Le coppie di uccelli nidificanti collaborano per resistere al cambiamento climatico

L'aumento delle temperature ha cambiato i comportamenti di cova dei pivieri

[7 giugno 2017]

Lo studio “Parental cooperation in a changing climate: fluctuating environments predict shifts in care división” ,  pubblicato su Global Ecology and Biogeography. da un folto team internazionale di ricercatori che comprende anche Lorenzo Serra dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) sottolinea che «Le cure parentali migliorano la sopravvivenza della prole e quindi hanno un grande impatto sul successo riproduttivo. E’ sempre più evidente che la cura biparentale coordinata è necessaria per garantire la sopravvivenza della prole in ambienti ostili, ma poco si sa circa l’influenza delle fluttuazioni ambientali in materia di cooperazione dei genitori. Tuttavia, valutare gli impatti della stocasticità ambientale è essenziale per la comprensione di come le popolazioni risponderanno ai cambiamenti climatici e alle associate frequenze crescenti di eventi meteorologici estremi».

Lo studio dall’Università di Bath (Regno Unito indaga sulll’influenza del stocasticità ambientale sulle incubazione biparentale in un genere di avifana cosmpopolita, i pivieri ( Charadrius spp.), che  nidifica a terra.

Il team di ricerca internazionale ha messo insieme i dati sulle cure biparentali di 36 popolazioni di 12 diverse specie di  Charadrius  raccolte in 6 continenti tra il 1981 e il 2012. Utilizzando un approccio space-for-time, hanno indagato su come la media delle temperature, la stocasticità delle temperature (cioè le variazioni di anno in anno) e le variazioni stagionali delle temperatura stagionali durante la cooperazione dei genitori influenzano la stagione riproduttiva e l’allevamento dei pulcini dei pivieri. Ne è venuto fuori che quando le temperature aumentano, i maschi e le femmine delle coppie di pivieri spostano in avanti l’incubazione.

Come spiegano alla Fundación Española para la Ciencia y la Tecnología (Fecyt), il cambiamento climatico provoca variazioni ecologiche e ha un pesante effetto sulla vita degli animali. Le primavere sempre più in anticipo e gli autunni che arrivano sempre più tardi provocano cambiamenti nella fisiologia, nella stagione riproduttiva e nelle distribuzioni delle popolazioni di animali, ma si sa ancora poco su come gli animali si comportino in risposta a questi disturbi.

Molte specie di pivieri nidificano a terra in siti dove non esiste una copertura vegetale, lo fanno per individuare più facilmente i predatori che si avvicinano, ma così i loro nidi ricevono la luce diretta del sole. Secondo uno degli autori dello studio, Juan A. Amat dell’Estación Biológica de Doñana, «Questo può rappresentare una sfida significativa.  Per gli uccelli la situazione può diventare complicata a metà del giorno quando gli adulti in cova non possono sopportare le alte temperature». Le temperature ottimali per la cova e per lo sviluppo embrionale sono di 35 – 39 gradi centigradi.

Amat spiega ancora che «In molte specie di uccelli dove entrambi i compagni partecipano alla cova, un sesso, generalmente la femmina, incuba di giorno, mentre l’altro (il maschio) la fa di notte. Tuttavia, in condizioni calde, sarebbe necessaria una maggiore collaborazione tra maschi e femmine». Con il cambiamento climatico, una soluzione sarebbe quella di ridurre gli intervalli  di cova tra i sessi e lo studio rivela proprio che ora i pivieri maschi assistono le femmine durante la cova diurna.

Amat aggiunge: «La partecipazione dei maschi all’incubazione diurna aumenta sia con la temperatura ambiente che con la variabilità delle temperature massime durante il periodo di incubazione. La ricerca dimostra che un aumento della temperatura cambia il comportamento di queste coppie di uccelli e la loro routine quotidiana in termini di presenza di nidi. Questa flessibilità della cooperazione parentale agevolerebbe le risposte all’impatto del cambiamento climatico sulla biologia riproduttiva delle popolazioni. La ragione che sta dietro l’aiuto maggiore del maschio è la necessità di proteggere meglio gli embrioni dalle condizioni estreme».

La Fecyt conclude ricordando che «Studi precedenti hanno confermato che l’instabilità ambientale ha un’influenza sulla fase iniziale della riproduzione e sulla vita degli uccelli e che le variazioni imprevedibili nell’ambiente influiscono anche sul modo in cui le coppie di uccelli cooperano nel curare la loro progenie. La conclusione di questo nuovo studio è che le variazioni climatiche influenzano fortemente la cooperazione dei genitori».