Un nuovo tipo di previsioni meteorologiche che potrebbe essere utile anche per gli Usa

Il lago Vittoria è una calamita per supertemporali e potrebbe diventare ancora più pericoloso

Ogni anno nelle sue acque muoiono tra i 3.000 e il 5.000 pescatori

[7 ottobre 2016]

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Lago Vittoria, diviso tra  Uganda, Kenya e Tanzania, è una fonte di cibo vitale per circa 30 milioni di persone che vivono sulle sue rive. Con una superficie di quasi 70 mila km2 è il secondo più grande lago del mondo, e probabilmente anche il più letale: dà lavoro a 200.000 pescatori ma ad un prezzo altissimo: la Croce Rossa Internazionale ha stimato che tra i  3.000 e il 5.000 pescatori perdano la vita nelle sue acque tempestose. Ma  lo studio “Hazardous thunderstorm intensification over Lake Victoria”, pubblicato a fine settembre su  Nature Communications da un team di ricrca internazionale e rilanciato dalla Nasa, dice che la cattiva reputazione del Lago Vittoria potrebbe essre nulla rispetto alle potenziali conseguenze dei cambiamenti climatici su questo lago enorme rimasto sconosciuto ai “bianchi” fino a poco tempo fa.  I ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (’ETH Zürich)  che hanno partecipato alla realizzazione dello studio insieme a scienziati dell’università belga di Lovanio, spigano che « Nuove prove suggeriscono che in futuro il lago diventerà un vero e proprio hotspot per temporali pericolosi a causa del cambiamento climatico». Ma il miglioramento avvertimenti tempesta potrebbe essere sulla strada.

La notte il Lago Vittoria è così pericoloso a causa della circolazione atmosferica sopra la sua superficie: durante il giorno si sviluppa dall’acqua fredda una brezza che soffia verso la terraferma più calda; di notte, succede il contrario: la brezza raffreddata da terra soffia verso il lago più caldo. Dato che questo enorme bacino lacustre ha una forma circolare, le brezze di terra convergono sul lago da tutte le direzioni.  Se a questo cocktail si aggiunge l’evaporazione, si ottengono tempeste, pioggia, vento e onde letali per i pescatori.

Il climatologo Wim Thiery dell’università di Lovanio e dell’’ETH Zürich  sottolinea che i ricercatori svizzeri e belgi, in collaborazione con la Nasa, sono stati in grado di fornire le prove  scientifiche di questo modello: «Abbiamo sviluppato un nuovo prodotto attraverso un satellite che mappa il numero dei forti temporali e le loro posizioni nell’Africa orientale  ogni 15 minuti per un periodo che va dal 2005 al 2013. Durante il giorno, la maggior parte delle tempeste si abbatte sul territorio circostante, in particolare i tipici temporali pomeridiani che sono causati dall’impennate locali di aria calda. Di notte, queste tempeste si concentrano sul lago Victoria».

Per prevedere l’impatto che avranno i cambiamenti climatici su questo processo, il team di ricerca elvetico-belga ha anche eseguito simulazioni climatiche che utilizzano un computer model avanzato e spiega che «In uno scenario business-as-usual, in cui le emissioni di gas serra continuano ad aumentare, l’ammontare delle precipitazioni estreme sul Lago Victoria aumenteranno di due volte più della pioggia sopra il terreno circostante. Come risultato, il lago sarà ancora di più di un hotspot per le tempeste notturne. Le supertempeste che oggi si verificano solo una volta ogni 15 anni entro la fine del secolo si verificheranno quasi ogni anno.  Il Lago Vittoria è quindi destinato a rimanere  lo specchio d’acqua più pericoloso del mondo».

Ormai diverse organizzazioni si rendono conto del pericolo associato a queste tempeste lacustri e stanno cercando di aiutare a sviluppare sistemi di allarme per i pescatori locali. Uno sviluppo promettente in questo senso è lo sforzo dell’Organizzazione meteorologica mondiale insieme con il Met Office del Regno Unito e  a società di telecomunicazioni locali per fornire avvisi meteo sui telefoni cellulari. I pescatori che aderiscono a questo servizio ricevono un messaggio che si basa su un semplice sistema a semaforo, avvertendoli in caso siano previsti forti temporali sul lago.

I ricercatori  sono convinti che «I risultati del nostro nuovo studio hanno il potenziale per ottimizzare ulteriormente tali sistemi di allarme, in quanto permettono di migliorare la previsione di queste tempeste estreme. In particolare, abbiamo riscontrato che le condizioni pomeridiane a terra influenzano  come saranno le forti tempeste notturne sul lago, suggerendo una maggiore prevedibilità di quanta è stata presunta finora. Sulla base di questi nuovi elementi, abbiamo già sviluppato un prototipo di un nuovo sistema di previsione delle tempeste. Sostenendo gli sforzi in corso, questo nuovo sistema può contribuire a ridurre la vulnerabilità delle comunità locali che vivono, lavorano, e dipendono sul Lago Vittoria».

Alla Nasa  pensano che lo stesso computer model avanzato utilizzato per le poverissime popolazioni che vivono sulle sponde del Lago Vittoria potrebbe essere utile nel prevedere i futuri impatti del cambiamento climatico nelle ricche comunità che vivono sulle sponde dei laghi statunitensi. Kristopher Bedka, del Langley research center della Nasa, evidenzia che «Grandi laghi e fiumi, come il Lago Michigan, il fiume Mississippi e, localmente, il fiume James, generano circolazioni d’aria che possono avere un impatto sul territorio  circostante  dove i temporali si formano. Se proiezioni climatiche non rappresentano correttamente queste interazioni dettagliate tra terra e acqua, sottovalutano il loro impatto».

Alla Nasa dicono che «Modelli ad alta risoluzione correttamente accoppiati sarebbero particolarmente utili se questi corpi idrici dovessero riscaldarsi di qualche grado, perché il riscaldamento avrebbe un impatto sul clima regionale e, senza una modellazione precisa, l’impatto potrebbe essere difficile da prevedere e mitigare. Inoltre, i prodotti di rilevamento delle tempeste via satellite che sono stati essenziali i per lo studio sul lago Victoria potrebbero essere utili anche negli Usa».

Bedka e il suo team della Nasa hanno sviluppato metodi per identificare automaticamente temporali pericolosi da qualsiasi immagine satellitare, «sempre e ovunque in tutto il mondo» e sono convinti che i  datasets derivanti da questi metodi potrebbero essere utilizzati negli Usa per aiutare a scoprire le interazioni tra terra e acqua con un elevato grado di chiarezza.