La civiltà Maya è collassata a causa della siccità

Uno studio sui gessi del Lago Chichancanab conferma che i cambiamenti climatici hanno messo in ginocchio le dinastie maya

[3 agosto 2018]

Lo studio “Quantification of Drought During the Collapse of the Classic Maya Civilization” pubblicato su Science da un team di ricercatori delle università di Cambridge e della Florida conferma che sono stati i cambiamenti climatici e ambientali, e in particolare una grave siccità, a determinare circa mille anni fa la scomparsa della civiltà Maya, una delle più grandi del mondo antico.

La novità è che i ricercatori britannici e statunitensi sono stati in grado di quantificare la gravità della siccità grazie a un metodo per misurare i diversi isotopi di acqua intrappolati nel gesso, un minerale che si forma durante i periodi di siccità quando il livello dell’acqua si abbassa, nel Lago Chichancanab nella penisola messicana dello Yucatan, il cuore della civiltà Maya.

All’università di Cambridge dicono che «Sulla base di queste misurazioni, i ricercatori hanno scoperto che le precipitazioni annuali erano diminuite tra il 41% e il 54% durante il periodo di collasso della civiltà Maya, con periodi di riduzione delle piogge fino al 70% durante il picco delle condizioni di siccità e che l’umidità relativa era diminuita del 2% 7% rispetto ad oggi».

Il principale autore dello studio, Nicholas Evans del Godwin laboratory for palaeoclimate research del  Department of Earth sciences dell’università di Cambridge, ricorda che «Il ruolo dei cambiamenti climatici nel crollo della civiltà classica Maya è alquanto controverso, in parte perché i dati precedenti sono limitati a ricostruzioni qualitative, ad esempio se le condizioni fossero più umide o asciutte. Il nostro studio rappresenta un progresso sostanziale in quanto fornisce stime statisticamente robuste delle precipitazioni e dei livelli di umidità durante il crollo dei Maya.

La civiltà Maya è divisa in quattro periodi principali: Periodo Preclassico (2000 a.C-250 d.C),  Classico (250 d.C – 800 d,C), Classico terminale (800 – 1000 d.C) e Postclassico (1000 d.C – 1539 d.C). Il periodo classico fu caratterizzato dalla costruzione di un’architettura monumentale, dallo sviluppo intellettuale e artistico e dalla crescita di grandi città-stato. Ma durante il IX secolo ci fu un grande crollo politico nella regione centrale dei Maya: le loro famose città calcaree furono abbandonate e le dinastie crollarono. Il popolo Maya sopravvisse alla fine della sua civiltà, ma il suo potere politico ed economico si esaurì.

A Cambridge fanno notare che «Esistono diverse teorie su ciò che ha causato il collasso della civiltà Maya, come un’invasione, la guerra, il degrado ambientale e il crollo delle rotte commerciali. Tuttavia, negli anni ’90 i ricercatori sono stati in grado di mettere insieme i dati climatici dell’epoca del collasso Maya e hanno scoperto che era legato a un lungo periodo di estrema siccità».

In un articolo pubblicato in 1995, un altro aurore dello studio, David Hodell, direttore del Godwin laboratory di Cambridge, ha fornito la prima prova fisica di una correlazione tra questo periodo di siccità al lago Chichancanab e il crollo a della civiltà classica Maya. Ora, Hodell e i suoi colleghi hanno applicato un nuovo metodo geochimico per misurare l’acqua imprigionata nel gesso di Chichancanab e hanno stimato la portata di questa siccità. Hanno così costruito un modello completo delle condizioni idrologiche durante il Periodo Classico terminale quando è crollata la civiltà Maya.

Per ricostruire la storia dell’acqua del lago tra l’800 e il 1000 d.C, i ricercatori britannici e statunitensi hanno misurato 3 isotopi di ossigeno 2 di idrogeno ed Evans spiega ancora: «Quando si forma il gesso, le molecole dell’acqua vengono incorporate direttamente nella sua struttura cristallina e quest’acqua registra i diversi isotopi presenti nell’antica acqua del lago al momento della sua formazione. Questo metodo è molto preciso ed è quasi come misurare l’acqua stessa».

Nei periodi di siccità, dai laghi come il Chichancanab evapora più acqua e, poiché gli isotopi più leggeri dell’acqua evaporano più velocemente, l’acqua diventa più pesante. Una proporzione maggiore degli isotopi più pesanti, come l’ossigeno-18 e l’idrogeno-2 (deuterio), indicherebbe quindi condizioni di siccità. Mappando la proporzione dei diversi isotopi contenuti all’interno di ogni strato di gesso, i ricercatori sono stati in grado di realizzare un modello per stimare i cambiamenti del passato in termini di precipitazioni e umidità relativa nel periodo del collasso Maya. Questi dati quantitativi sul clima possono essere utilizzati per prevedere meglio come queste condizioni di siccità possano aver influito sull’agricoltura, comprese le rese delle colture alla base dell’alimentazione dei  Maya, come il mais.