Incendi in Portogallo, il premier socialista chiede scusa alla nazione e ai cittadini

Mozione di sfiducia del centro-destra contro il governo di sinistra

[19 ottobre 2017]

Sono salite a 44 le vittime e più di 70 i feriti (una decina dei quali molto gravi)  degli oltre 500 incendi che hanno devastato il centro e il nord del Portogallo, alimentati dai fortissimi venti dall’uragano Ophelia. Di fronte a una tragedia come questa tragedia, qualcun altro – come siamo troppo spesso abituati a vedere in Italia – si sarebbe rifugiato dietro l’eccezionalità dell’evento meteorologico e dietro le accuse ai “piromani”, ma non è il caso del primo ministro socialista portoghese, António  Costa – a capo di una coalizione con comunisti, verdi e sinistra radicale – che ha presentato le sue scuse alla nazione direttamente  in Parlamento.

Rispondendo a Hugo Soares,  capogruppo del Partido Social Democrata  (Psd – centro-destra) che gli chiedeva di scusarsi con il popolo portoghese per le conseguenze devastanti degli incendi boschivi, Costa non si è tirato indietro e ha detto: «Mi assumo la responsabilità in quanto primo ministro, ma mi scuso come cittadino».

Il cambiamento climatico è uno dei più grandi problemi che si trova ad affrontare il governo di sinistra portoghese; negli ultimi 4 mesi hanno perso la vita negli incendi boschivi oltre un centinaio di persone e il governo, uscito vittorioso dalle recenti elezioni locali,  è sotto attacco per come ha gestito la crisi.  Ieri la contestata ministra dell’amministrazione interna, Constança Urbano de Sousa (Partido Socialista) ha annunciato le sue dimissioni  e il Partido do Centro Democratico Social  (centrodestra – Cds-Pp) ha proposto un voto di sfiducia contro il governo per la settimana prossima.

Hugo Soares  ha sfidato il primo ministro a chiedere un contro voto di fiducia, ma costa ha rifiutato facendo notare che «Il Parlamento deciderà la settimana prossima se ha fiducia nel governo e se sostiene ancora il governo nell’esercizio delle sue funzioni».

In una nota, il Partido Socialista non risponde agli attacchi della destra ma, dopo aver fatto le condoglianze alle famiglie delle vittime, dice che «In questo momento profondo di dolore è tempo  di agire e assistere i più bisognosi, ma è anche il momento di riaffermare il nostro impegno per una vera e propria riforma strutturale nella foresta portoghese, che contribuisca a contrastare e mitigare gli effetti terribili dai quali il Paese è stato colpito».

Intervenendo alla Camera, il deputato socialista Fernando Rocha Andrade ha espresso la “fiducia che il governo saprà trovare le misure più appropriate per prevenire e combattere gli incendi boschivi». Rocha Andrade avvertito che “il processo di riforma della foresta, la cui discussione pubblica è stata avviata da questo governo l’anno scorso, non poteva ovviamente avere alcun effetto di quest’anno nel ridurre i fattori di rischio. Si dovrà aspettare ancora qualche anno perché si sentano i suoi effetti, Se dobbiamo accettare che ci saranno giorni in cui la natura ci porrà  di fronte a queste situazioni estreme, non dobbiamo ovviamente accettare che le conseguenti perdite delle proprietà e la perdita di vite siano inevitabili. E’ in questo senso che interpreto la parole del primo ministro, António Costa, quando ha affermato che “niente rimarrà come prima”».

Secondo il deputato socialista, «L’esecutivo si trova ad affrontare una doppia urgenza: da un lato, quello soccorrere i danneggiati e sostenere le vittime; d’altra parte, di prendere le misure necessarie a livello della protezione civile e di prevenzione e di lotta ali incendi boschivi, in ​​modo che durante una futura situazione di estremo rischio queste tragiche conseguenze possano essere evitate».

Rocha Andrade non teme la mozione di sfiducia, visto che ha annunciato che il gruppo parlamentare socialista è pronto a inserire nella nuova legge di bilancio i finanziamenti necessari a finanziare le misure antincendi e per la gestione delle foreste già in fase di discussione, Il tutto «Nella continuità delle politiche e, in particolare, la continuità dell’obiettivo fondamentale di ridurre il debito pubblico. In due anni, l’anno in corso e l’anno prossimo, il governo ridurrà il peso del debito pubblico sul Pil di quasi sette punti».