Incendi boschivi in California, alla fine Trump dichiara lo Stato di catastrofe naturale

Democratici e ambientalisti chiedevano ufficialmente da settimane l’intervento federale

[3 gennaio 2018]

Alla fine il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato lo stato di catastrofe naturale in California, devastata da settimane da violenti e giganteschi incendi boschivi, Era una misura richiesta a gran voce da ambientalisti e Stato della California perché sblocca l’aiuto federale.

In un comunicato stampa la Casa Bianca ha precisato che il decreto presidenziale permetterà di fornire  «Un aiuto federale complementare agli sforzi di ripristino negli Stati e nelle zone colpite dal 4 dicembre dagli incendi boschivi. La valutazione dei danni prosegue in  altre regioni, ulteriori forme di aiuto in più contee potranno essere decisi dopo il completamento delle valutazioni».

Intanto è ancora in corso, pur se domato al 92%, l’incendio Thomas, iniziato il 4 dicembre nella contea di Ventura, nella California del sud, e che fino ad oggi ha incenerito più di 115.000 ettari. Thomas è il più grande incendio boschivo censito in California dal 1932, anno dal quale sono disponibili statistiche sugli incendi.

Il governatore democratico della Californi, Jerry Brown, aveva decretato lo stato di emergenza già il 5 dicembre nelle contee di Los Angeles e  Ventura , dopo aver atteso invano un’iniziativa federale, il 20 dicembre aveva scritto a Trump chiedendogli di avviare la procedura di aiuto federale.

Anche le senatrici democratiche della California, Kamala Harris e Dianne Feinstein, avevano scritto a Trump per sostenere la richiesta di Brown, facendo notare al riottoso presidente Usa che nel 2017 gli incendi in California avevano distrutto più di 485.000 ettari di vegetazione e che a ottobre il fuoco aveva distrutto migliaia di case e ucciso 44 persone nel nord della California. Dall’inizio di dicembre nel sud della California sono scoppiati 6 grossi incendi boschivi, compreso Thomas, che hanno bruciato più di mille case e ucciso due persone.

Sembra che Trump fosse infastidito dal collegamento tra grandi incendi boschivi e riscaldamento globale fatto dai democratici e dagli ambientalisti per criticare il suo negazionismo climatico e che in qualche modo volesse dar loro una “lezione” non cedendo alle richieste di dichiarare lo stato di calamità naturale.

Alla fine, tra una partita a golf, un tweett imbarazzante sul riscaldamento globale e una lite a distanza con Kim Jong-un, si è accorto che nel suo Stato più grande e ricco (anche se un po’ troppo progressista e verde) stava succedendo qualcosa di grosso e, fatte passare le vacanze di Natale, ha fatto quel che doveva fare già da settimane.