Inquinamento, la Cina punisce le sue due più grandi compagnie petrolifere statali

[4 settembre 2013]

Secondo China Central Television (Cctv), «Il ministero della Protezione ambientale della Cina ha detto che due dei più grandi giganti petroliferi del Paese nel 2012 non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento». Per questo il ministero ha sospeso la sua approvazione ambientale per tutti i progetti di raffinerie e chimici delle due imprese.

Cctv sottolinea che «Il governo cinese sembra aver perso la pazienza con le due principali compagnie petrolifere del Paese. Il ministero della Protezione ambientale della Cina ha reso noti i risultati delle emissioni di 8 compagnie energetiche statali, tra le quali le due più grandi società petrolifere della Cina di petrolio, la China National Petroleum Corporation, o Cpnc, e la China Petrochemical Corporation, conosciuta come Sinopec. Mentre le altre 6 compagnie energetiche hanno raggiunto i loro obiettivi di riduzione delle emissioni, le due compagnie petrolifere li hanno falliti. Il ministero dice che queste due società sono i maggiori produttori di smog». Liu Bingjiang, direttore del ministero della Protezione ambientale, ha sottolineato che «Le due compagnie petrolifere emettono grandi quantità di sostanze inquinanti in fase di produzione, tra cui biossido di zolfo, ossidi di azoto,  fumi e di composti organici volatili. Questo insieme scatena lo smog nelle grandi città».

I piani anti-inquinamento del governo cinese prevedono che le emissioni di ossido di azoto calino dell’8% all’anno nel periodo 2010-2015 e il biossido di zolfo addirittura del 10% all’anno nello stesso periodo. Tuttavia, ma entro la fine del 2012, le due mega-compagnie petrolifere erano arrivate solo alla metà dell’obiettivo di riduzione annua di anidride solforosa, un potente inquinante dell’aria che può causare problemi respiratori e morte prematura, e non avevano fatto nessun progresso verso la riduzione delle emissioni di ossido di azoto che sono invece aumentate.  L’ossido di azoto, se accoppiato ad altri prodotti chimici, può anche diventare tossico e provocare piogge acide

Il governo cinese ha risposto sospendendo l’approvazione di tutti i progetti di nuove raffinerie fino a quando le due compagnie (che sono statali, e quindi governative…) non ripuliranno le loro attività.

Liu Bingjiang  ha detto: «Dato che le imprese di proprietà statale hanno la responsabilità di indicare la tendenza verso la riduzione delle emissioni che altre aziende devono seguire, questa è una loro responsabilità sociale.  Se si guardano le performance delle compagnie straniere, anche  i loro dati delle  emissioni negli anni ’80 erano meglio di quelli attuali delle due compagnie petrolifere. Come possono dimostrare la  loro responsabilità sociale se non  fanno le modifiche?»

Secondo il ministero della Protezione dell’ambiente della Cina «Le sospensioni sono finora  le più severe punizioni del loro genere e non saranno revocate fino a che il ministero non vedrà un significativo miglioramento dei livelli di emissioni provenienti da queste due compagnie».

Ad agosto la Cina aveva annunciato di voler investire 275 miliardi dollari nei prossimi 5  anni per ripulire l’inquinamento atmosferico nell’immensa area metropolitana di Pechino. L’opinione pubblica cinese è sempre più preoccupata per la situazione ambientale causata dalla rapidissima crescita del Paese e le proteste sono in aumento.

Il governo di Pechino sembra aver perso la pazienza e le due compagnie statali sono finalmente preoccupate: il portavoce di Sinopec, Lyu Dapeng, ha assicurato che «Sinopec accetta il parere del ministero della Protezione dell’ambiente. Agiremo rapidamente per risolvere i problemi attuali e per soddisfare gli obiettivi di riduzione delle emissioni al più presto possibile».

La Cpnc  in un comunicato afferma che «La compagnia esorterà le raffinerie a correggere i loro errori ed a  controllare il progetto di taglio delle loro emissioni. La company fisserà regole severe per la supervisione delle emissioni e chiede alle società affiliate di assolvere i loro obiettivi di taglio delle emissioni».