IPCC, si dimette il presidente Pachauri. E’ accusato di molestie sessuali

El Gizouli giuderà l’IPCC fino ad ottobre, quando doveva già essere eletto il nuovo presidente

[24 febbraio 2015]

Bruttissimo colpo per l’immagine dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC): il suo presidente, e Premio Nobel. Rajendra Pachauri, si è dimesso dopo che una 29enne che lavora nel suo al suo istituto di ricerca a New Delhi lo ha accusato di molestie sessuali.

L’Ufficio di presidenza dell’IPCC ha accettato le dimissioni ed ha nominato “Acting Chair” il vicepresidente Ismail El Gizouli. Visto che le dimissioni di Pachauri avevano effetto immediato, la nomina di Gizouli è stata fatta immediatamente nella riunione del Bureau IPCC che stava preparando  la 41esima Sessione dell’IPCC, che si terrà il 24-27 Febbraio 2015.

La costernazione nel mondo scientifico è palpabile, ma Achim Steiner, direttore esecutivo dell’United Nations Environment Programme (Unep) ha assicurato che «Le azioni intraprese oggi garantiranno che la missione della IPCC per valutare il cambiamento climatico continuerà senza interruzioni. Guardiamo ad una sessione produttiva a Nairobi questa settimana».

Pachauri, 74 anni, è accusato di molestie sessuali una giovane donna dell’Energy and Resources Institute diretto dall’ormai ex presidente dell’IPCC e gli avvocati della ricercatrice dicono che le molestie da parte di  Pachauri sono confermate anche da e-mail, messaggini telefonici  e messaggi WhatsApp.

Pachauri, nega di aver molestato la donna e il suo portavoce ha detto che «Si impegna a fornire tutta l’assistenza e la cooperazione alle autorità nelle loro indagini in corso», mentre i suoi avvocati sostengono che la sua e-mail, il telefono cellulare ed i messaggi WhatsApp sono stati violati e che dei criminali avrebbero hackerato il suo computer e il suo telefono per inviare i messaggi, nel tentativo di diffamarlo.

Ma se c’è un qualche complotto è difficile che sua contro la persona di Pachauri, visto che avrebbe dovuto comunque lasciare il suo incarico alla 42esima Sessione dell’IPCC prevista ad ottobre, dato che era in carica dal 2002 ed aveva esaurito i suoi due possibili mandati. Ma è vero che le sue dimissioni avvengono per un’accusa infamante per uno scienziato di questo livello che aveva avuto incarichi e riconoscimenti così prestigiosi, un’accusa che potrebbe gettare un’ombra sull’intera IPCC.

Pachauri ne è consapevole e nella sua lettera di dimissioni inviata al segretario generale Onu Ban Ki-moon, scrive che «L’IPCC ha bisogno di una forte leadership e della dedizione di tempo e di attenzione di un presidente nel futuro immediato, cosa che nelle circostanze attuali non sono in grado di fornire».

Nel suo mesto addio Pachauri ha ringraziato le migliaia di scienziati che hanno lavorato gratuitamente ai rapporti dell’IPCC definendo il loro impegno un «contributo ineguagliabile alla società globale».

Nonostante la carriera scientifica e pubblica di questo ormai anziano ricercatore rischi di chiudersi per una accusa per cui provare solo vergogna, Pachauri conclude: «Continuerò  [a lavorare sui cambiamenti climatici] assiduamente per tutta la mia vita per quello che sarà la mia capacità di lavoro. Per me la tutela del Pianeta Terra, la sopravvivenza di tutte le specie e la sostenibilità dei nostri ecosistemi è più che la mia missione, è la mia religione».