Le Hawaii carbon neutral entro il 2045. Il governatore Ige: «Semplicemente buon senso»

Le leggi climatiche più avanzate negli Usa che sono più ambiziose anche delle Direttive Ue

[6 giugno 2018]

Il governatore delle Hawaii, il democratico David Ige, ha firmato tre disegni di legge che costituiscono la legge climatica più ambiziosa degli Stati Uniti e che entrerà in vigore il primo luglio con il dichiarato obiettivo di far diventare lo Stato insulare Usa del Pacifico carbon neutral entro il 2045.

Insieme al carbon neutral bill, Ige ha firmato altri due disegni di legge sul climo: uno prevede che lo Stato utilizzi la compensazione del carbonio ripristinando le foreste delle Hawaii piantando alberi che stoccano il carbonio in eccesso nell’atmosfera; l’altro impone che nei progetti pubblici e privati per costruire si tenga conto  dell’innalzamento del mare.

Illustrando il nuovo pacchetto climatico sulla sua pagina Facebook il governatore Ige sottolinea che «Il cambiamento climatico è reale e stiamo vedendo i suoi impatti proprio ora nel nostro Stato insulare”, ha scritto Ige sulla sua pagina Facebook . “Nel complesso, questa serie di leggi stabilisce politiche e programmi che riconoscono e affrontano questa realtà. l’HB 2182 renderà le Hawaiʻi carbon neutral entro il 2045 e istituisce la Greenhouse Gas Sequestration Task Force. HB 2182 diventa Act 15 e avrà effetto dal primo luglio 2018. Un anno fa, le Hawaiʻi sono diventate il primo Stato ad adottare una legge che si allinea con l’accordo di Parigi per combattere il cambiamento climatico. Oggi facciamo il passo successivo e ci impegniamo ad essere carbon neutral entro il 2045, lo stesso anno in cui ci aspettiamo di raggiungere il nostro obiettivo di produrre il 100% della nostra energia elettrica da fonti pulite e rinnovabili. l’HB1986  crea il quadro per un carbon offset program che permette di ottenere carbon credits attraverso protocolli globali di sequestro del carbonio. HB 1986 diventa Act 16 e e avrà effetto dal primo luglio 2018. Vediamo, in termini di costi, un enorme potenziale del ripristino, protezione e gestione delle aree forestali nelle Hawaiʻi per offrire una mitigazione dei cambiamenti climatici. Ecco perché questo framework for capturing carbon through reforestation and carbon farming rappresenta un importante passo avanti. L’Hb2106 richiede un’analisi del livello del mare nelle dichiarazioni di impatto ambientale prima di costruire progetti. HB2106 diventa Act 17 e ha effetto con la sua approvazione.  L’aumento del livello del mare sta già avendo un impatto sulle spiagge, sulle strade e sulle case vicino alla costa. Di conseguenza, ci troviamo di fronte a difficili decisioni sull’utilizzo del territorio, e richiedere un’analisi dell’innalzamento del livello del mare prima di iniziare la costruzione è semplicemente buon senso». Secondo il carbon neutral bill, a causa dell’innalzamento del livello del mare le Hawaii potrebbero subire danni per 19 miliardi di dollari.

Con questo nuovo pacchetto di Leggi, le Hawaii superano il Rhode Island come lo Stato Usa con le politiche climatiche più ambiziose per affrontare il cambiamento climatico: infatti, il Rhode Island intende ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra del 95% rispetto ai livelli del 1990.

Prima di approvare le tre leggi, le Hawaii avevano già introdotto alcune delle politiche climatiche più forti degli Usa: nel 2016 5 avevano già approvato l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile entro il 2045 e nel 2017, dopo che Donald Trump aveva annunciato il ritiro degli Usa dall’Accordo sul clima di Parigi, le Hawaii erano diventate il primo stato a introdurre una legge per sostenere l’obiettivo climatico di Parigi di limitare il riscaldamento a 2 gradi Celsius.

Il problema è che questo ricco Stato insulare sperso nel pacifico centrale deve fare affidamento su mezzi di trasporto ad alta intensità di carbonio come navi e aerei e questo  è uno dei motivi per cui lo stato ha scelto di perseguire un programma di compensazione del carbonio: Scott Glenn, a capo dell’ environmental quality office delle Hawaii ha detto a Fast Company: «Sappiamo che continueremo a dipendere dallo shipping e dall’aviazione e che continueranno a bruciare carbonio per portarci i nostri turisti, i nostri beni, i nostri rifornimenti e il nostro cibo, allora vogliamo provare a avere un modo per stoccare l’impatto che stiamo causando importando tutte queste cose nelle nostre isole».

Le Hawaii stanno anche prendendo provvedimenti per migliorare la loro rete elettrica e diventare più autosufficienti. A maggio, l’Hawaiian Electric Company ha annunciato iniziative per migliorare l’affidabilità della rete elettrica di Oahu e per produrre e distribuire più energia rinnovabile per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili. Attualmente, poco più di un quarto dell’elettricità delle Hawaii proviene attualmente da fonti rinnovabili. Lo Stato prevede anche di raddoppiare la produzione alimentare locale entro il 2030, attualmente il 90% del cibo consumato nelle Hawaii viene importato.

Lo Hawaii si uniscono così ad altri Paesi di tutto il mondo che puntano a diventare carbon neutral: le Maldive si sono date l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2020, mentre il Costa Rica prevede di riuscirci entro il 2021, la Norvegia nel 2030, l’Islanda nel 2040 la Svezia nel 2045 come le Hawaii e la Nuova Zelanda e la Francia nel 20150. Negli Usa città come Austin e Boston si dsono date l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050.