Indagine Bei sul clima: l’87% degli italiani vuole una transizione energetica equa per i lavoratori

L’88% favorevole al divieto di circolazione dei veicoli altamente inquinanti nei centri urbani. Il 90% dice sì al divieto per la plastica monouso

[10 Marzo 2020]

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la BVA hanno presentato la seconda edizione dell’indagine sul clima che analizza come i cittadini nell’Unione europea, negli Stati Uniti d’America e in Cina percepiscono il fenomeno dei cambiamenti climatici.

Secondo la Bei «L’indagine mostra che gli italiani sono pronti a sostenere misure di contrasto ai cambiamenti climatici, anche se potrebbero avere un impatto nella loro vita quotidiana».

Infatti, gli italiani sono nel complesso favorevoli a ridurre l’uso dei veicoli altamente inquinanti: il 71% vede di buon grado il divieto progressivo dei veicoli a diesel, una percentuale che è superiore di 6 punti rispetto alla media Ue del 65%. Ben l’88% degli italiani (l’82% mediaUe) appoggia l’eventuale interdizione dei veicoli altamente inquinanti nei centri urbani. Siamo invece meno i entusiasti quando si tratta di introdurre una carbon tax sui voli aerei : il 69% contro una media Ue del 72% e, nonostante i Friday for Future, solo il 61% dei giovani tra i 15 e i 29 anni sono d’accordo con la carbon tax aerea, percentuale che sale al 72% degli over 65.

Nonostante l’assalto ai supermercati per Coronavirus, il 62% degli italiani approva l’idea di un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei beni che hanno una notevole impronta carbonio, come la carne rossa e i telefoni cellulari.

Ma è nella lotta alla plastica che gli italiani si dimostrano ancora una volta i più disponibili in Europa: il 90% è favorevole al divieto dei prodotti di plastica monouso contro l’85% della media Ue.

E in un Paese che sta dando il peggio di sé nell’egoismo e nel menefreghismo esibito in questa crisi del Coronavirus, consola sapere che l’87% degli italiani (82% media Ue) ritiene che le comunità e i lavoratori più colpiti dalla transizione energetica dovrebbero ricevere un sostegno finanziario.

Altro aspetto consolante del sondaggio è il fatto che in uno dei paradisi mondiali delle fake ben il 94% degli italiani approva il fatto che il tema dei cambiamenti climatici e della raccolta differenziata sia oggetto di insegnamento scolastico.

Risposte virtuose che, come spesso succede, mostrano un forte gap tra immagine di sé che hanno gli italiani e i comportamenti reali – almeno di una cospicua “minoranza” ad esser buoni – con un altruismo esibito che può diventare egoismo feroce quando si tocca un altro argomento, magari legato strettamente a quelli ambientali, come la migrazione o la diffusione di virus. Un gap sul quale comunque la buona politica dovrebbe lavorare per ridurlo e per realizzare quella società più virtuosa e sostenibile che la maggioranza degli italiani sembra desiderare e per la quale sembra disposta a sacrificare abitudini e stili di vita insostenibili.

La Bei sottolinea che «I cittadini dell’Unione europea, degli Stati Uniti d’America e della Cina sono favorevoli ad un’ampia serie di iniziative politiche dirette alla lotta ai cambiamenti climatici. La carbon tax sui voli aerei è una misura che trova un generale riscontro positivo tra le persone. Esistono però, come l’indagine dimostra, notevoli differenze tra le varie regioni riguardo al grado di accettazione di questa misura: i cinesi approvano una carbon tax sui voli aerei con una percentuale del 93%, rispetto al 72% degli europei e solo al 60% degli americani. Inoltre, l’82% degli intervistati dell’Unione europea, il 69% di quelli degli Stati Uniti e il 97% dei cinesi vedono di buon grado il divieto d’uso di veicoli altamente inquinanti nei centri urbani».

La vicepresidente della BEI Emma Navarro, responsabile dell’azione per il clima e dell’ambiente, conclude: «I cambiamenti climatici sono una delle problematiche che più preoccupano i cittadini europei. È per questo motivo che sono disposti a fare sacrifici personali quando si tratta di lottare contro il riscaldamento globale e di adottare uno stile di vita più sostenibile. Allo stesso tempo, però, si aspettano che i governi e le imprese intraprendano misure per ridurre le emissioni di CO2 e per migliorare la tutela dell’ambiente. Ciascuno di noi deve sentirsi coinvolto nel fronteggiare questa sfida. La Banca europea per gli investimenti è fermamente impegnata a fornire gli strumenti finanziari e tecnici necessari a tutte le parti interessate affinché diano il loro contributo per risolvere la crisi climatica».