La nuova politica spaziale Ue: miglioramento della vita quotidiana e della competitività dell’Europa

Nel periodo 2014-2020 l’Ue investirà 12 miliardi di euro

[26 ottobre 2016]

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Oggi la Commissione europea ha proposto  una nuova politica spaziale che «promuoverà nuovi servizi e sosterrà il primato europeo in questo settore». I programmi spaziali europei forniscono servizi che sono già diventati indispensabili nella vita di ogni giorno. I dati spaziali sono necessari quando usiamo i telefonini, guidiamo veicoli con un sistema di navigazione, prendiamo l’aereo o guardiamo una TV satellitare. Sono essenziali anche per la protezione di infrastrutture fondamentali come le centrali elettriche, le reti intelligenti o anche le operazioni bancarie. Contribuiscono a gestire le frontiere e salvare vite in mare. Migliorano la nostra risposta a terremoti, incendi boschivi e inondazioni. Permettono agli agricoltori di pianificare le colture. Aiutano a proteggere l’ambiente e a sorvegliare il cambiamento climatico.

La Commissione sottolinea che «L’Europa nel suo insieme (gli Stati membri, l’Agenzia spaziale europea, Eumesat e l’Ue) è un attore globale di gran peso nel settore spaziale. Possiede un’industria forte e competitiva, che produce satelliti, lanciatori, servizi e operazioni correlati. L’industria europea occupa oltre 230.000 lavoratori e genera un valore aggiunto stimato di 46-54 miliardi di euro. L’Europa produce un terzo dei satelliti mondiali e ha ottenuto molti successi nel settore spaziale con tecnologie di punta e missioni esplorative.

Il vice-presidente della Commissione Ue Maroš Šefčovič ha dichiarato: «L’Unione europea è uno degli attori fondamentali nella politica spaziale. Intendiamo rafforzare la nostra posizione e fare un uso strategico di questa leadership per creare crescita e occupazione e realizzare le nostre priorità strategiche comuni: sicurezza, cambiamento climatico, trasporti, economia dei dati, gestione delle calamità naturali. Per fare ciò, abbiamo bisogno di collaborare con i partner e con le parti interessate in Europa e a livello internazionale. La dichiarazione congiunta Ue-Esa su una “visione e obiettivi condivisi per il futuro dell’Europa nello spazio” firmata oggi pomeriggio è un ulteriore passo in tale direzione».

Nel periodo 2014-2020 l’Ue investirà 12 miliardi di euro per sviluppare progetti spaziali di elevata qualità e la Commissione sottolinea che « Copernicus, un leader nella fornitura di dati di osservazione terrestre a livello globale, aiuta già a salvare vite umane in mare, migliora la nostra risposta alle catastrofi naturali come i terremoti, gli incendi boschivi o le alluvioni e consente agli agricoltori di gestire al meglio le colture. Galileo, il sistema globale europeo di navigazione via satellite, proporrà presto informazioni sulla posizione e sulle tempistiche più accurate e attendibili per autoveicoli autonomi e connessi, ferrovie, aviazione e altri settori. Il servizio geostazionario europeo di copertura della navigazione (EGNOS) fornisce servizi per la sicurezza della vita umana all’aviazione e agli utenti marittimi e terrestri coprendo quasi tutta l’Europa. Diverse start-up innovative usano già i dati satellitari, per esempio per consentire agli agricoltori di monitorare le colture in maniera più efficace (FieldSens, vincitore del Copernicus Masters 2014), per usare i dati di geolocalizzazione nell’ambito dell’internet delle cose (Geko navsat, vincitore del premio GSA 2014 & 2015) o per fornire droni di soccorso marittimo (Sincratech, vincitore per premio Satnav 2015)».

