La Banca Mondiale non finanzierà più petrolio e gas

Tutti gli impegni climatici presi dal World Bank Group all’One Planet Summit

[13 dicembre 2017]

Secondo Greenpeace, l’One Planet Summit, organizzato in occasione del secondo anniversario dell’accordo sul clima di Parigi dal presidente francese Emmanuel  Macron insieme al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e al presidente del World Bank Group Jim Yong Kim, «Si è concluso con un impegno a sorpresa da parte della Banca Mondiale, ma senza grandi annunci da parte dei governi. La Banca Mondiale ha dichiarato che avrebbe interrotto gli investimenti nell’esplorazione e nell’estrazione di gas e petrolio. Ma il presidente Macron non ha fatto alcun annuncio significativo, pochi giorni prima che i ministri europei discutano sul futuro delle politiche climatiche ed energetiche del continente».

Infatti il Gruppo della Banca Mondiale ha fatto nuovi annunci che «Si inscrivono nella continuità del suo sostegno all’attuazione degli obiettivi dell’Accordo di Parigi da parte dei Paesi in via di sviluppo». Il più eclatante è certamente quello che riguarda le attività petrolifere e gasiere: «In quanto istituzione multilaterale dello sviluppo, il World Bank Group continua a modificare le sue attività tenendo conto dell’evoluzione rapida del nostro mondo. Per allineare il sostegno apportato ai Paesi perché raggiungano i loro obiettivi di Parigi: Il Gruppo cesserà di finanziare le attività a monte del settore petrolifero e gasiero dopo il 2019. (I finanziamenti per le attività a monte nel settore del gas saranno presi in considerazione in via eccezionale nei Paesi più poveri quando promuoveranno innegabilmente l’accesso all’energia per i poveri e quando il progetto è in linea con gli impegni del Paese ai sensi dell’accordo. da Parigi)».

Gyorgy Dallos, attivista climatico di Greenpeace International, ha sottolineato che  l’annuncio della Banca mondiale dimostra che «E’ chiaramente cominciata la fine per l’industria del petrolio e del gas e sta arrivando al ritmo accelerato del cambiamento Dopo lo storico annuncio da parte del più grande fondo sovrano del mondo, NBIM, la  Banca Mondiale – una delle istituzioni finanziarie più potenti del mondo – ha espresso un voto di sfiducia sul futuro dell’industria dei combustibili fossili: le istituzioni finanziarie mondiali devono ora prenderne nota e decidere se il loro finanziamento sarà parte del problema o della soluzione. In modo critico, accogliamo con favore anche la Banca Mondiale abbia accettato  la sfida di stabilire uno standard unificante per i green bonds. Questo è davvero necessario, considerando soprattutto la revisione in corso del China Green Bond Catalogue, che include ancora il carbone».

Dallos si riferisce agli altri impegni presi dalla Banca Mondiale all’ l’One Planet Summit. Eccoli:

Rafforzamento delle ambizioni climatiche del World Bank Group grazie al suo Climate Change Action Plan: Il Gruppo è sulla buona strada per centrare l’obiettivo del 28% dei suoi prestiti dedicati all’azione climatica entro il 2020, così come previsto dagli obiettivi del suo Climate Change Action Plan,  elaborato sulla scia dell’Accordo di Parigi. Parallelamente alla presentazione da parte dei Paesi di Nationally Determined Contributions (NDCs), aggiornate e potenzialmente più ambiziose,  il Gruppo farà il bilancio del suo Climate Change Action Plan e annuncerà dei nuovi impegni e obiettivi per il post-2020 durante la Cop24 Unfccc che si dovrebbe tenere in pOlonia nel 2018.

Decarbonizzazione delle nostre attività basata sulla trasparenza: Il World Bank Group  fa tutto il possibile perché la responsabilità climatica sia integrata nell’insieme delle sue attività. Oltre alle misure già in atto: i) À partire dall’anno prossimo, il Gruppo dichiarerà le emissioni di gas serra dei progetti di investimento che finanzia nei principali settori produttori di emissioni, come il settore energetico. I risultati saranno pubblicati tutti gli anni a partire dalla fine del 2018. ii) La Banca mondiale applicherà un prezzo virtuale al carbonio durante tutte le analisi economiche di tutti i progetti dell’Ibrd (International Bank for Reconstruction and Development, ndr) et de l’Ida (International Development Association, ndr) progettati a partire da luglio 2017 nei principali settori fortemente emettitori. L’Ifc (International Finance Corporation, ndr) utilizza la tariffazione del carbonio nei principali settori dal gennaio 2017 ed estenderà questa misura a tutti i settori dal gennaio  2018.

