Target per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio

L’Europa e Cecilia: chiude a Roma la ricerca sugli obiettivi climatici per il 2050

L’appuntamento il 16 ottobre all’Università degli Studi di Roma Tre

[7 ottobre 2015]

cecilia 2050 roma

In attesa che arrivi la fatidica data del 30 novembre, che segnerà l’inizio della Cop 21 di Parigi, per l’Europa gli obiettivi concretamente avanzati per la lotta ai cambiamenti climatici sono quelli contenuti nel pacchetto clima-energia approvato lo scorso anno, con orizzonte 2030: riduzione del 40% delle – emissioni climalteranti rispetto al 1990, aumento del 27% del consumo di fonti energetiche rinnovabili e un target (non vincolante) del 27%  per l’efficienza.

Obiettivi giudicati da più parti come insufficienti e poco ambiziosi da parte di una realtà come quella europea, che ambisce – o dovrebbe ambire – al ruolo di leadership nella transizione verso un’economia ecologica. Eppure, le politiche climatiche dell’Unione non si esauriscono da qui al 2030. «Ricordo a questo proposito – ha dichiarato oggi il ministro dell’Ambiente italiano, Gian Luca Galletti, in una missiva pubblicata da la Repubblica – che nel mandato dei ministri europei alla presidenza di turno lussemburghese per Parigi c’è anche un altro target importante che fa riflettere sulla “lunga gittata” dello sforzo curopeo: il raggiungimento delle “emissioni zero” nel 2100. Un obiettivo che è destinato a cambiare profondamente l’economia mondiale, portandola verso un modello circolare, di riciclo e rigenerazione, di piena sostenibilità ambientale dei processi produttivi».

Ed è in questo percorso che si inserisce in pieno Cecilia 2050, progetto finanziato nell’ambito del  7° Programma quadro comunitario per analizzare in che modo gli strumenti politici europei si collegano tra di loro, cosa influenzi le loro prestazioni e come dovrebbero evolvere per portare a una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Un progetto ambizioso quanto necessario, che riunisce 10 partner tra atenei e centri di ricerca da 8 paesi europei, tra i quali spicca l’Italia con l’università di Ferrara, colonna portante del Centro di ricerca interuniversitario Seeds (Sustainability, environmental economics and dynamics studies).

E proprio in Italia si terrà l’evento conclusivo del progetto Cecilia 2050, presso il dipartimento di Economia all’Università degli Studi di Roma Tre (il prossimo 16 ottobre: in allegato il programma, ndr). Ai membri del Seeds e al direttore Massimiliano Mazzanti, membro storico del think tank di greenreport, l’onere e l’onore di descrivere i risultati finali del progetto Cecilia: il 2050 è più vicino di quanto si pensi.