L’Italia alla Cop23 Unfccc. Galletti: «Acceleriamo, Accordo di Parigi unica risposta»

In Italia la Cop26? Protocolli di intesa con Africa, Paesi vulnerabili, Stati insulari, area ex sovietica

[17 novembre 2017]

Ieri il ministro dell’ambiente italiano, Gian Luca Galletti, è intervenuto in plenaria alla 23esima Conferenza delle parti  dell’United Nations framework convention on climate change (Cop23 Unfccc)  in corso a Bonn e ha detto che «Gli eventi estremi in tutte le aree del Pianeta ci ricordano la pressante urgenza di accelerare il passo: la strada che abbiamo scelto a Parigi è l’unica risposta possibile alla sfida climatica. A Bonn siamo chiamati a portare avanti quel lavoro che concluderemo il prossimo anno in Polonia. E stiamo lavorando a livello interministeriale con l’obiettivo di proporre una candidatura italiana ad ospitare la Cop26».

Galletti ha sottolineato che «L’Italia non è solo già in linea con gli obiettivi al 2020, ma conta di superarli considerevolmente, offrendo alle nostre aziende opportunità di crescita. Abbiamo approvato  la Strategia per lo sviluppo sostenibile e  la nuova Strategia energetica nazionale , che prevede di eliminare l’uso del carbone entro il 2025 e raggiungere il 55% di produzione elettrica da energie rinnovabili entro il 2030».

Il ministro dell’ambiengte italiano ha spiegato alla Cop23 che «Il nostro impegno ha un orizzonte globale: l’Italia è tra i principali donatori della finanza per il clima, per realizzare azioni di mitigazione e adattamento nei Paesi in via di sviluppo più esposti ai danni delle variazioni climatiche. Collaboriamo e riconosciamo il ruolo chiave del Fondo per l’adattamento» poi ha annunciato «l’intenzione di continuare nel prossimo futuro a sostenere il Fondo con ulteriori sette milioni di euro» e ha aggiunto che »L’Italia  è fortemente impegnata nel supporto della costruzione della Rete dei Centri Finanziari Verdi, per dare ulteriori strumenti alla finanza per il clima, e il nostro impegno verso l’Africa è rafforzato dalla creazione a Roma del Centro per l’Africa».

Galletti ha ringraziato la presidenza delle Fiji della Cop23 Unfccc e ha ricordato «l’importanza della leadership delle piccole isole. L’Italia continuerà a lavorare con tutti i partner e in particolare con quanti dispongono di minori capacità e risorse o sono più vulnerabili ai mutamenti del clima. Quando parliamo di clima non esistono Stati ricchi e Stati poveri, Paesi forti e Paesi deboli. Esistono solo le persone, i nostri figli cui assicurare un futuro».

Tutti temi  che ritornano nei due  protocolli d’Intesa che il ministero dell’ambiente Galletti ha firmato a margine della  Cop23 a Bonn con Georgia e Mali, per sostenere i due Stati nella realizzazione dei loro obiettivi di adattamento e lotta al cambiamento climatico.

Il Protocollo con il Mali è stato siglato d Galletti eKeita AΪda M’Bo, ministro dell’ambiente, per la bonifica e lo sviluppo sostenibile del Paese africano alle prese da anni con una gravissima crisi politica e climatica. Galletti ha ribadito «L’interesse italiano a sostenere i Paesi dell’Africa Occidentale nella lotta ai cambiamenti climatici, stimolando la transizione verso un’economia sostenibile a basse emissioni di carbonio e promuovendo la gestione sostenibile delle risorse naturali« e ha evidenziato che «Il Protocollo rappresenta uno strumento utile per affrontare temi quali la gestione sostenibile delle foreste e la promozione dell’accesso all’acqua e all’energia».

Il Protocollo con la Georgia è stato firmato mercoledì dal direttore generale del ministero dell’ambiente Francesco La Camera e dalla vice-ministro dell’ambiente della Georgia Ekaterine Grigalava. «Si tratta di un passo importante – ha detto La Camera – in direzione del rafforzamento della collaborazione del ministero dell’Ambiente con i Paesi dell’area ex sovietica».  A settembre l’Italia aveva  firmato un Protocollo con il Kazakistan e nei prossimi mesi dovrebbero essere firmati accordi con Federazione Russa, Azerbajgan, Bielorussia e Uzbekistan.

A Bonn il governo italiano e l’Unfccc hanno firmato un nuovo protocollo d’intesa per lanciare il nuovo Fellowship Programme  “Capacity award programme to advance capabilities and institutional training in one year (Capacity), «volto a rafforzare la capacità istituzionale degli Small island developing States (Sids – Piccoli Stati insulari in via di sviluppo) e dei  Least developed Countries (Ldc –  Paesi meno sviluppati) per rispondere alle sfide derivanti dai cambiamenti climatici» e che, spiegano in un comunicato congiunto Italia e Unfccc, « contribuirà a sviluppare le competenze professionali locale nei paesi che sono più vulnerabili ai cambiamenti climatici: Sostenere il lavoro analitico innovativo sui cambiamenti climatici nel contesto dello sviluppo sostenibile; Promuovere una rete di esperti in grado di offrire opzioni innovative per affrontare le questioni relative ai cambiamenti climatici: Incoraggiare il potenziale di leadership di giovani e promettenti professionisti in questi campi».

Intervenendo alla cerimonia della firma del protocollo di intesa, la segretaria esecutiva dell’Unfccc, Patricia Espinosa, ha detto: «Desidero estendere il mio profondo apprezzamento al governo italiano per aver fornito il supporto per il lancio di questo importante programma di borse di studio. Rappresenta un importante passo avanti nel nostro sforzo per garantire il più ampio sostegno possibile ai paesi Sids e Ldc  per combattere il cambiamento climatico e aiutarli a costruire capacità istituzionali per costruire la resilienza agli impatti climatici».

Galletti ha risposto che «Il governo italiano crede fermamente che migliorare la capacità di individui, organizzazioni e istituzioni nei Paesi in via di sviluppo ad identificare, pianificare e implementare modi per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici è fondamentale per consentire ai Paesi in via di sviluppo di perseguire i nostri obiettivi comuni per lo sviluppo sostenibile in modo rispettoso del clima».

L’Unfccc spiega che «Il programma è rivolto in particolare ai professionisti a metà carriera dei paesi Sids e Ldc che lavorano in una vasta gamma di organizzazioni governative nazionali, regionali e locali, che vanno dagli  istituti di istruzione, agli istituti di ricerca e ai ministeri. L’Italia ha accettato di fornire un finanziamento di 2.500.000 euro per il fellowship programme, che sarà inizialmente lanciato per un periodo di cinque anni.

Ogni anno verranno assegnate borse della durata massima di cinque anni che possono essere ulteriormente prorogate di un anno. I borsisti selezionati avranno l’opportunità di usufruire della vasta gamma di opportunità disponibili presso il Climate Change Secretariat  dell’Onu a Bonn, in Germania. Saranno in grado di lavorare su progetti relativi all’Accordo di Parigi, compresi i Nationally determined contributions (NDCs), l’agenda globale per l’azione climatica e il quadro finanziario, legale, normativo e istituzionale».