Irlanda e cambiamento climatico: un’associazione ambientalista denuncia il governo

Denunce contro i governi per negligenza climatica anche in Olanda e negli Usa

[30 ottobre 2017]

L’Irlanda ha firmato l’accordo di Parigi impegnandosi a prevenire i cambiamenti climatici pericolosi e a mantenere il riscaldamento globale al massimo entro i 2° C in più rispetto ai livelli preindustriali e a perseguire gli sforzi per limitare questo ‘aumento delle temperature a 1,5° C, riconoscendo che questo ridurrebbe significativamente i rischi e gli impatti del cambiamento climatico. Il problema è che  in media ogni irlandese emette 13,13 tonnellate di CO2 equivalenti e di gas serra all’anno, facendo dell’Eire il terzo Paese Ue per emissioni procapite dopo Lussemburgo (21,85 t.CO2 eq.) e l’Estonia (16,10  t.CO2 eq.).  Molto di più di un italiano che emette in media 7,04 t.CO2 eq., mentre la media procapite dell’Unione europea è di 8,65 .CO2 eq. Come se non bastasse, la scheda sull’Irlanda del recente rapporto “Trends and projections in Europe 2016 – an assessment of progress towards climate and energy targets in Europe” dell’European environment agency  e ha confermato che dal 1990 le emissioni irlandesi sono aumentate e che si prevede aumenteranno ulteriormente fino al 2020 e ancora entro il 2030. L’ aumento totale previsto nelle emissioni di gas serra dell’Irlanda dal 1990 al 2020 è tra il 7,5% e il 10%, un netto contrasto con gli impegni presi dall’Irlanda all’Unfccc di tagliare le sue emissioni tra il 25 e il 40% entro il 2020 rispetto al 1990.

Per questo i Friends of the Irish Environment (Fie), una rete di cittadini irlandesi impegnati nella tutela dell’ambiente, hanno presentato un esposto contro il governo di Dublino e l’ Ireland’s Attorney General per aver «fallito nell’adottare le azioni necessarie per evitare cambiamenti climatici pericolosi». Si tratta del primo caso del genere in Irlanda e la scorsa settimana l’High Court dell’Irlanda ha dato il via libera alla causa della Fie e il governo ha tre settimane di tempo per presentare la sua risposta (anche se può richiedere molto più tempo) e il caso dovrebbe essere discusso nel 2018.

Ispirandosi alle azioni legali promosse in diverse parti cdel mondo, compresa quella dei 900 cittadini olandesi che hanno presentato un esposto contro il loro governo e i 21 bambini che hanno denunciato l’Amministrazione Usa di Donald Trump per negligenza climatica, sostenendo che il governo americano, con il suo sostegno all’industria dei combustibili fossili e con l’inattività generalizzata sui cambiamenti climatici, ha violato i diritti costituzionali dei ricorrenti a un ambiente sano e pulito, Nell’esposto si dice che il piano nazionale di mitigazione irlandese, uno dei principali punti della politica del governo sul cambiamento climatico, «non fa abbastanza per ridurre le emissioni di gas serra in Irlanda e costituisce una violazione dell’ Ireland’s Climate Act, della Costituzione irlandese e degli obblighi in materia di diritti umani». Inoltre la Fie afferma inoltre che «il Piano è ben al di sotto delle misure richieste dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico».

Tony Lowes di Friends of the Irish Environment sottolinea che «Il governo ha riconosciuto molte volte a livello Onu che l’Irlanda dovrebbe ridurre le sue emissioni di gas serra entro il 2020 (rispetto al 1990) del 25 -40% per evitare pericolosi cambiamenti climatici, non di aumentarle del 7,5 – 10% entro il 2020 e aumentarle ulteriormente entro il 2030.  Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono terribili: questo è stato riconosciuto da molto tempo dal nostro governo, ma si rifiuta ancora di prendere le misure necessarie. Questo caso non riguarda solo un’associazione ambientalista. Questo caso riguarda tutti in Irlanda, giovani e vecchi. E speriamo che il caso catturerà lìimmaginazioni qui e all’estero e galvanizzerà un movimento che spinga ad azioni ambiziose. Gli effetti estremi del cambiamento climatico stanno cominciando a colpirci nella nostra casa: dobbiamo agire urgentemente per assicurarci che questo non sia la nuova normalità per noi e per i nostri figli e nipoti».

L’avvocato olandese Dennis van Berkel ha detto di seguire il caso irlandese con grande interesse. Van Berkel è consulente legale della Urgenda Foundation che ha promosso l’azione legale olandese nel  2015 ed evidenzia che «Il caso olandese ha dimostrato che tutti i governi hanno l’obbligo giuridico di proteggere i loro cittadini dal cambiamento climatico facendo la loro parte per ridurre le emissioni. Considerando le politiche climatiche e le emissioni in crescita dell’Irlanda gravemente inadeguate, questo caso potrebbe portare a giustizia a giungere alla stessa conclusione. I governi di tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti, il Belgio, la Svizzera e la Nuova Zelanda, sono ritenuti legalmente responsabili per la loro inazione nei confronti del cambiamento climatico e tutti gli occhi ora saranno puntati su ciò che succede in Irlanda».