A New York si riuniscono scienziate, imprenditrici, leader indigene, ambientaliste

Le donne insieme contro la crisi climatica: ecco la Women’s Climate Action Agenda

[24 settembre 2013]

Dal 20 al 23 settembre le donne leader di 35 Paesi si sono riunite a New York per concordare azioni efficaci ed innovative sul cambiamento climatico e per  approvare la Women’s Climate Action Agenda.

Al primo International Women’s Earth and Climate Summit hanno partecipato imprenditrici, ex capi di Stato, scienziate, funzionarie dei governi, leader indigene, attiviste, insegnanti, organizzatrici di comunità e facilitatrici culturali che hanno completato la Climate Action Agenda delle donne.

Tra i partecipanti: Christiana Figueres, segretaria esecutivo dell’Unfccc, Marina Silva, ex ministro brasiliano dell’ambiente, Mary Robinson, ex presidente dell’Irlanda; Jane Goodall, fondatrice del Jane Goodall Institute e messaggera della pace dell’Onu, Jody Williams, Premio Nobel per la Pace; Sylvia Earle, biologa marina; May Boeve, direttrice esecutiva di 350.org; Vandana Shiva e le leader di and leaders from Global Gender Climate Alliance, Women’s Environment and Development Organization, 1 Million Women, the National Association for the Advancement of Colored People, e di molte altre organizzazioni di base.

Osprey Orielle Lake, co-fondatrice dell’International Women’s Earth and Climate Summit, ha detto: «Stiamo mettendo insieme le donne leader in questo momento cruciale della storia, perché sappiamo che le donne sono in una posizione unica per attuare le soluzioni essenziali per la sostenibilità necessarie per affrontare le pressanti sfide climatiche di tutto il mondo. La natura non aspetta mentre i politici discutono. Le donne di tutto il mondo si trovano ad affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici ogni giorno e noi ci  stanno unendo per dire “basta” e che è tempo per un’azione che affronti alle radici questa crisi e promuova soluzioni giuste».

Il vertice femminile si è riunito alla vigilia del Climate Week e dell’Assemblea generale dell’Onu e mentre l’Intergovernmental panel on climate change si prepara a presentare il suo attesissimo Assessment Report.   Secondo le donne leader, la Women’s Climate Action Agenda  «Costruirà lo slancio per un’azione significativa a favore di un aumento dei finanziamenti e dei cambiamenti politici significativi necessari per affrontare la crisi climatica globale».

Sally Ranney, un‘altra delle fondatrici dell’International Women’s Earth and Climate Summit  ha sottolineato che «Fino ad oggi le azioni non sono state semplicemente equivalenti all’urgenza crescente della crisi climatica. Siamo diretti verso un aumento 4° C (7,2° F) della temperatura globale nel corso dei prossimi decenni, che creeranno un caos senza precedenti per i nostri figli, nipoti e le generazioni future. Le donne non sono più disposte a stare ferme quando è in gioco così tanto. Sappiamo che cosa deve essere fatto e la mobilitazione delle donne ha il potere di farlo e per costruire un movimento per l’azione per il clima molto più forte. Stiamo raccogliendo le forze per ottenere che vengano messe in atto soluzioni con la velocità e la dimensione necessarie per fare una differenza significativa».