In Namibia il summit mondiale contro la desertificazione. Colpite 1,4 miliardi di persone

[17 settembre 2013]

È iniziata a Windhoek, la capitale della Namibia l’11esima Conferenza delle parti (Cop11) dell’United Nations Convention to Combat Desertification (Unccd), il summit dedicato alla lotta contro la desertificazione. Per l’occasione, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha annunciato che la francese Monique Barbut è il nuovo segretario esecutivo dell’Uncdd  che succede a  Luc Gnacadja, del Benin.

La Barbut ha una grande esperienza in materia di sviluppo sostenibile e di diplomazia e politica internazionale: è stata una tra i delegati più attivi della Francia al summit della Terra di Rio nel 1992 e poi come negoziatrice della creazione del Global Environment Facility, del quale è stata direttrice e presidente e del Fonds pour l’environnement mondial della Francia, del quale è stata la prima direttrice generale. Attualmente era consigliera speciale del direttore generale dell’Agence française pour le développement.

Alla Cop 11 in Namibia, che si concluderà il 27 settembre, partecipano circa 3.000 delegati che rappresentano 195 parti, Agenzie Onu, organizzazioni intergovernative ed Ong che discutono delle soluzioni per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni dei territori aridi, di come salvaguardare e ripristinare i suoli e la loro produttività e di come attenuare gli effetti della siccità.

Aprendo il summit Uncdd, il presidente della Cop 11 nonché ministro dell’ambiente e del turismo della Namibia, Uahekua Herunga, ha detto che «il deterioramento dei suoli è una minaccia considerevole per gli sforzi per lo sviluppo. Questa conferenza si baserà sulla dinamica avviata con la Cop10 e sulle conclusioni del summit Rio+20, per fissare degli obiettivi in vista di un deterioramento netto dei suoli da zero e per elaborare la strategia dell’Unccd e delle sue parti interessate in vista di rafforzare le iniziative miranti a ridurre i livelli di degrado dei suoli a scala mondiale. In seguito ai nostri accordi conclusi durante Rio+20, è venuta l’ora di andare a grandi tappe verso la realizzazione di un mondo senza deterioramento dei suoli. Per realizzare questo abbiamo bisogno di fissare degli obiettivi chiari per determinare delle tappe che favoriscano la realizzazione di questo obiettivo. Oltre a incoraggiare un più grande coinvolgimento e un più grande sostegno del settore privato nelle questioni della desertificazione, del deterioramento dei suoli e della siccità, le deliberazioni di questa conferenza cercheranno di assicurare che queste questioni siano inserite in buona posizione nell’agenda internazionale e nel quadro degli Obiettivi di sviluppo post- 2015. Per realizzare questo, abbiamo bisogno di fissare degli obiettivi chiari per determinare delle tappe che favoriscano la realizzazione di questo obiettivo».

Secondo l’Onu il deterioramento dei suoli è sia la causa che la conseguenza della povertà e nel mondo colpisce 1,5 miliardi di persone. In tutto ogni anno vanno perse 24 miliardi di tonnellate di suoli fertili a causa dell’erosione delle terre coltivabili, mentre altri 12 milioni di ettari sono vittime di siccità e desertificazione.

Anche il segretario esecutivo uscente dell’Unccd, Gnacadja, ha fatto appello a sforzi concertati per invertire la dinamica della desertificazione e del degrado dei suoli: «La Cop11 ha l’obiettivo di assicurare che la ricerca, i quadri politici e il dialogo siano sufficientemente forti per portare i decisori a fissare degli obiettivi, sia che si tratti di obiettivi di investimenti o di politiche da adottare e vigilare. La Convenzione ha ottenuto un certo numero di progressi in materia di disponibilità degli indicatori. È arrivato il momento per i depositari della Convenzione e per le sue parti interessate commerciali di capire come fare ad utilizzare gli strumenti disponibili ed a capitalizzare le scienze e le conoscenze a disposizione, comprese le conoscenze tradizionali. Tutto questo sarà, lo spero, realizzato durante la Cop11, in particolare per quanto riguarda l’accordo dei meccanismi per fornire una base scientifica  solida e razionale per la messa in opera di questa Convenzione. Nello stesso modo  dobbiamo vigilare su come verrà messa in atto, un controllo che rafforza la messa in opera».