La deforestazione locale può cambiare il clima della Terra

[6 marzo 2015]

La deforestazione su larga scala potrebbe portare le piogge monsoniche a spostarsi verso sud, riducendo così di circa un quinto le precipitazioni in India. Da molto tempo si sa che la deforestazione causa un aumento delle temperature locali, ma una nuova ricerca dell’Indian Institute of science di Bangalore, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas),  mostra un impatto potenzialmente molto più grande sulle piogge monsoniche. La deforestazione non solo emette sia CO2 nell’atmosfera ma causa anche cambiamenti nella luce riflessa dalla superficie terrestre e della quantità di umidità nell’atmosfera proveniente dalle piante.

I ricercatori indiani hanno utilizzato un modello che simula sia la circolazione atmosferica che a fotosintesi, la traspirazione, il riscaldamento della superficie degli oceani e lo scioglimento dei ghiacciai e spiegano: «Volevamo ottenere una comprensione di base degli effetti della deforestazione su grande scala, in luoghi differenti, sulle precipitazioni dei monsoni».

Per studiare questi impatti, hanno realizzato tre scenari di deforestazione, togliendo tutti gli alberi in aree tropicali, temperate ed a latitudini elevate.  La deforestazione a latitudini temperate ha mostrato un elevato impatto sul cambiamento della circolazione atmosferica, provocando lo spostamento verso sud delle piogge monsoniche. Questo si tradurrebbe in un calo significativo delle precipitazioni nelle regioni dell’emisfero nord dell’Asia Orientale, dell’America del Nord, del Nord Africa e dell’Asia del Sud e in un aumento della piogge nell’emisfero sud: in Africa australe, Sud America ed Australia.

Una nota dell’Indian Institute of science, sottolinea: «Il nostro studio dimostra che la deforestazione realizzata alle latitudini medie ed elevate può avere un effetto ben più importante sulle precipitazioni tropicali della deforestazione tropicale locale». Ad essere più colpita sarebbe l’Asia meridionale, con una diminuzione del 18% delle piogge in India.

Lo studio fa notare che a livello mondiale le terre utilizzate a fini agricoli o per i pascoli sono aumentate, passando dai 620 milioni di ettari nel 1700, cioè circa il 7% delle terre emerse mondiali,  a 4.690 milioni di ettari, un terzo delle terre emerse. Secondo i ricercatori indiani, «Le valutazioni dei benefici climatici del piantare alberi sulle terre nude o coltivate, o nelle zone disboscate, dovrebbe comprendere gli impatti lontani come le precipitazioni».