«Come è potuto accadere che un sito industriale sia diventato cassa di esondazione delle acque alluvionali?»

Livorno: la Regione chiede al governo circa 180 milioni di euro

Rossi: «Bene il tavolo sulle criticità ambientali. Ora risposte da Eni a tre domande»

[14 settembre 2017]

Intervenendo ieri sera al all’incontro nella sede della Provincia con le categorie economiche, commerciali e produttive, con i sindacati e gli Enti locali del territorio livornese, il presidente della Regione Toscna Enrico Rossi ha annunciato: «Abbiamo formalizzato la richiesta dello stato di emergenza e nelle prossime ore chiederemo al Governo un ristoro di circa 180 milioni di euro. Siamo persone abituate a non chiedere se non hanno bisogno, a non pietire se non ne hanno diritto, ma questa volta crediamo che lo Stato metta in campo un intervento straordinario e cospicuo per Livorno, che ha subito danni immensi, perché questa città e la sua zona, che è forse quella più in difficoltà in Toscana, deve poter ripartire e deve per questo essere concretamente aiutata».

In un nota la Regione Toscana evidenzia che «Numerose sono le attività commerciali che al momento sono bloccate. Numerosi sono i cittadini che si trovano con le case inagibili. Numerose le infrastrutture danneggiate, i ponti crollati, le strade impraticabili. La conta è appena iniziata. Numerose sono anche le attività produttive, comprese quelle agricole, che hanno subìto danni ragguardevoli. Molti pescatori, adesso, si trovano nell’impossibiltà di lavorare perché le loro imbarcazioni sono andate distrutte nella notte tra il 9 e il 10 settembre».

La giunta regionle ha già individuato tre misure  per dare un aiuto concreto alla città di Livorno: «La concessione di garanzie, favorire il microcredito, prevedere il differimento e la rimodulazione degli aiuti rimborsabili». Tre provvedimenti che sono stati illustrati dal consigliere del presidente per le Politiche del lavoro e produttive, Gianfranco Simoncini, che ha sottolineato che sono già attivi.

Rossi, che era accompagnato dagli assessori regionali alle politiche attive per il lavoro Cristina Grieco e e alle attività produttive e commercio Stefano Ciuoffo, ha sottolineato che «E’ importante che ci sia un ristoro. Stiamo cercando di fare bene i conti. Oltre ai danni alle persone, alla distruzione, alla morte, ci sono stati danni alle abitazioni, ai seminterrati, alle attività commerciali, artigianali e produttive. Questi danni hanno provocato e stanno provocando enormi difficoltà e perdite di guadagni alle persone, ai lavoratori, agli uomini e dalle donne di Livorno. Sono pertanto loro, oggi, che chiedono al Governo un intervento significativo. Bisogna capire che qui è piovuto sul bagnato. Lo Stato deve farsi carico di tutto questo. Siamo venuti ad ascoltare ed a prendere nota. Sulla base di queste faremo le scelte che riterremo più giuste per garantire a Livorno risorse ed opportunità. Ma non si può prescindere dall’intervento statale e questo intervento non può che essere di natura straordinaria, perché con le politiche ordinarie non si risolve un problema che adesso a Livorno è enorme”, ha concluso il presidente Rossi».

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci di Collesalvetti e Rosignano, Lorenzo Bacci ed Alessandro Franchi, con quest’ultimo che ricopre anche il ruolo di presidente della Provincia. Erano presenti, infine, la vicesindaco di Livorno, Stella Sorgente, e il consigliere regionale Francesco Gazzetti.

Rossi ha apprezzato il lavoro del gruppo interistituzionale: «Ha messo in luce elementi rassicuranti e, soprattutto, ha fatto emergere che le istituzioni pubbliche monitorano appieno la situazione e le operazioni che l’azienda sta svolgendo per ritornare alla normalità». Il presidente della Regione commentato positivamente i primi passi del tavolo sulle criticità ambientali post-alluvione, in particolare per gli sversamenti di idrocarburi nella raffineria Eni di Stagno, m ha aggiunto: «Pongo ora all’Eni di Livorno tre interrogativi sull’accaduto. Il primo riguarda la questione del come sia potuto accadere che un sito industriale sia diventato cassa di esondazione delle acque alluvionali, al di fuori e all’interno dello stabilimento stesso. Trattandosi di uno sito industriale ad elevato rischio ambientale, soggetto alla normativa Seveso, è evidente che per evitare ingenti disastri ambientali si debbano prendere in considerazione non solo gli eventi che possono accadere nello stabilimento, ma anche quelli che possono avvenire all’esterno di esso. E poi, sullo sfondo, rimangono altri due interrogativi. L’odore di carburante in questi giorni è stato particolarmente intenso. Tuttavia, anche in condizioni di normalità, quest’odore è sempre avvertito e persistente. Ci chiediamo se non esistano sistemi da adottare per evitare tali emissioni, che irritano la popolazione e producono tensioni tra la grande industria e i cittadini. Analogamente, anche le fiaccole che bruciano i gas emettono fumi che sarebbe opportuno fossero eliminati. Non sollevo problemi relativi alle normative, che, immagino, saranno sicuramente rispettate. Sollevo, però, questioni di governo del rapporto tra impresa e territorio, che una strategia rigorosa può migliorare. Nelle prossime settimane – conclude Rossi -,a emergenza superata, convocheremo un incontro per approfondire e seguire tali questioni».

Intanto l’Arpat, dopo la riunione di ieri al Centro di Coordinamento (Ccs) della Protezione Civile per le problematiche emerse a seguito dell’alluvione del 10 settembre, ha annunciato che «Su sollecitazione del presidente della Regione e del sindaco di Collesalvetti, in accordo con USL Toscana Nord OvestT e Aerpat, è stato istituito un tavolo specifico rivolto alla gestione della situazione ambientale e alle eventuali problematiche sanitarie connesse, emerse nella frazione di Stagno. Il Tavolo sarà coordinato dal Sindaco di Collesalvetti».

Arpat sottolinea che «Per quanto riguarda la presenza di maleodoranze collegate alle emissioni diffuse di idrocarburi, segnalate ancora oggi dalla cittadinanza di Livorno e nella frazione di Stagno, sono stati comunicati i primi risultati delle rilevazioni della centralina di Livorno via La Pira, appartenente alla rete regionale Qualità dell’Aria, ripristinata il giorno 12 alle ore 14, dopo l’alluvione. I primi dati fanno emergere che non ci sono variazioni, rispetto ai valori misurati antecedentemente all’evento alluvionale che ha interessato la raffineria». Comunque Arpt installerà «nei minimi tempi tecnici necessari, una centralina mobile in via della Costituzione a Stagno, vicino alle scuole Rodari, che consentirà di effettuare un monitoraggio specifico nella zona della frazione di Stagno. Saranno monitorati gli inquinanti: Monossido di carbonio (CO), Biossido di zolfo (SO2), Ossidi di azoto (NO2), BTX (Benzene Toluene e Xileni). Tali dati, unitamente ai dati della Centralina di Via La Pira a Livorno, saranno oggetto di valutazione per gli aspetti di rispettiva competenza da parte del tavolo integrato».