La giustizia climatica non può prescindere dall’attenzione sull’acqua

Stress idrico e diritto umano all’oro blu: le richieste di impegno dalla cop22

[25 novembre 2016]

Si è da poco chiusa la 22esima conferenza sul clima a Marrakech tra molte aspettative per i prossimi anni e il messaggio ribadito da scienziati dell’Ipcc (il panel scientifico intergovernativo sul cambiamento climatico), associazioni ambientaliste e società civile, sull’urgenza di agire efficacemente per contrastare l’imminente ed evidente cambiamento climatico.

Per la prima volta nella storia delle Cop è stato inaugurato il Global climate action day for water e il tema dell’acqua è stato in prima linea e all’ordine del giorno – come ha affermato Loic Fauchon, presidente onorario del World water council – consentendo alla comunità mondiale sull’acqua di proporre soluzioni e azioni concrete. Cinque giornate di eventi e gruppi di lavoro tra la prima e la seconda settimana della Conferenza a cui anche Cospe ha partecipato, in cui sono state elaborate le raccomandazioni portate all’attenzione dei rappresentanti dei vari governi tra cui il cosiddetto Climate action champion, il ministro Hakima El Haite e l’ambasciatore Laurence Tubiana, durante  l’High level panel on accelerating climate action.  E’ stato richiesto il lancio di un Water action plan for climate resilience entro il 2018 che preveda la collaborazione dei settori acqua, cibo, energia, sanità e istruzione, l’estensione e la concretizzazione dell’accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari; il rafforzamento della governance della gestione delle risorse idriche in maniera partecipativa, inclusiva, integrata, ecologica e sostenibile.

Durante l’evento l’Action event for water showcases solutions Cospe ha sottolineato che il settore idrico rappresenta un provider di soluzioni per implementare efficacemente il Paris Agreement attraverso  l’attualizzazione dei contributi nazionali dei vari Paesi membri firmatari dell’Accordo che hanno riconosciuto l’acqua come chiave centrale per le soluzioni per l’adattamento. È proprio questo uno dei punti sui piani per l’adattamento su cui lavorare fino al 2020, limite temporale massimo per catalizzare tutti gli impegni dei vari Paesi firmatari. L’Italia (insieme all’Unione Europea) non è tra i Paesi che hanno indicato nei propri Incds l’acqua come prioritaria e durante l’incontro ufficiale tra la delegazione italiana di organizzazioni e movimenti sul clima, abbiamo consegnato al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti  il documento su “Acqua e urgenza climatica: una soluzione concreta per l’adattamento”, richiedendo un impegno sostanziale del nostro governo sulla concretizzazione del diritto umano all’acqua.  Inoltre Cospe ritiene «necessario condividere insieme ai decisori politici prove scientifiche come i risultati, le problematiche e le preoccupazioni emerse dal report dell’Iocc “Impacts of climate change on water resources:  a global perspective” dove si evidenziano gli indicatori dello stress idrico mondiale, le aree più colpite come il continente africano e quelle che sono maggiormente a rischio di vere e proprie guerre per l’acqua».

Il vice presidente del World water council, Dogan Altinbilek ha dichiarato infatti che «780 milioni di persone che vivono in Asia, Africa e alcune parti del mondo più remote devono avere la nostra attenzione perché non hanno neanche l’accesso all’acqua, a dei servizi igienico-sanitari adeguati e guadagnando meno di un dollaro al giorno non riescono a procurarsi acqua potabile e sicura per bere ed evitare malattie» e che «siamo responsabili di questa situazione dopo che sono trascorsi ben 6 anni da quando l’acqua è stata sancita come diritto umano dalle Nazioni Unite».

La giustizia climatica non può prescindere dall’attenzione sull’acqua perché oltre ad essere una delle risorse più colpite e sfruttate, rappresenta anche una soluzione alle sfide che dobbiamo fronteggiare per la lotta ai cambiamenti climatici, attraverso il riconoscimento effettivo del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari e attraverso investimenti concreti nei piani di sviluppo sostenibile dei Paesi.  Questo è il messaggio forte lanciato dalla comunità mondiale che lavora sulle tematiche legate all’acqua per la prima volta durante la Cop22 di Marrakech, la Cop dell’azione – si spera – reale.

di Marirosa Iannelli, advocacy officer for land and water Cospe per greenreport.it