A Roma la tavola rotonda con gli esponenti di (quasi) tutti i principali partiti

L’ambiente nell’urna: le proposte di Legambiente per la nuova legislatura

«Non sprechiamo questa campagna elettorale riducendola a un valzer di promesse, servono idee e progetti di sviluppo e futuro che mettano al centro l’ambiente»

[15 febbraio 2018]

L’ambiente non rappresenta, infatti, un limite allo sviluppo ma una grande opportunità per scommettere sul futuro, su nuovi posti di lavoro, per rendere più competitiva l’economia, ma anche per spingere l’innovazione e la ricerca e abbattere le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali cresciute nella Penisola: su questi presupposti Legambiente ha presentato oggi a Roma le proprie proposte all’interno del rapporto Le sfide ambientaliste per la nuova legislatura (in allegato, ndr), e i numeri le danno ragione. Le statistiche prodotte da Eurostat informano che nell’Ue i lavori verdi nel periodo 2000-2014 hanno segnato un +49%, contro il +6% registrato osservando l’economia nel suo complesso, e anche in Italia – come informa l’ultimo rapporto GreenItaly – sono oltre 2,9 i green jobs (ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’, il 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale), ma potrebbero essere molti di più: occorre una strategia politica e industriali che guidi il percorso di sviluppo.

«Non sprechiamo questa campagna elettorale riducendola a un valzer di promesse, dove tutti promettono di abolire qualcosa – dichiarano al proposito da Legambiente – servono idee e progetti di sviluppo e futuro che mettano al centro l’ambiente». È per questo che i temi che il Cigno verde propone di mettere al centro del confronto vedono l’ambiente intrecciarsi con le grandi questioni dell’attualità e del futuro del Paese: il clima, l’economia circolare, la rigenerazione e riqualificazione urbana, ma anche la messa in sicurezza del territorio, la tutela della biodiversità, la mobilità, la lotta all’abusivismo, il Mediterraneo e il ruolo dell’Italia come ponte tra l’Europa e l’altra sponda del Mare Nostrum.

«Abbiamo voluto presentare una visione del futuro e un pacchetto di proposte concrete – commenta il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – perché oggi l’ambiente è davvero la chiave capace di accompagnare il cambiamento di cui ha bisogno il Paese. E il nostro impegno nei prossimi anni punta ad allargare le alleanze per portare avanti idee e battaglie che oggi sono condivise da larga parte dei cittadini».

Si va ad esempio dall’urgenza di avere finalmente una strategia per la lotta ai cambiamenti climatici, capace di spingere le fonti rinnovabili e di mettere in sicurezza il territorio attraverso progetti di adattamento nei confronti di fenomeni climatici sempre più impattanti, al ridisegnare la fiscalità in chiave ambientale, anche modellando l’Iva sui prodotti sulla base dei criteri ambientali (favorendo ad esempio i prodotti riciclati) e sociali, cancellando rendite e privilegi contro l’ambiente, eliminando tutti i sussidi alle fonti fossili e definendo nuove regole di tassazione più trasparenti e chiare per cave, acque minerali, rifiuti. E poi incoraggiare lo sviluppo dell’economia circolare istituendo una struttura di missione dedicata presso la Presidenza del Consiglio, premiando il recupero di materie nei processi produttivi, penalizzando lo smaltimento in discarica e spingendo per il riciclo, senza dimenticare che la proposta di una task force per accelerare le bonifiche. Ad oggi sono infatti oltre 100mila gli ettari di territorio ancora da bonificare dopo 30 anni dall’individuazione delle aree e l’avvio di un programma nazionale di bonifica (Sin) di siti avvelenati da inquinamento e rifiuti di ogni tipo. A questi, si aggiungono 6027 Siti di interesse regionale (Sir) e locali nella stessa situazione.

Alla tavola rotonda promossa oggi da Legambiente a Roma hanno risposto presente rappresentati di molti (mancava la Lega di Matteo Salvini, per esempio) tra i principali partiti politici in corsa per le elezioni: in primis Rossella Muroni, coordinatrice della campagna elettorale di Liberi e Uguali ed ex presidente nazionale di Legambiente, ma anche l’attuale ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, Arturo Diaconale di Forza Italia, Lucio Cavazzoni (LeU), Enrico Borghi (Pd), Stefano Vignalori M5S, Luana Zanella dei Verdi, Enzo Di Salvatore (Potere al Popolo), Cristina Avenali (Pd), oltre a tanti rappresentanti di imprese e associazioni.

«Abbiamo deciso di confrontarci su queste idee – osserva Zanchini – con tutti gli schieramenti politici e tanti interlocutori economici e sociali». Le proposte sul tavolo non mancano, e sono ora i cittadini che – in vista del 4 marzo – sono chiamati a esprimere col loro voto quanto ritengono realmente prioritaria la transizione del Paese verso un’economia ecologica.