In diretta da Varsavia, si chiude il sipario sulla Cop: «Politica non all’altezza»

Una speranza dall’alleanza di popoli che ieri ha abbandonato per protesta la Conferenza sul clima

[22 novembre 2013]

Oggi ultimo giorni di negoziati: vedremo domani gli esiti di questa controversa Cop. Fino ad oggi la gran parte della classe politica dei paesi sviluppati  presente ai negoziati ha dimostrato di non essere all’altezza della gravità della situazione; molto sensibili ai richiami delle grandi compagnie delle energie fossili e per niente ai diritti della terra dei popoli.

Una conferenza nata stanca, aspettando Parigi, partita con la conta dei morti del tifone delle Filippine, in contemporanea con il summit dei grandi del carbone, proseguita con le dichiarazioni di Giappone, Australia e Canada di non voler rispettare gli impegni di riduzione delle emissioni, con l’estromissione del locale ministro dell’Ambiente Korolec (il presidente della Cop) dal governo polacco per accelerare lo sviluppo dello shale gas, con tanta retorica e nessuna azione o impegno concreti.

Ieri però la Cop ha avuto un’energia nuova e imponente: sindacati, popoli indigeni, associazioni ambientaliste, tutti insieme hanno abbandonato la conferenza per protesta contro l’inazione dei negoziati. Un’onda che ha attraversato corridoi in silenziosa denuncia e disceso la scalinata lasciando lo stadio.

Una speranza, una massa critica variegata unita dallo stesso desiderio di un mondo diverso e migliore, in pace, equo, in armonia con la Terra e che crede nella piena occupazione in un sistema sostenibile. Qualunque sara l’esito della conferenza resta la forza di questa alleanza dei popoli che tornerà a pretendere giustizia sociale e climatica, il prossimo anno a Lima. Volveremos!