Lampadine energivore, l’’Ue non le mette al bando. Legambiente: «grave errore»

«Pessimo segnale per la conferenza di Parigi sul clima: il governo chiarisca la sua posizione»

[18 aprile 2015]

Ieri la commissione tecnica sulla direttiva Ecodesign – la norma che sovrintende all’efficienza energetica di elettrodomestici e lampadine venduti in Europa – era chiamata a ratificare la decisione di mettere al bando le lampadine alogene di classe C e D a partire da settembre 2016, come prevedeva la normativa, che fa parte del piano di risparmio energetico europeo per il contrasto dei cambiamenti climatici.

Ha deciso, però, di rimandare di due anni la messa al bando, che non avverrà prima del 2018, causando un consumo aggiuntivo e inutile nelle bollette degli europei di circa 33TWh e un costo complessivo di oltre 6,6 miliardi di euro (circa 800 milioni per gli italiani, che hanno un alto costo dell’elettricità).

«Una decisione incomprensibile che arriva in un momento in cui il  mercato è già ampiamente passato ai LED e dopo studi internazionali qualificatissimi che dimostrano che di queste lampadine energivore non c’è più bisogno – commenta Davide Sabbadin, responsabile efficienza  energetica di Legambiente – Ed è grave che questa decisione, così rilevante per il clima, sia presa a pochi mesi dalla conferenza internazionale sul clima di Parigi. Inoltre, c’è il sospetto che l’Italia abbia giocato un ruolo negativo decisivo, alla luce della posizione espressa in una lettera del gennaio 2014 dal ministero dello  Sviluppo economico e mai smentita. Quella lettera conteneva posizioni  basate su dati obsoleti e, a maggior ragione, superati dalla realtà del mercato. Il governo faccia chiarezza sul voto italiano e dica come la pensa».

Legambiente