Le due parti in commedia del governatore repubblicano Rick Scott

La Florida vieta cambiamento climatico, riscaldamento globale e sostenibilità nei documenti ufficiali

Eppure la Florida è il "ground zero” per l’innalzamento del livello del mare

[9 marzo 2015]

Il Department of Environmental Protection (Dep) della Florida dovrebbe occuparsi di proteggere aria, acqua e suolo di uno degli Stati Usa più a rischio, ma per i suoi funzionari sembra ci siano due pericoli sncora più importanti, così rischiosi da non poterli nemmeno nominare: secondo un’inchiesta pubblicata dal Florida Center for Investigative Reporting (Fcir) il Dipartimento ambientale della Florida ha vietato ai suoi ricercatori e dipendenti di utilizzare i termini “climate change” (cambiamento climatico), “global warming” (riscaldamento globale) o “sustainability” (sostenibilità) in  tutte le comunicazioni ufficiali, compresi rapporti, relazioni ed e-mail.

Christopher Byrd, cheè stato attorney all’Office of General Counsel del Dep del DEp ha detto al Fcir: «Ci hanno detto di non usare i termini “cambiamento climatico”, ”riscaldamento globale” o “sostenibilità”. Questo messaggio è stato comunicato a me e ai miei colleghi dai nostri superiori presso all’Office of General Counsel”

L’addetta stampa del Dep, Tiffany Cowie, ha detto che quanto riportato dal Fcir non è esatto, ma ha ammesso che il Dipartimento «Non  ha  una politica su questo».” Ma secondo quanto raccontano gli ex dipendenti del Dep esiste una politica “non ufficiale” che ha preso piede dopo che il governatore repubblicano della Florida, Rick Scott, è entrato in carica nel 2011 ed ha nominato un nuovo direttore del Dep. Nel 2014 Scott ha passato la sua campagna elettorale a schivare le domande su cosa ne pensa sul cambiamento climatico. Nel 2010 aveva detto di non essere convinto che il cambiamento climatico sia reale, ma durante l’ultima campagna elettorale che è sfociata nella sua rielezione ha adottato la risposta standard di ogni buon candidato repubblicano: si è rifiutato di prendere posizione sulla questione dicendo di non essere uno scienziato.

Eppure nell’agosto 2014  5 scienziati climatici della Florida avevano incontrato il governatore nel vano tentativo di spiegargli i dati scientifici che stanno dietro i cambiamenti climatici e gli effetti che il global warming sta  avendo sulla Florida, ma gli scienziati hanno lasciato il tavolo della riunione sicuri che il governatore avesse recepito il messaggio.

Secondo l’indagine del Fcir. In realtà il divieto di utilizzare  i termini “cambiamenti climatici”, “riscaldamento globale” e sostenibilità al Dep si manifesta in molti modi: nel 2013 lo scrittore naturalista Jim Harper e la sua collaboratrice Annie Reisewitz volevano includere il cambiamento climatico in una serie di schede sulle barriere coralline che stavano scrivendo per il Coral Reef Conservation Program dello Stato della Florida, ma i funzionari del Dep li hanno sconsigliati vivamente di farlo. Quando nel novembre 2014 delle volontarie hanno partecipato ad un meeting del  Coral Reef Conservation Program, che serviva a formarle per fare presentazioni sulla salute barriera corallina in Florida, è stato detto loro di non affrontare il tema del cambiamento climatico quando avrebbero parlato con cittadini e turisti delle  minacce che mettono in pericolo le barriere coralline.

Doug Young, presidente della South Florida Audubon Society e membro della Broward County Climate Change Task Force, che ha partecipato alla riunione, conferma al Fcir «Hanno detto loro che tra i problemi  più grande che hanno non c’era assolutamente da fare alcuna menzione del cambiamento climatico e dell’effetto dei cambiamenti climatici sulle barriere coralline». Le due giovani donne hanno spiegato: «Non ci era permesso di dire parole, o mostrare diapositive che rappresentassero tutto ciò che riguarda il cambiamento climatico».

Cilmate Progress sottolinea che «Un divieto non scritto di menzionare il “cambiamento climatico” è preoccupante per un’agenzia ambientale di qualsiasi Stato, ma soprattutto in Florida che affronta le principali minacce del cambiamento climatico e le sue conseguenze. Lo Stato è stato chiamato il “ground zero” per l’innalzamento del livello del mare, un impatto che sta già causando problemi in alcune zone del sud della Florida».

L’inchiesta del Ficr sottolinea che in realtà lo Stato della Florida non vieta di parlare dell’innalzamento del livello del mare, ma evidenzia che «E’ difficile affrontare l’aumento del livello del mare senza affrontare anche il problema più ampio del cambiamento climatico».

Il governatore Scott fa due parti in commedia: a febbraio ha annunciato che nel bilancio approvato dalla Florida ci sono 106 milioni dollari per attenuare l’impatto dell’innalzamento del livello del mare in Florida, ma i l piano ambientale annunciato nel 2014 dopo la sua rielezione non menziona mai il cambiamento climatico, inoltre i suoi oppositori fanno notare che in realtà 50  di quei 160 milioni di dollari serviranno a costruire un depuratore  sulle isole Keys e che altri 25 milioni andranno in ripascimenti delle spiagge, il che non è certo un piano globale per proteggere le case, le strade e le infrastrutture costiere minacciate dagli effetti del cambiamento climatico.

Harold Wanless, un professore di geologia  dell’università di Miami, è convinto che è l’ora che il governo dello Stato riconosca i cambiamenti climatici come un’evidenza scientifica e come un rischio che le persone e la proprietà in Florida: «Bisogna cominciare realmente a pianificare e non ho visto fare  assolutamente niente di tutto questo dall’attuale governatore attuale. In Florida sarà difficile pianificare il cambiamento climatico se i funzionari non possono parlare di cambiamento climatico. E’ al di là dell’assurdo negare il termine cambiamento climatico, a questo punto è criminale».