La deforestazione mette in pericolo i “superpoteri” climatici delle piante

La diminuzione dei gas reattivi potrebbe contribuire al 14% del riscaldamento globale causato dalla deforestazione.

[18 gennaio 2018]

La deforestazione rischia di riscaldare il clima ancor più di quanto si pensasse finora, a dirlo è lo studio ”Impact on short-lived climate forcers increases projected warming due to deforestation” pubblicato su  Nature Communications da un team internazionale di ricercatori guidato dall’università di Leeds e di cui fanno parte anche due scienziate italiane: Stefania Gilardoni dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) ed Elisabetta Vignati del Joint Research Center

Gli scienziati hanno studiato il modo in cui i gas reattivi emessi dagli alberi e dalla vegetazione influenzano il clima e hanno scoperto che raffreddano il nostro clima, «Il che significa che la deforestazione porterebbe a temperature più elevate di quanto si pensasse in precedenza, in quanto sarebbe stati prodotti meno gas».

La principale autrice dello studio, Catherine Scott, della School of Earth and Environment  dell’universtà di Leeds,  ha sottolineato che «La maggior parte delle valutazioni precedenti sugli impatti climatici della deforestazione si sono concentrate sulla quantità di anidride carbonica emessa o sul modo in cui la superficie terrestre scambia energia e acqua con l’atmosfera. Ma oltre ad assorbire l’anidride carbonica e rilasciare ossigeno, gli alberi emettono altri gas che prendono parte a complicate reazioni chimiche nell’atmosfera e la riduzione di questi gas ha delle implicazioni»

Il team ha valutato i modi complessi in cui i gas reattivi emessi dalle foreste possono avere un impatto sul nostro clima e hanno rivelato l’esistenza nelle piante di una specie di “superpotere” di raffreddamento: «Una volta nell’aria, i gas emessi dalle foreste reagiscono con altri agenti atmosferici per formare minuscole particelle. Queste particelle possono riflettere la luce del sole nello spazio, raffreddando il clima». Alcuni di questi gas reattivi, chiamati composti organici volatili biogenici (Bvoc), influenzano la formazione di altri composti come l’aerosol, l’ozono e il metano, due potenti gas serra.la cui presenza può influenzare la temperatura atmosferica.

Per calcolare questi diversi effetti di riscaldamento e raffreddamento. il team di ricercatori ha simulato le condizioni delle foreste boreali, temperate e tropicali e ha utilizzato un complesso computer model sviluppato dall’università di Leeds.

Un altro autore dello studio, Dominick Spracklen, professore di interazioni biosfera-atmosfera all’università di Leeds, spiega che «Gli scienziati sanno da tempo che gli alberi emettono gas reattivi nell’atmosfera. Ma l’impatto che questi gas hanno sul clima non è stato fino ad ora ampiamente studiato come gli effetti delle emissioni di biossido di carbonio. Avendo compreso questi effetti complessi ora sappiamo di più su come le foreste stanno influenzando il nostro clima e siamo in grado di avere un quadro più chiaro delle ripercussioni della deforestazione. Abbiamo scoperto che gli impatti di raffreddamento di questi gas superano gli impatti di riscaldamento, il che significa che i gas reattivi forniti dalle foreste hanno un effetto di raffreddamento complessivo sul nostro clima».

Insomma, quando le foreste vengono abbattute si riducono le emissioni di questi gas reattivi che hanno il “superpotere” del raffreddamento e i ricercatori stimano che la perdita di questa funzione potrebbe contribuire al 14% del riscaldamento globale causato dalla deforestazione.

La Scott conclude: «Gli effetti di riscaldamento e raffreddamento di questi gas sono molto più equilibrati nei tropici, che sono il luogo in cui si verifica la maggior parte della deforestazione, suggerendo che dobbiamo  davvero capirne di più sulla forza di questi impatti»