Una marcia da tre chilometri all’anno verso i poli

L’inarrestabile marcia dei parassiti del global warming

Una minaccia alla sicurezza alimentare globale

[4 settembre 2013]

Nello studio Crop pests and pathogens move polewards in a warming world pubblicato su Nature Climate Change, un team delle università britanniche di Exeter e di Oxford evidenzia che  «La sicurezza alimentare globale è minacciata dalla comparsa e dalla diffusione dei parassiti delle colture e di patogeni. La diffusione è facilitata soprattutto dal trasporto umano, ma c’è una crescente preoccupazione che il cambiamento climatico ne permetta l’installazione in regioni finora non idonee. Tuttavia, le interazioni tra i cambiamenti climatici, le colture e parassiti sono complesse e la misura in cui i parassiti delle colture e gli agenti patogeni hanno modificato la latitudine dei loro areali in risposta al global warming è in gran parte sconosciuta».

I ricercatori britannici, studiando centinaia di specie di parassiti e patogeni, dimostrano però che dagli anni ’60  è in atto uno spostamento medio verso i poli di 2,7 ± 0,8  km  all’anno, ma con variazioni significative delle tendenze tra i gruppi tassonomici,  e che chi favorisce la marcia degli organismi nocivi è il global warming.

I parassiti (funghi, batteri, virus, insetti, nematodi, viroidi e oomiceti) sono responsabili della perdita del 10-16% della produzione agricola mondiale e la diversità dei parassiti delle colture continua ad espandersi e nuovi ceppi sono in continua evoluzione. Le principali perdite di produzione agricola vengono dai funghi e da sole sarebbero in grado per nutrire quasi il 9% dell’odierna popolazione mondiale. Secondo lo studio queste cifre sono destinate a crescere, se le temperature globali continueranno ad aumentare come previsto.

Lo studio, finanziato da Habc Climate Partnership e da Earthwatch, ha utilizzato le osservazioni sulla distribuzione di 612 parassiti delle colture raccolte e pubblicate negli ultimi 50 anni ed ha rivelato che il movimento dei parassiti verso i poli, a nord e a sud, e in nuove regioni precedentemente non-colonizzate, corrisponde all’aumento delle temperature nello stesso periodo. Precedentemente altri studi avevano dimostrato che l’aumento delle temperature contribuisce alla migrazione verso i poli o all’ampliamento degli areali di molti organismi e prevedevano che il cambiamento climatico avrebbe ulteriormente aumentato il fenomeno o la “nicchia di danneggiamento” di molte specie infestanti. E’ stato dimostrato anche che gli inverni più miti aumentano la sopravvivenza di molti insetti sensibili al gelo. L’aumento delle temperature favorisce anche tassi più alti di crescita e riproduzione degli insetti erbivori e studi su afidi e lepidotteri hanno dimostrato che l’aumento delle temperature può permettere agli insetti di raggiungere prima la temperatura minima di involo, favorendo un aumento della loro capacità di dispersione. Numerose ricerche hanno dimostrato l’espansione verso nord o lo spostamento sul campo di  insetti, come ad esempio la farfalla di Edith (Euphydryas editha – nella foto) o i focolai di Mountain pine beetle (Dendroctonus ponderosae) che hanno distrutto vaste aree di pinete nel Pacifico nord-occidentale egli Usa. Invece il boom del fungo del riso, ormai presente in più di 80 Paesi, ha conseguenze drammatiche sia per l’economia agricola che per la salute degli ecosistemi ed ora sta attaccando anche il grano, riducendo drasticamente le rese del frumento in Brasile.

Daniel Bebber, del Department of Biosciences dell’università di Exeter, è convinto che «Se i parassiti delle colture continuano a marciare verso i poli mentre la Terra si riscalda, gli effetti combinati di una popolazione mondiale in crescita e della maggiore perdita di raccolti per i parassiti porranno una seria minaccia per la sicurezza alimentare globale». Sarah Gurr, anche lei dello stesso dipartimento dell’università di Exeter, conclude: «Se vogliamo fermare l’inesorabile distruzione dei raccolti in tutto il mondo di fronte al cambiamento climatico, sono necessari nuovi sforzi per monitorare la diffusione dei parassiti delle colture e per controllare i loro spostamenti  da regione a regione».