Le ondate di caldo rese due volte più probabili dai cambiamenti climatici di origine antropica

Uno studio in tempo reale sulla caldissima estate in corso nel nord Europa. «L’ondata di caldo nell'Artico non ha precedenti»

[30 luglio 2018]

Nel nord Europa L’estate in corso è notevolmente più calda della media con un’anomalia molto di alta pressione persistente sulla Scandinavia, dove favorisce gli incendi che hanno raso al suolo migliaia di ettari di foreste in Svezia, e anomalie delle temperature e di siccità che stanno perdurando da maggio e che, a sud-ovest, hanno raggiunto l’Irlanda. Invece L’Europa meridionale è stata insolitamente umida, con temporali che hanno fatto grossi danni in Francia nella prima metà di giugno e perturbato l’avvio della stagione turistica in Italia.

Il team di scienziati di World Weather Attribution  ha presentato il rapportoAttribution of the 2018 heat in northern Europe” che analizza il collegamento tra le temperature più elevate registrate finora nel Nord Europa e il cambiamento climatico e sottolinea che «Aspetti diversi delle temperature sono molto meno semplici da analizzare ma possono essere considerati in studi successivi. È importante notare che, rispetto ad altre analisi di attribuzione delle estati europee, l’attribuzione di un’ondata di caldo all’inizio della stagione con l’intero mese di agosto non farà che dare un risultato preliminare della stagione delle ondate di caldo del 2018 nell’emisfero settentrionale». Lo studio individua le cause dell’ondata di caldo in corso in tempo quasi reale utilizzando metodologie ben valutate e gli scienziati avvertono che «Non è sottoposto a peer-reviewed ed è stato scritto rapidamente. Per fare analisi, valutazione di modelli abbiamo utilizzato metodi accuratamente testati e controllato le osservazioni per gli errori. I tempi di ritorno sono in parte basati sulle previsioni e pertanto presentano ulteriori incertezze. Tuttavia, i cambiamenti nella probabilità si basano su osservazioni passate e risultati del modello e gli autori sono fiduciosi che questi risultati siano robusti».

Infatti, quelli di World Weather Attribution  hanno confrontato le alte temperature attuali con i dati storici provenienti da 7 stazioni meteorologiche di Finlandia, Danimarca, Irlanda, , Norvegia, Olanda e Svezia, rilevando che, nella torrida estate in corso, «il segnale del cambiamento climatico non è ambiguo«» e aggiungono qualcosa di ancora più preoccupante: «L’ondata di caldo nell’Artico non ha precedenti». Le stazioni meteorologiche analizzate sono state scelte perché hanno digitalizzato  tutti i documenti risalenti fin ai primi anni del 1900 e per valutare la portata dei cambiamenti climatici influenzati dall’uomo il team ha utilizzato anche modelli informatici.

E’ così che World Weather Attribution  ha scoperto  che nelle stazioni meteorologiche in Olanda,  Irlanda e  Danimarca, «Il cambiamento climatico ha generalmente aumentato di due volte le probabilità dell’ondata di caldo attuale.

Esistono diverse definizioni di cosa sia esattamente un’ondata di caldo, ma in questo studio la si considera come tre giorni consecutivi caldo sopra la media in un anno e uno degli autori, Friederike Otto dell’Università di Oxford, sottolinea su BBC News che «In molte parti d’Europa un caldo di tre giorni non è eccezionale e si potrebbe sostenere che sarebbe meglio guardare più a lungo. Ma abbiamo guardato periodi più lunghi e il risultato non cambia molto». I ricercatori dicono anche che quest’anno i tre giorni consecutivi più caldi di  potrebbero non essere ancora avvenuti  ma credono che «anche se la prossima settimana [cioè quella in corso, ndr] sarà più calda, l’impatto complessivo non cambierà».

La stragrande maggioranza degli scienziati è convinta che il riscaldamento globale sia in atto, ma sono riluttanti a dire che uno specifico evento è “causato” dai cambiamenti climatici, ma a  World Weather Attribution   sono convinti che «questo nuovo studio si aggiunga a un crescente elenco di solidi legami tra l’aumento delle temperature e gli eventi estremi».

BBC News fa notare che «Una cosa che i ricercatori non possono dire adesso è se il sistema di alta pressione che è rimasto bloccato sull’Europa per quasi due mesi sia stato causato dai cambiamenti climatici». Gli scienziati di World Weather Attribution    dicono che affronteranno questa problematica entro la fine dell’anno, quando pubblicheranno formalmente le loro scoperte in una rivista scientifica.

Quel che è certo è che nemmeno loro possono dirci quando un’altra ondata di caldo colpirà l’Europa. Tuttavia, lo studio fornisce cifre per quelli che vengono definiti “return periods” o la possibilità che qualcosa accada di nuovo. Da questi dati emerge che nella Scandinavia meridionale è probabile che ogni 10 anni ci sarà un’ondata di caldo simile, mentre in Olanda sarà probabilmente una volta ogni 5 anni, sostenendo così le proiezioni di diversi scienziati secondo cui negli anni 2040 il tipo di onda di calore che abbiamo avuto quest’estate potrebbe verificarsi ogni due anni. Otto aggiunge: «La logica ch dice che il cambiamento climatico lo renderà inevitabile: il mondo sta diventando più caldo, e così ondate di caldo come questa stanno diventando più comuni. Quello che una volta era considerato un tempo insolitamente caldo diventerà comune, in alcuni casi lo è già».Ma ancorz più a nord della Scandinavia il problema è gigantesco e drammatico: pur riconoscendo che l’attuale ondata di caldo nell’Artico è senza precedenti nella storia, i ricercatori non sono stati in grado di risolvere chiaramente l’impatto dell’influenza antropica e questo «perché le temperature estive variano molto da un anno all’altro, quindi, dalle osservazioni è stato impossibile stimare il trend». Quello di cui però sono convinti è che  le loro scoperte iniziali dovrebbero spingere i governi ad agire maggiormenmte per tagliare le emissioni di gas serra. Il francese Robert Vautard, del CNRS, sottolinea: «Non stiamo prendendo le misure giuste. Stiamo scoprendo il cambiamento climatico piuttosto che fare qualcosa contro di esso».

Dal punto di vista scientifico le cose stanno cambiando molto più rapidamente che nella politica: la grande ondata di caldo europea del 2003 è stata tra i primi eventi collegati al cambiamento climatico, anche se agli scienziati ci sono voluti diversi anni per dimostrarlo, alla fine hanno concluso che i cambiamenti climatici indotti dall’uomo avevano reso l’evento più probabile del 500%! Oggi, gli studi sulle attribuzioni sono molto più veloci; nel 2017 gli scienziati hanno concluso in poche settimane che le inondazioni avvenute  Houston, in Texas, sono state aumentate del 38% in più dai cambiamenti climatici, mentre  la cosiddetta ondata di caldo “Lucifero” nell’Europa dell’Est era stata reso 10 volte più probabile dal global warming. Questo nuovo studio è stato completato in meno di una settimana.