Istrici e cambiamento climatico: alla conquista del nord e delle montagne

Studio italiano: con il riscaldamento globale gli istrici raggiungeranno altitudini elevate, ad esempio nelle Alpi

[2 agosto 2018]

A partire dagli anni settanta, l’istrice Hystrix cristata ha mostrato un marcato ampliamento del suo areale in Italia. Il processo di espansione del range è attualmente monitorato attraverso una pagina Web su NaturaeSocialMapping, per raccogliere i punti di presenza di questa specie.

Lo studio “Range expansion and redefinition of a crop-raiding rodent associated with global warming and temperature increase” pubblicato su Climatic Change da Emiliano Mori (Università degli Studi di Siena),  Andrea Sforzi (Museo di Storia Naturale della Maremma), Giuseppe Bogliani (università di Pavia) e Pietro Milanesi (Schweizerische Vogelwarte – Stazione ornitologica svizzera) è il frutto di questo lavoro e il team di ricercatori italiani spiega: «Ci siamo chiesti quali fossero i principali predittori che promuovono la distribuzione di questo grande roditore in Italia e abbiamo indagato la sua potenziale espansione in futuri scenari di cambiamento climatico.  Così, abbiamo utilizzato un totale di 1.674 punti di presenza di istrice in Italia, cioè tutte quelle raccolte attraverso la pagina Web, ad eccezione delle popolazioni sicuramente introdotte (Sardegna e provincia di Varese). L’attuale distribuzione dell’Istrice crestato copre un totale di 135.177 km2. I futuri scenari di cambiamento climatico legati all’aumento delle temperature medie per 2050 e 2070 mostrano che un’ulteriore espansione dell’areale da parte di questa specie si verificherebbe fino a 225.576 km2, soprattutto nelle aree geografiche in cui la specie era storicamente assente, ovvero le regioni settentrionali».

Secondo Mori, «L’aumento del rapporto tra la temperatura diurna media e quella annua e la temperatura media dei mesi meno piovosi aiuterebbe l’istrice a raggiungere altitudini elevate, ad esempio nelle Alpi. In habitat di montagna, il riscaldamento globale in corso sta spostando la distribuzione delle foreste europee a altitudini più elevate, dunque potenzialmente fornendo l’istrice con ambienti elettivi per le tane. Una riduzione della copertura nevosa e del periodo di innevamento a livello del suolo rimuoverebbero un importante ostacolo all’espansione dell’areale dell’Istrice in Italia, facilitando così la ricerca di cibo da parte di questo grande roditore».

Il principale autore dello studio conclude: «Dato l’interesse conservazionistico di questo grande roditore, un sistema di monitoraggio integrato e costantemente aggiornato è raccomandato per poter gestire al meglio le popolazioni di questa specie».