L’auto potenziamento del cambiamento climatico non può essere spiegato con gli animali del suolo

Al contrario di quel che si credeva, con condizioni più calde e secche i detritivori rallentano l’attività

[29 dicembre 2017]

Quando il suolo si riscalda, rilascia più anidride carbonica, un effetto che alimenta ulteriormente il cambiamento climatico. Finora, si era ipotizzato che questo d fosse causato soprattutto dalla presenza di piccoli animali e microrganismi del suolo che con le temperature più calde  mangerebbero e respirerebbero di più. Ma ora lo studio “Reduced feeding activity of soil detritivores under warmer and drier conditions”, pubblicato recentemente su Nature Climate Change da un team di ricercatori tedeschi, statunitensi e australiani, ha dimostrato che non è così e che, al contrario: se il caldo è accompagnato dalla siccità, gli animali del suolo mangiano ancora meno. Quindi, gli scienziati sono convinti che, per migliorare le previsioni dei modelli climatici, ora è fondamentale capire meglio i processi biologici nel suolo.

Lo studio è stato condotto nell’ambito del “‘B4WarmED – Boreal Forest Warming at an Ecotone in Danger”, un esperimento a lungo termine sui cambiamenti climatici in corso negli Usa, in Minnesota, dove gli scienziati stanno riscaldando artificialmente di 3,4° C diversi  appezzamenti di terreni delle forestali boreali. Inoltre, in alcuni luoghi riducono anche del 40% le precipitazioni installando tende in caso di pioggia.

Gli scienziati sono stati in grado di determinare quanto mangiano gli animali del suolo utilizzando le “bait lamina strips”, dei piccoli stick dotati di fori riempiti di substrato che assomigliava alla sostanza organica presente nel suolo.  Questi bastoncini sono stati conficcati  nel terreno e ogni due settimane gli scienziati hanno controllato la quantità di substrato consumata. In 4 anni i  ricercatori hanno effettuato più di 40 misurazioni di questo tipo. Si tratta della prima ricerca a questa scala per studiare gli effetti del riscaldamento globale e della siccità sugli animali decompositori del suolo.

I ricercatori sottolineano: «Il fatto che il clima del mondo stia cambiando è dovuto principalmente alla combustione di combustibili fossili. Di conseguenza, grandi quantità di anidride carbonica (CO2) vengono rilasciate nell’atmosfera terrestre. Tuttavia, in aggiunta, il cambiamento climatico si sta intensificando anche da solo, perché il riscaldamento globale sta facendo anche cambiare il ciclo naturale del carbonio. Sebbene sulla Terra il carbonio sia costantemente convertito da composti solidi in CO2 gassosa e viceversa, le temperature più calde possono ulteriormente incrementare le perdite di carbonio sotto forma di CO2 dal terreno. Di conseguenza, più CO2 viene introdotta nell’atmosfera terrestre: un feedback positivo».

Finora gli scienziati ritenevano che questo effetto fosse dovuto principalmente alla presenza nel suolo di piccoli animali e microrganismi che si nutrono di materia organica morta e che quando “bruciano” il loro cibo, rilasciano CO2 (‘respirazione’). Si presumeva che, con temperature più calde, gli insetti e i vermi detritivori mangiassero di più e che quindi la materia organica morta nel terreno venisse decomposta a velocità più elevate. Dopotutto, si tratta di animali poichilotermi la cui temperatura corporea e attività dipendono dall’ambiente. In base a quel che sappia mo, anche i batteri e i funghi presenti nel terreno dovrebbero essere più attivi a temperature più calde. Ma il nuovo studio mette in discussione questa ipotesi e il  team di ricercatori guidati dal Deutschen Zentrums für integrative Biodiversitätsforschung (iDiv) e dall’Universität Leipzig l’ha demolita con un esperimento per simulare il riscaldamento del suolo nella foresta, scoprendo o sorprendentemente che «le temperature più calde non hanno alcuna influenza sull’attività di alimentazione del animali del suolo«.

Secondo il principale autore dello studio,  Madhav P. Thakur dell’IiDiv, questi risultati sono di grande rilevanza: «L’effetto di feedback del riscaldamento del clima attraverso il maggior rilascio di CO2 dal suolo è un’assunzione cruciale nei modelli che prevedono il nostro clima futuro. Pertanto, è importante sapere che cosa causa questo effetto. I nostri risultati indicano che potrebbero non essere gli animali del suolo, al contrario: il loro ruolo potrebbe effettivamente essere l’opposto di quello che ci aspettavamo, almeno quando si verificano insieme riscaldamento e siccità si verificano insieme».

Un altro autore dello studio, Nico Eisenhauer, anche lui dell’IiDiv, conclude: «E’ molto probabile che invece degli animali e dei microrganismi del suolo, siano le piante i  responsabili dell’effetto feedback, perché respirano anche con le loro radici. Al fine di migliorare la validità dei modelli climatici, ora abbiamo urgente bisogno di comprendere meglio i processi biologici nel suolo. Dopo tutto, il suolo è il principale serbatoio di carbonio sulla terra».