».

Videogallery