Le temperature globali sono sopra la media da 406 mesi consecutivi

Ottobre 2018 è stato il secondo più caldo mai registrato. Minimi da record per i ghiacci marini ai Poli

[22 novembre 2018]

Secondo l’ultimo rapporto dei National centers for environmental information della National oceanic and atmospheric administration (Noaa), il mese scorso è stato il secondo ottobre più caldo mai registrato e il 2018 è già il quarto anno più caldo al mondo. Le 10 temperature globali più calde di ottobre della superficie terrestre e oceanica si sono verificate dal 2003 e «Inoltre – dicono gli scienziati Usa – le 10 temperature globali più calde di ottobre si sono verificate dal 2003. Gli ultimi cinque ottobri (2014-2018) sono stati i 5 ottobri più caldi mai registrati». Come se non bastasse per dimostrare che il riscaldamento globale è in corso, ottobre 2018 ha segnato il 42esimo ottobre consecutivo e il «406esimo mese consecutivo con temperature, almeno nominalmente, superiori alla media del XX secolo».

Nel mese scorso gli aumenti più elevati delle temperature rispetto alla media sono stati registrati in alcune parti dell’Atlantico e dell’Oceano Indiano, in Alaska, nei mari di Bering e di Barents, nella Russia centrale e orientale, nell’Australia settentrionale e nell’Africa centrale. A ottobre nessuna area terrestre e oceanica ha registrato temperature fredde record.

Sulle superfici terrestri continentali, gli aumenti più importanti di temperature sono stati registrati  nell’emisfero settentrionale, in particolare nella Russia centrale e orientale e in Alaska, mentre in gran parte del Canada, in alcuni degli Stati Uniti contigui settentrionali e nella Cina centrale ci sono state temperature inferiori o inferiori alla media.

Per l’Europa e l’Asia quello del 2018 è stato il terzo ottobre più caldo. Nel frattempo, mentre la temperatura di ottobre del Nord America è stata leggermente sotto la media per la prima volta dal 2009.

A ottobre in tutto il mondo sono state registrate «anomalie ed eventi climatici significativi«, , come l’uragano Mitchel negli Usa o le piogge più intense che abbiamo mai colpito il desertico regno del Bahrein dal 1902, oppure il tifone Yutu, la tempesta più forte che abbia mai colpito le Isole Marianne.

La temperatura media globale della superficie marina  a ottobre è stata la seconde più alta mai registrata e per quanto riguarda gli oceani gli anni 2014-2018 comprendono i cinque ottobri più caldi mai registrati, con il 2015 che è risultato l’ottobre più caldo con 1,57 ° C sopra la media.  E novembre è cominciato con i micidiali incendi che hanno devastato la California.

Secondo l’analisi del National data and snow data center, che utilizza i dati della Noaa e della Nasa, a Ottobre l’estensione media del ghiaccio marino artico è stata di 884.000 miglia quadrate al di sotto della media del periodo 1981-2010, il 27,4% in meno. L’estensione del ghiaccio marino era al di sotto della media in ampie aree  dell’Artico, in particolare nei mari di Beaufort, Chukchi e Laptev. Nel complesso, quando sono iniziate le registrazioni nel 1979, a ottobre 2018 c’è stata la terza copertura più piccola di ghiaccio marino.  Il 2 ottobre, la copertura di ghiaccio marino antartico ha raggiunto la sua massima estensione annuale a 7,01 milioni di miglia quadrate,  cioè 170.000 miglia quadrate al di sotto della media del 1981-2010, il 2,4% in meno, il quarto valore minimo mai registrato a ottobre, quando il ghiaccio marini antartico raggiunge il picco massimo.

Secondo i dati della Noaa analizzati dal Rutgers Global Snow Lab, a ottobre 2018 l’estensione dell’innevamento nell’emisfero settentrionale è stata di 0,97 milioni di miglia quadrate sopra la media del periodo 1981-2010. E’ la 14esima maggiore copertura dell’innevamento dell’emisfero settentrionale nell’arco di 51 anni. L’estensione del manto nevoso nordamericano è stata la seconda più grande mai registrata, leggermente inferiore a quella del 2002, mentre l’estensione della copertura nevosa euroasiatica è stata la 22esima.

Di fronte a questi dati forniti da una sua autorevlissima agenzia, il governo degli Stati Uniti continua a eludere la questione del riscaldamento globale.
Come scrive ThinkProgress, «L’amministrazione Trump continua a lavorare attivamente per annullare le protezioni ambientali e aumentare l’uso di combustibili fossili. Chi governa continua inoltre a ignorare il legame tra le temperature globali più calde e gli eventi più intensi e devastanti come gli uragani e gli incendi boschivi, nonostante lo vedano con i loro occhi e nei loro Stati. Proprio questa settimana, il presidente Donald Trump e il segretario dell’interno Ryan Zinke sono stati sottoposti a un esame accurato per i loro commenti sugli incendi. Zinke ha raddoppiato accusando erroneamente gli ambientalisti. E Trump, quando gli è stato chiesto se gli incendi boschivi gli hanno fatto cambiare opinione sul cambiamento climatico, ha detto: «No, no… Voglio un clima fantastico. Lo avremo».