Wwf: norma guastafeste che scardina la Valutazione di Incidenza sui progetti in Rete Natura 2000

Legge di Stabilità e Collegato ambientale: buone notizie e punti dolenti

Legambiente: «Bene dietro front sulle trivelle e fondo per il Grab. Male incentivi per grandi impianti a biomasse»

[23 dicembre 2015]

Petrolio indietro

Dal Senato è arrivato il sì definitivo alla legge di stabilità, approvata dopo una lunga discussione, polemiche e colpi scena. Secondo Legambiente, «La legge di stabilità 2016 contiene nel complesso alcune buone notizie per l’ambiente: si va dalle norme contro le trivelle ai finanziamenti per il Grab (Il grande anulare per le bici) alle risorse destinate alle bonifiche dei siti inquinanti». Ma secondo il Cigno Verde nn mancano i  punti dolenti: «Il provvedimento non prevede, infatti, nessun intervento per aiutare le città ad uscire dallo smog destinando, ad esempio, più risorse per l’acquisto di treni, tram e metro, incentivando così le persone ad usare i mezzi pubblici e a ripensare ad un nuovo tipo di mobilità urbana – fa notare l’associazione ambientalista – Lla legge di stabilità contiene inoltre un “grave errore” e riguarda gli incentivi previsti per i grandi impianti a biomasse che vengono generosamente foraggiati».

La presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni, sottolinea che «Il dietro-front del Governo sulle norme pro-trivelle e il fondo previsto per la realizzazione del Grab a Roma, confermati e inseriti nella legge stabilità, sono una notizia positiva. L’Esecutivo ha ammesso ufficialmente che l’estrazione di petrolio non è un’attività strategica  per  l’Italia e di aver sacrificato in questi anni lo sviluppo sostenibile del Paese agli interessi dei petrolieri, ma ora la musica deve cambiare. Occorre bloccare i sussidi alle fossili, abbandonare definitivamente la ricerca e l’estrazione selvaggia e improduttiva sia in mare che a terra degli idrocarburi, liberare l’autoproduzione da rinnovabili, semplificare l’installazione degli impianti rinnovabili e sbloccare l’efficienza energetica. E’ questa la sfida che il Governo Renzi deve raccogliere per il 2016, dando il via ad una nuova ed incisiva politica energetica in Italia che punti sulle fonti rinnovabili e che guardi a quel cambiamento che è già in atto nel Paese grazie al lavoro di tanti comuni e aziende virtuose. Dopo gli impegni assunti a Parigi, è dunque fondamentale che l’Esecutivo riformuli una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) che punti alla de carbonizzazione dell’economia».

Per quanto riguarda il fondo previsto per la realizzazione del Grab, la Muroni aggiunge: «Siamo ben contenti che in poco tempo si sia passati dalle parole ai fatti, avviando così una vera ciclorivoluzione che permetterà di  rilanciare e dare un nuovo impulso alla mobilità all’interno di Roma, creando importanti ricadute per l’economia, l’ambiente, la salute, la qualità della vita».

Il giudizio di Legambiente è positivo anche sull’insieme, sul Collegato ambientale, la legge contenente “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” approvata in via definitiva dalla Camera. La Muroni commenta favorevolmente il fondo per la progettazione delle opere contro il dissesto idrogeologico e lo stanziamento di risorse per l’abbattimento degli edifici abusivi costruiti in zone a rischio; l’istituzione della nuova ecotassa sulle discariche che premia i comuni più virtuosi; il nuovo sistema per gli acquisti verdi fondato su criteri ambientali minimi; il ritorno del vuoto a rendere; l’introduzione delle compostiere di comunità; la responsabilità del trasportatore in caso di sversamento in mare di sostanze pericolose; l’istituzione del mobility manager scolastico e il finanziamento per gli spostamenti casa scuola e casa lavoro; il divieto di immissione e foraggiamento di cinghiali su tutto il territorio nazionale.

«Nonostante alcuni articoli ci destino qualche dubbio – dice la presidente di Legambiente – il collegato ambientale è, dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati, il secondo importante passo di un percorso per la tutela ambientale del nostro paese, che deve essere seguito ora dall’approvazione del disegno di legge sul sistema delle agenzie per la protezione ambientale, inspiegabilmente fermo da oltre un anno al Senato dopo l’approvazione all’unanimità alla Camera. E’ necessario approvare, inoltre, la legge per contrastare con efficacia il consumo di suolo, già in discussione in Parlamento, e altre norme fondamentali quali, ad esempio, la lotta dura alle agromafie e la semplificazione delle procedure di abbattimento degli ecomostri abusivi che continuano a deturpare la bellezza dell’Italia».

Il presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, dice che l’approvazione del Collegato ambientale è «Una buona notizia per il Paese e per la nostra economia: atteso da molto tempo arriva finalmente il via libera definitivo della Camera al Collegato Ambiente, una piccola finanziaria verde che aiuta la società e le imprese ad andare nella direzione di un’economia più green e circolare. La strada indicata anche dalla Cop21 di Parigi. Il Collegato Ambientale è un provvedimento molto importante e articolato, di cui sono stati relatori i colleghi Borghi e Bratti, e che è stato migliorato nel passaggio parlamentare a Montecitorio. Cuore del Collegato sono le misure che rafforzano il recupero e il riciclo delle materie prime seconde, quelle per la riduzione della quantità di rifiuti prodotti e le disposizioni in sostegno della mobilità sostenibile insieme alla strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Vengono introdotti finanziamenti per attività connesse all’ambiente e alla green economy, nonché agevolazioni sulle tasse sui rifiuti per i comuni virtuosi. Tra i molti e attuali temi su cui interviene il Collegato anche il contrasto al dissesto idrogeologico. Il provvedimento introduce infatti importanti misure per la corretta gestione e la valorizzazione dei bacini idrici, penso ad esempio ai contratti di fiume, e contro l’abusivismo edilizio, in particolare per quanto riguarda le aree del Paese più delicate dal punto di vista idrogeologico. Con questa legge si risponde inoltre ad alcune esigenze molto sentite dai cittadini, come l’infortunio in itinere anche per chi va al lavoro con la bicicletta, il credito di imposta sugli interventi di bonifica dell’amianto per le imprese, le misure contro le cosiddette carrette dei mari, il divieto di gettare mozziconi di sigaretta e micro rifiuti e la impignorabilità degli animali domestici».

