L’India ha ratificato l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico

Si avvicina l’entrata in vigore: anche l’Ue pronta alla ratifica entro l’anno

[3 ottobre 2016]

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L’ambasciatore dell’India all’Onu, Syed Akbaruddin consegnato a New York i documenti ufficiali per la  ratifica dell’accordo di Parigi al capo della Treaty Section delle Nazioni Unite, Santiago Villalpando,  e il portavoce del ministero degli esteri indiano, Vikas Swarup, ha  twittato che «L’India ha mantenuto la promessa di ratificare l’accordo».

L’India  si è impegnata a produrre entro il 2030 almeno il 40% della sua elettricità da fonti non fossili, compresi 175 gigawatt di energia  rinnovabile entro il 2022. Secondo Manish Bapna, vice presidente e direttore esecutivo del World Resources Institute «L’India ha uno dei più audaci obiettivi per l’energia rinnovabile in tutto il mondo, il che la destina a diventare un protagonista importante  nel mercato solare ed eolico»

La sfida da vincere sarà soprattutto quella dei finanziamenti: il governo di destra di New Delhi  dice che ci vorranno almeno 2,5 trilioni di dollari per rispettare i suoi impegni e che questi obiettivi potranno essere raggiunti solo se i Paesi sviluppati forniranno i finanziamenti e le nuove tecnologie necessarie.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si è felicitato con l’India per la ratifica e l’adesione formale all’Accordo di Parigi in occasione dell’International Day of Non-Violence che si celebra in occasione dell’anniversario  della nascita del Mahatma Gandhi. Il vice-segretario dell’Onu, Jan Eliasson, che ha partecipato alla cerimonia di ratifica, ha detto che «Il Paese sta imboccando un percorso verso lo sviluppo sostenibile. Il primo ministro [Narendra] Modi lo chiama “sviluppo senza la distruzione”. .Non c’è modo migliore per ricordare il grande Mahatma Gandhi e la sua eredità di pace per le persone e il pianeta»

Il portavoce di Ban Ki-moon ha detto che «La leadership dell’India si basa sulla forte dinamica politica continuata dopo Parigi per un’azione  mondiale urgente sul cambiamento climatico. L’India raggiunge adesso le 61 altre Parti che hanno depositato i loro strumenti di ratifica che, insieme all’India, rapprsentanpo circa il  52% delle emissioni totali di gas serra».

Infatti, l’India da sola emette circa il 4,5% delle emissioni globali di gas serra e il portavoce del segretario generale dell’Onu ha  evidenziato che «La leadership dell’India ha fatto superare al mondo una tappa importante in più verso la soglia del  55% richiesta per l’entrata in vigore quest’anno dello storico accordo».

Con la ratifica dell’India manca solo il 3% perché l’Accordo di Pargi entri in vigore e sembrerebbe cosa fatta, visto che il 30 settembre il Consiglio europeo ha dato il via libera alla ratifica dell’Accordo di Parigi, in preparazione della Conferenza delle parti Unfccc che si terrà a Marrakesh, in Marocco, dal 7 al 18 novembre.

Ban Ki-moom ha chiesto a tutti I governi di «Accelerare le loro procedure interne il più presto possibile entro quest’anno. Un’azione sul cambiamento climatico è essenziale per la realizzazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile e la creazione di un futuro prospero, equo e vivibile per tutti».