«L’apocalisse che il cambiamento climatico può causare per la salute è largamente sottostimata»

Secondo il presidente della Federazione mondiale delle società di sanità pubblica Walter Ricciardi «è come se fossimo delle rane che vengono messe a bollire, e poi alla fine si accorgono dell'impatto sulla salute quando è troppo tardi»

[29 Aprile 2019]

È stato il cambiamento climatico il grande protagonista del focus scientifico che si è tenuto al Villaggio per la Terra, il format ideato da Earth Day Italia e realizzato in collaborazione con il Movimento dei Focolari di Roma, Agenzie delle Nazioni Unite, il MIUR e il Ministero dell’Ambiente e che si chiude oggi a Roma. Un evento nel corso del quale è stato marcato l’abisso che oggi separa il rischio effettivo che stiamo correndo e la sua percezione, pubblica e politica: come spiega il presidente della Federazione mondiale delle società di sanità pubblica Walter Ricciardi, mentre in passato «rischi come l’apocalisse nucleare furono ben chiariti da Hiroshima e Nagasaki, l’apocalisse che il cambiamento climatico può causare per la salute è largamente sottostimata. Perciò è molto opportuno parlarne in tutte le circostanze e spiegare questi dati ai cittadini».

Non a caso lo scorso dicembre Ricciardi, durante la sua presidenza all’Istituto superiore di sanità – ovvero l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, dipende dal ministero della Sanità –, organizzò sempre a Roma il primo simposio internazionale Health and Climate Change, durante il quale oltre 500 ricercatori misero a fuoco la posta in gioco. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il cambiamento climatico sarà la prima causa di 250mila decessi all’anno nel mondo per tutto il prossimo ventennio. Morti dovute a ondate di calore e di freddo, inondazioni, alluvioni ed altri eventi estremi, che pongono alcune aree geografiche – come il sud Europa, Italia compresa – più a rischio di altre.

Un effetto potenzialmente associato al surriscaldamento globale dovuto all’emissione di agenti inquinanti è la maggior facilità di diffusione delle malattie, favorite anche dall’aumento, grazie alle condizioni climatiche, di molti insetti vettori; in Europa, per esempio, si prevede l’aumento della diffusione delle zanzare e con esse il ritornino di determinate malattie che si pensavano eliminate: come la malaria, la dengue e la chikungunya. Senza dimenticare le conseguenze dirette del cambiamento climatico: gli eventi meteorologici estremi come le ondate di calore stanno aumentando, mettendo a dura prova anche in Europa la salute soprattutto delle categorie più deboli, anziani e bambini.

«I cambiamenti climatici per la salute sono un’apocalisse a fuoco lento, nel senso che è qualcosa di cui non ci accorgiamo perché cresce lentamente. È come se fossimo delle rane che vengono messe a bollire, e poi alla fine si accorgono dell’impatto sulla salute quando è troppo tardi», spiega Ricciardi. Che fare dunque? Dal Villaggio per la Terra si pone l’accento sulla necessità di portare avanti piccole, buone pratiche individuali – dal rifiutare i prodotti usa e getta allo spegnere la luce quando non serve –, ma è chiaro che per raggiungere gli obiettivi che anche l’Italia si è impegnata a raggiungere ratificando l’Accordo sul clima di Parigi occorre un impegno collettivo, e dunque un’azione politica che i cittadini possono sostenere attraverso il loro diritto-dovere di voto. Come spiegato con chiarezza nei giorni scorsi dall’attivista svedese Greta Thunberg (anche) «i giovani possono fare molte cose per migliorare la situazione, in particolare per mettere pressione sulle persone al potere. È essenziale votare alle elezioni europee».