L’equazione dell’Antropocene. I cambiamenti climatici di origine antropica 170 volte più veloci di quelli naturali

«In fallimento nel ridurre i cambiamenti climatici antropici potrebbe innescare un collasso sociale»

[13 febbraio 2017]

Owen Gaffney dell’International della Kungl Vetenskaps-akademien svedese e Will Steffen, dell’Australian National University, hanno pubblicato su The Anthropocene Review lo studioThe Anthropocene equation” nel quale evidenziano che, durante i 4,5 miliardi di anni in cui esiste il nostro pianeta, le forze esterne dominanti che hanno influenzano il livello di variazione del sistema Terra sono state quelle astronomiche e geofisiche, ma negli ultimi 60 anni sono state le pressioni antropiche ad aver causato livelli eccezionalmente rapidi di cambiamento nello stesso sistema. Per “sistema Terra”, è bene precisare, i ricercatori intendono la biosfera, comprese le interazioni e le risposte tra l’atmosfera, l’idrosfera, la criosfera e la litosfera superiore.

Secondo Gaffney e Steffen, che fanno parte entrambi del Geosphere-Biosphere Programme, «questo nuovo regime può essere rappresentato da una “equazione dell’Antropocene”, nella quale gli altri forcings tendono a zero, e può essere stimata la velocità di cambiamento sotto influenza umana».

Da questa equazione dell’Antropocene viene fuori che le attività antropiche causano il cambiamento climatico in corso 70 volte più velocemente delle forze naturali. E’ così che ha avuto origine  l’Antropocene, l’era nella quale le  attività umane rivaleggiano con le grandi forze della natura nel modificare il sistema Terra.

Su New Scientist, Gaffney spiega che per 4 miliardi di anni i cambiamenti planetari sono stati determinati da una complessa interazione tra forze astronomiche e geofisiche: l’orbita della Terra intorno al sole, le interazioni gravitazionali con gli altri pianeti, il calore proveniente dal sole, la deriva dei continenti , i vulcani e l’evoluzione. In questa equazione “naturale” le forze astronomiche e geofisiche tendono a zero perché sono molto lente e con eventi rari. Tutte queste forze esercitano ancora una pressione, sulla Terra, ma molto inferiore a quella degli esseri umani. Secondo Steffen queste forze hanno portato ad un livello di cambiamento valutabile in 0,01 gradi Celsius per secolo, mentre le emissioni di gas serra causate dall’uomo nel corso degli ultimi 45 anni, «hanno aumentato il livello di aumento della temperatura a 1,7 gradi Celsius per secolo, che fa impallidire il tasso di fondo naturale. Non stiamo dicendo che le forze astronomiche del nostro sistema solare o i processi geologici sono scomparsi, ma in termini di impatto sul breve periodo di tempo ora sono trascurabili rispetto alla nostra influenza».

Gaffney e Steffen hanno condensato tutto in una semplice equazione che presenta con chiarezza l’attuale situazione, che la ricchezza di dati spesso nasconde. Un’equazione che dimostra come gli esseri umani abbiano cambiato e stiano cambiando la Terra in un lasso di tempo brevissimo, un paio di secoli,  e con la stesso impatto di forze che operano da milioni di anni.

Gaffney e Steffen dicono che «la magnitudo umana dei cambiamenti climatici sembra più l’impatto di un meteorite che un cambiamento graduale».  Secondo i due ricercatori, «mentre il sistema Terra si era dimostrato resiliente, raggiungendo milioni di anni di relativa stabilità grazie alle complesse interazioni tra il nucleo della Terra e la biosfera, è improbabile che le società umane se la passeranno altrettanto bene. Un fallimento nel ridurre i cambiamenti climatici antropici potrebbe innescare un collasso sociale».