In Toscana 4 milioni di olivi abbandonati, valgono 40 milioni di euro

[17 giugno 2015]

Pecore olivi

Nonostante una domanda mondiale in crescita per l’olio di qualità, e l’impatto della xylella (in Puglia) e del clima che hanno contribuito a falcidiare la produttività degli olivi italiani, in Toscana 4 milioni di questi preziosi alberi sono abbandonati, lungo migliaia di ettari in tutta la Regione.

La stima, diffusa da Coldiretti Toscana in occasione della rielezione di Fabrizio Filippi, a presidente del Consorzio di Tutela per l’Olio Toscano Igp, trova sbocco naturale nel corrispettivo economico ricavabile da un recupero di questi olivi: secondo Coldiretti potrebbero generare un fatturato di 30-40milioni di euro in più di produzione di extravergine di oliva toscano.

La realtà di oggi parla però di esportazioni di olio toscano hanno subito nel 2014 una fortissima decelerazione rispetto al trend degli ultimi anni, attestandosi attorno ai 542 milioni di euro (+0,1%), mentre i dati relativi al 2015 – anche alla luce del crollo della produzione 2014, che in alcune aree è arrivato al 90% – si preannunciano decisamente molto peggiori.

«Contro gli eventi climatici nulla o poco possiamo – spiega Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti – ma possiamo però cercare di valorizzare e sfruttare il patrimonio olivicolo di cui la nostra campagna è ricchissima. Il momento è giusto, grazie alle risorse messe a disposizione delle imprese dalla Regione Toscana attraverso il Piano di Sviluppo Rurale e dai Piani Integrati di Filiera, per affrontare un processo collettivo di ammodernamento e potenziamento del settore».

Anche perché le richieste di olio toscano Igp che arrivano dall’estero certo non mancherebbero, in particolare dall’America, che resta uno dei mercati più importanti insieme a Giappone, Australia e Canada. «Le priorità – ha spiegato Filippi, che è anche l’attuale presidente di Coldiretti Pisa – sono il recupero degli olivi abbandonati, migliaia di ettari in tutta la regione e una progressiva e urgente ristrutturazione degli impianti. Dobbiamo recuperare e ammodernare quelli esistenti per aumentarne la produttività. La richiesta di olio toscano Igp è in continuo aumento, purtroppo è la produzione che è in calo e questo ci impedisce di rispondere alle sollecitazioni del mercato. Non siamo in gradi, allo stato attuale, di coprire le richieste».