La Fao lancia l’allarme

Le Filippine del post-tifone: Haiyan ha distrutto l’agricoltura

[19 novembre 2013]

Nelle Filippine continua l’emergenza in seguito al tifone Haiyan che ha colpito il Paese lo scorso 8 novembre. Il numero finale delle vittime non è ancora noto: a seconda delle fonti oscilla da circa 3600 a 10mila. Per il resto, secondo le ultime stime dell’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari dell’Onu, circa 13 milioni di persone sono state colpite dal tifone e oltre 4 milioni sono sfollate; 2,5 milioni di persone hanno oggi bisogno di assistenza alimentare. Come immaginabile sono infinite le esigenze per la popolazione, ma per quanto riguarda le attività produttive il settore più in crisi è probabilmente quello agricolo. «Centinaia di migliaia di contadini nelle Filippine, i cui raccolti sono stati devastati dal tifone, hanno bisogno di assistenza urgente per piantare nuovi semi prima che la stagione della semina finisca», ha dichiarato la Fao.

Il tifone ha colpito la parte centrale del paese durante la stagione principale di raccolta del riso, raccolta che era già in fase avanzata.  Il tifone ha anche interrotto brutalmente la semina della stagione secondaria 2013-14, che termina a fine dicembre. Si teme inoltre che molti impianti di stoccaggio siano andati distrutti, assieme al loro contenuto.  Il Sistema mondiale d’informazione e preavviso rapido della Fao, ha ridotto oggi le stime della produzione di riso nel Paese a 18 milioni di tonnellate contro le previsioni di inizio stagione di un raccolto record di 18.9 milioni di tonnellate. Le 900 mila tonnellate mancanti provengono, in misura diversa, dalle cinque regioni colpite più gravemente, che nel 2012 hanno contribuito ad un terzo della produzione totale di riso.

«Stime iniziali rivelano che centinaia di migliaia di ettari di riso e di altre colture chiave come il cocco sono state colpite dal tifone- ha dichiarato Dominique Burgeon, direttore della Divisione Emergenze e Riabilitazione della Fao- La semina della stagione secondaria, specialmente di riso irrigato, era in corso e si stima che il raccolto sia stato gravemente compromesso. Se vogliamo evitare che intere regioni del paese debbano fare affidamento su aiuti alimentari, dobbiamo agire ora per aiutare le famiglie più vulnerabili a piantare o ripiantare entro la fine di dicembre».

Oltre a fornire sementi e fertilizzanti, per le prospettive di produzione di riso a lungo termine è fondamentale ricostruire le infrastrutture rurali andate distrutte, come gli impianti di stoccaggio e di irrigazione.  Un team della Fao sta visitando in questi giorni le zone colpite dal tifone per produrre una stima più dettagliata dei danni causati ai raccolti e alle infrastrutture oltre che delle necessità della popolazione.  La Fao all’interno dell’appello congiunto lanciato dalle Nazioni Unite lo scorso 12 novembre, ha richiesto urgentemente 24 milioni di dollari per interventi immediati nel settore agricolo e ittico che andranno a beneficiare 250 mila famiglie.

L’Organizzazione prevede di fornire ai contadini semi di riso e di mais, fertilizzanti, e piccole attrezzature per l’irrigazione in modo tale che essi possano ripetere la semina per la stagione secondaria. Le famiglie riceveranno inoltre sementi di ortaggi per avere una fonte ci cibo alternativa fino al prossimo raccolto.  L’Organizzazione punta inoltre ad aiutare le comunità di pescatori e di allevatori ittici colpiti dal tifone. Nel medio termine la Fao collaborerà con partner per programmi di cash for work (lavoro in cambio di denaro) o cash for food (lavoro in cambio di cibo) per liberare i campi dai detriti e rimettere in sesto le infrastrutture agricole.