Secondo Elżbieta Bieńkowska, Commissaria Ue per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le piccole e medie imprese, aggiunge: «Le applicazioni basate sulla tecnologia spaziale stanno cambiando la nostra vita, la nostra economia e la nostra industria. Lo spazio è un settore industriale chiave nell’economia europea e una risorsa strategica per l’autonomia dell’Europa sulla scena globale. Se vogliamo che rimanga all’avanguardia, esso ha tuttavia bisogno di una base imprenditoriale più ampia e di maggiori investimenti privati. Il mio messaggio all’industria, alle start-up e agli investitori è quindi che il settore spaziale è importante e che siamo nello spazio per rimanerci» 

La Commissione dice che «La Strategia spaziale per l’Europa risponde alla crescente concorrenza globale aumentando il coinvolgimento del settore privato e contribuendo alle principali evoluzioni tecnologiche. La Commissione propone una serie di interventi che permetterebbero ai cittadini europei di beneficiare pienamente delle opportunità offerte dallo spazio, di creare l’ecosistema ideale per la crescita delle start-up dello spazio, di promuovere il primato dell’Europa nel settore e aumentare la sua quota sui mercati mondiali delle attività spaziali. Ora che l’infrastruttura dei programmi spaziali europei è ben avanzata bisogna ora concentrarsi sul modo per incoraggiare l’uso commerciale dei dati spaziali da parte del settore pubblico e privato. I programmi spaziali europei forniranno servizi aggiuntivi che contribuiranno al raggiungimento delle priorità europee comuni come la sicurezza e la difesa o la lotta al cambiamento climatico».

La Commissione intende promuovere l’uso di Galileo nei dispositivi mobili e nelle infrastrutture critiche e «migliorare così la connettività delle aree più remote. Questo semplificherà l’accesso delle imprese innovative e delle start-up ai dati spaziali presenti su piattaforme guidate dall’industria, permettendo lo sviluppo di servizi e applicazioni. Il settore spaziale europeo deve tenere il passo con il rapido avvicendarsi di innovazioni di portata colossale, con la nascita di nuovi modelli economici e con la crescente concorrenza mondiale. I finanziamenti europei saranno maggiormente orientati a incoraggiare gli imprenditori dello spazio nelle fasi di avvio e di espansione delle loro imprese nell’intero mercato unico. La Commissione promuoverà inoltre gli investimenti privati per tali start-up, in particolare nel contesto del Piano di investimenti per l’Europa e del prossimo fondo di fondi per il venture capital. Essa sosterrà inoltre la nascita di poli e cluster europei dell’industria spaziale nelle regioni europee».

L’oc biettivio dichiarato della Commissione Ue è quello di mantenere l’autonomiastrategica dell’Europa, rafforzarne il ruolo globale nel settore spaziale: «L’accesso autonomo dell’Europa allo spazio e il suo uso sono elementi strategici per l’attuazione delle politiche europee, per la nostra industria ed economia nonché per la nostra sicurezza, difesa e autonomia strategica. L’Ue è il più grande cliente istituzionale europeo e ha in programma di lanciare più di 30 satelliti nei prossimi 10-15 anni per i propri programmi Galileo e Copernicus. Si tratta di un’importante opportunità, in particolare per la redditività economica dei lanciatori di fabbricazione europea come Ariane 6 e Vega C».

La Commissione assicura che agirà da cliente “intelligente” e che aggregherà il proprio fabbisogno di servizi di lancio e «Continuerà inoltre a sostenere l’accesso delle imprese europee ai mercati globali. Partendo da un’iniziativa esistente, comincerà a lavorare a un servizio di sorveglianza dell’ambiente spaziale globale dell’UE al fine di proteggere le infrastrutture spaziali critiche dai detriti spaziali, dalla meteorologia spaziale e dagli attacchi informatici».

Con il prossimo piano d’azione di difesa europeo la Commissione lancerà anche un’iniziativa GovSatCom che garantirà servizi di comunicazione satellitare affidabili, sicuri ed efficienti all’UE e alle autorità pubbliche nazionali. «Data la necessità di una stretta cooperazione con i nostri partner globali la Commissione intende agire insieme all’Alto Rappresentante e agli Stati membri al fine di promuovere e tutelare l’uso dello spazio per le generazioni future».

Oggi Ue e Agenzia spaziale europea firmano una dichiarazione congiunta per esprimere la loro visione comune per una politica spaziale europea: «Si tratta della prima dichiarazione di questo tipo, che mostra l’importanza che entrambe le istituzioni attribuiscono a una cooperazione stretta e integrata nel quadro di un approccio allo spazio veramente europeo».