Mobilitazione dei fondi in vista di trasformare l’attenuazione e la resilienza agli shock climatici: Per accelerare la mobilitazione dei fondi: i) Ifc investirà 325 milioni di dollari nel Green Cornerstone Bond Fund, una partnership con Amundi, per creare il più le plus grande green-bond fund della storia dedicato ai mercati emergenti. Questa iniziativa da 2 miliardi di dollari punta a sviluppare i mercati finanziari locali e ad accrescere il finanziamento privato dei progetti legati al clima. I fondi mobilitati arrivano già a 1 miliardo di dollari. ii) La settimana scorsa, la Banca mondiale e il governo egiziano hanno sottoscritto un prestito a sostegno delle politiche di sviluppo per un ammontare di 1,15 miliardi de dollari  il cui obiettivo è quello di ridurre le sovvenzioni ai combustibili fossili e di creare un ambiente propizio per uno sviluppo energetico low-carbon. iii)  Il  World Bank Group  continuerà a sostenere gli investimenti menzionati durante l’One Planet Summit che illustrano delle possibilità di mobilitare diversi tipi di finanziamento in settori che abbiano uin potenziale trasformativo. Questi investimenti potrebbero basarsi su: l’accelerazione della gestione dell’energia in India; lo sviluppo dell’energia solare in Etiopia, in Pakistan e in Senegal, tra gli altri; la creazione di una piattaforma di investimento per le zone costiere dell’Africa Occidentale, mirante a migliorare la resilienza del litorale dei Paesi interessati (in partenariato con Uemoa, Ndf, Gef, Gfdrr, Afd e Afdb); la creazione di una piattaforma di resilienza delle città (in partenariato con la Global Covenant of Mayors) permettendo a 500 città di accedere a dei finanziamenti per resistere meglio agli shock climatici. iv) Il Group continuerà a collaborare con l’Organizzazione delle Nazioni Unite e altri partner alla messa in opera della  piattaforma Invest4Climate, che mobiliterà sistematicamente diverse fonti di finanziamento, in particolare nel quadro di una grande manifestazione di promozione delle possibilità di investimento durante la conferenza  Invest4Climate che si dovrebbe tenere a Francoforte nel maggio 2018. v) Ifc lavorerà per definire un global standard sui green bonds, simile agli Equator Principles, per favorire lo sviluppo di questo green bond market con l’obiettivo di mobilitare dei finanziamenti privati destinati al settore climatico. Per stimolare l’ecologizzazione del settore finanziario, il  World Bank Group  collaborerà con il Sustainable Banking Network (Sbn) per apportare un sostegno tecnico all’elaborazione e all’attuazione di Roadmaps for Sustainable Finance nazionali in 6 Paesi. Questa roadmap  si ispireranno a un quadro elaborato congiuntamente con l’UN Environment. vi) Il Managed Co-Lending Portfolio Program (Mcpp) gestito da AXA allocherà una parte importante dei progetti a degli investimenti di infrastrutture intelligenti sul piano climatico. Ifc e la Finlandia hanno avviato un programma congiunto sul cambiamento climatico, che si basa  su un contributo in capitale restituibile di 114 milioni di euro, per stimolare il finanziamento privato delle soluzioni legato al cambiamento climatico, avendo come obiettivo i Paesi a basso reddito che privilegiano le energie rinnovabili, la gestione dell’energia, gli edifici verdi, l’agricoltura intelligente di fronte al clima e la forestazione.

Lavorare in partnership: Il World Bank Group collaborerà con diversi partner per accelerare e intensificare l’azione climatica: i) Per la prima volta, le banche multilaterali dello sviluppo e tutti i membri dell’International Development Finance Club hanno pubblicato una dichiarazione comune che allinea i loro finanziamenti all’Accordo di Parigi e identifica le aree di cooperazione per stimolare lo sviluppo intelligente sul piano climatico. ii) Il Canada e la Banca mondiale lavoreranno insieme all’accelerazione della transizione energetica dei Paesi in via di sviluppo e, coll’International Trade Union Confederation, procederanno a un’analisi per sostenere gli sforzi miranti a una transizione giusta verso un futuro senza carbone. iii) In collaborazione con l’Afd (Francia) e il Regno del Marocco, la Banca mondiale lavorerà per accelerare l’adattamento dell’agricoltura africana. iv) La World Bank sosterrà una partnership unica tra i leader e i popoli dei Caraibi, le organizzazioni multilaterali e il settore privato locale internazionale per proporre la visione della prima climate-smart zone del mondo.  Le aree di azione prioritarie comprendono le energie rinnovabili, le infrastrutture resilienti, i meccanismi di finanziamento innovativi e il capacity building. v) Il World Bank Group appoggerà la Carbon Pricing Leadership Coalition, l’iniziativa di Carbon Markets proposta dall’Americas initiative. vi) I Principles on Blended Concessional Finance, pubblicati nel 2013, che sono stati recentemente completati con direttive più dettagliate, elaborate da un gruppo di lavoro (presieduto dall’Ifc) che rappresenta le Development Finance Initiatives (DFIs) che ogni anno investono più di 35 miliardi di dollari nelle soluzioni del settore privato. Questi principi comprendono la promozione di soluzioni  commercialmente sostenibili in modo da minimizzare il ricorso ai finanziamenti pubblici  a condizioni limitate e sottolineano la necessità di disporre di elevati standard sociali, ambientali e di governance di qualità.