Precedentemente Il Consiglio nazionale architetti (Cnappc) e Legambiente avevano espresso «la loro soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera dell’emendamento che rende possibile l’accesso all’Ecobonus per la riqualificazione energetica dei condomini – nato da una comune proposta al Ministro Delrio e al Parlamento – superando i problemi di accesso da parte delle famiglie. L’intervento va infatti nella direzione di rilancio del settore edilizio e degli obiettivi previsti dall’accordo trovato a Parigi nella COP21 su energia e cambiamenti climatici».

Per Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente, «E’ una buona notizia l’approvazione dell’emendamento perché affronta la vera priorità per il rilancio dell’edilizia in Italia, che è la rigenerazione del patrimonio edilizio e in particolare di quello condominiale, che riguarda oltre 20 milioni di cittadini e dove fino ad oggi è stato quasi impossibile intervenire per aiutare le famiglie a risparmiare sulle bollette, aumentando la sicurezza e la vivibilità degli edifici. Ora serve continuare in questa direzione con la stabilizzazione degli incentivi e la semplificazione di tutti gli interventi che permettono di riqualificare l’edilizia italiana».

Cnappc e Legambiente sono anche soddisfatti per il programma straordinario di riqualificazione urbana e delle periferie, varato nella Legge di  Stabilità con 500 milioni, per la rigenerazione urbana e degli edifici e si augurano che «sia solo l’incipit di un processo a lungo termine, capace di integrare progetti e risorse che eviti, come invece è stato nel passato, finanziamenti a pioggia e progetti senza attenzione alla qualità degli interventi. La costituzione di un nucleo di valutazione presso Palazzo Chigi sembra rispondere alle richieste più volte fatte da CNAPPC e Legambiente di delegare a persone competenti e di alto profilo la selezione dei progetti, uscendo dalla logica burocratica delle commissioni interministeriali.

Il presidente del Cnappc, Leopoldo Freyrie, conclude: «Dopo il fallimento del piano città, questa volta ci aspettiamo che si discuta e scelga sulla base di progetti veri, valutati da veri esperti e criteri di selezione lontani dalle ripartizioni politiche o localistiche. Le periferie italiane hanno bisogno di interventi innovativi, sostenibili che modifichino radicalmente la qualità della vita urbana».

Ma il Wwf dice che  «Una norme guastafeste depotenzia la portata innovativa, che pure va riconosciuta, del collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2014».  Secondo il Panda, «Da un lato Governo e Parlamento giustamente riconoscono e individuano uno strumento importante per dare valore al capitale naturale inserendolo nel processo di programmazione economica nazionale, come richiesto il Wwf, per modificare la nostra impostazione economica per la quale la natura è invisibile; dall’altro però mettono a rischio il nostro patrimonio naturale smantellando un importante strumento a tutela della Rete Natura 2000, che comprende aree di grande valore ecologico protette nell’ambito dell’Unione Europea» .
Il Wwf Italia sottolinea: «Abbiamo atteso due anni che il Collegato ambientale diventasse legge avendo anche partecipato direttamente all’elaborazione degli articoli per istituire finalmente un Comitato Nazionale per il Capitale ma siamo costretti a segnalare aspetti positivi e negativi, denunciando l’incoerenza di Governo e Parlamento. Infatti, nel Collegato ci sono alcune norme importanti, che valutiamo positivamente, quali appunto quelle che forniscono strumenti innovativi per raggiungere l’obiettivo di un modello economico più sostenibile basato sull’uso razionale delle risorse, istituendo il Comitato nazionale per il capitale naturale che redigerà un rapporto annuale di valutazione degli effetti delle politiche pubbliche sul patrimonio naturale del nostro Paese inserito nell’ambito della programmazione economica nazionale e il Catasto dei sussidi ambientalmente favorevoli e sfavorevoli, nonché definiscono la delega al Governo per la valutazione economica dei Servizi eco sistemici, altri due temi fondamentali per avviare la nostra economia su percorsi più sostenibili». Ma la più numerosa Asociazione ambientalista italiana evidenzia che «Accanto a queste disposizioni condivisibili  è stata approvata anche una norma che scardina la Valutazione di Incidenza su progetti che vadano ad incidere sulla Rete Natura 2000 creata proprio per tutelare specie e habitat unici in Europa (2314 Siti di Importanza Comunitaria che consentono in Italia di tutelare 131 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna). Le autorità italiane dovrebbero sapere che è stata aperta dal 2014, su reclamo di Wwf e Lipu, una istruttoria EU Pilot proprio sulla scorretta applicazione in Italia della Direttiva Habitat. Il Wwf annuncia che chiederà all’Europa di aprire una procedura d’infrazione per violazione della normativa comunitaria, come già preannunciato al ministro per le riforme e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi e al ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti il 19 novembre scorso in una lettera scritta da Wwf e Lipu».