L’Ue per Talanoa, imprese e ambientalisti: una società a emissioni zero è possibile

Zanchini: possibile vincere la triplice sfida climatica, economica e sociale, creando nuove opportunità per l’occupazione e la competitività delle imprese europee

[13 giugno 2018]

E’ in corso a Bruxelles la conferenza “’EU for Talanoa” organizzata dalla Commissione europea come parte del contributo dell’Ue al dialogo Talanoa, un processo internazionale fortemente voluto dalle Isole Figi, presidenti di turno della COP23 Unfccc di Bonn, per fare il punto sugli sforzi collettivi e individuali  per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

La Commissione Ue sottolinea che l’evento di alto livello, che riunisce rappresentanti delle istituzioni dell’Ue e di  città e regioni, società civile, settore privato, sindacati e altri stakeholders degli Stati membri dell’Ue e di Paesi extraeuropei «Mira a: stimolare le discussioni relative all’attuazione dell’accordo di Parigi e alla preparazione della prossima serie di contributi determinati a livello nazionale; mostrare come l’Ue sta portando avanti gli obiettivi climatici e accelerare la transizione low.carbon, basandosi sulla presentazione tecnica dell’Ue al Talanoa Dialogue; sostenere il coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati ​​nella lotta contro il cambiamento climatico.

Commentando gli obiettivi di “’EU for Talanoa”, Nicola Melchiotti, Head of European Public Affairs and Regulation di Enel, ha detto che «In Enel stiamo cogliendo a pieno il nuovo paradigma energetico, con investimenti nelle rinnovabili, nella digitalizzazione e in nuovi modelli di business che consentiranno di ridurre costantemente le emissioni. Questa trasformazione sta accelerando ed è fondamentale che l’Europa mantenga alte le sue ambizioni e sia cristallina su ciò che vogliamo realizzare. È una grande opportunità che non possiamo perdere».

Peter Damgaard Jensen, Ceo di PKA, un fondo pensione danese, e president dell’IInstitutional investors group on climate change, ha sottolineato: «Accolgo con favore l’opportunità di poter prendere parte alla conferenza “EU for Talanoa” sull’importante argomento di come intensificare urgentemente l’azione per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Per gli investitori, il cambiamento climatico rappresenta non solo un rischio sistemico ma anche un’opportunità significativa in termini di transizione verso un’economia low-carbon  e l’enorme potenziale di investimento delle tecnologie e dei mercati puliti. La politica climatica è un fattore chiave nel processo decisionale degli investitori, e mentre gli investitori hanno accolto con grande favore il raggiungimento dello storico ‘Accordo di Parigi, ora è fondamentale che i governi intensifichino le loro ambizioni al fine di attuarlo pienamente. Nell’Ue, politiche chiare, a lungo termine e ambiziose, concepite per accelerare gli investimenti del settore privato verso la transizione low-carbon, possono sostenere e accelerare l’impiego su vasta scala di capitali, promuovere una crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro, consolidando al tempo stesso la posizione dell’UE come leader globale per l’azione per il clima».

Gonzalo Sáenz de Miera, direttore  cambiamento climatic di Iberdrola, è fiducioso. «L’Europa ha già le tecnologie necessarie per passare a un’economia decarbonizzata e le sue società sono pronte a investire. Per aumentare le nostre ambizioni climatiche in linea con il processo Talanoa, abbiamo bisogno di politiche e alleanze che mettano insieme tutti gli agenti coinvolti. Il prossimo chiaro segnale alle imprese dovrebbe essere una ambiziosa strategia climatica a lungo termine dell’Ue che miri alle emissioni nette-zero, con gli obiettivi al 2030 e al 2050 allineati all’Accordo di Parigi».

Alla vigilia di ‘EU for Talanoa”, la Coalition for Higher Ambition, alla quale aderiscono imprese, gruppi di investitori, autorità locali e regionali e società civile, ha approvato una dichiarazione nella quale chiede  ai leader dell’Ue di «accelerare la transizione verso un’Europa a zero emissioni di carbonio, limitando così l’impatto sul clima e consentendo di migliorare la salute pubblica e di aumentare la competitività delle imprese», ritiene che «gli attuali impegni dell’Ue in materia di clima ed energia debbano essere rafforzati per rendere possibile la realizzazione degli obiettivi dell’accordo di Parigi» ed esorta i leader dell’Ue a: «Garantire che la messa a punto della legislazione dell’Ue in materia di energia per il 2030 sia in linea con i livelli di ambizione del Parlamento europeo. Garantire che la nuova strategia a lungo termine dell’Ue in materia di clima consenta all’Europa di intraprendere un percorso che porti al conseguimento dell’obiettivo di 1,5°C, come previsto dall’accordo di Parigi, con un obiettivo di emissioni di CO2 nette pari allo zero entro (al più tardi) il 2050. Garantire una revisione tempestiva dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra fissato per il 2030 in modo da consentire all’UE di ripresentare alle Nazioni unite il suo Piano Volontario di riduzione delle emissioni (Ndc) prima della revisione degli impegni dei Paesi attesa entro il 2020».

Edoardo Zanchini,  vicepresidente nazionale di Legambiente – che fa parte della Coalition for Higher Ambition – ha sottolineato che «L’Europa é chiamata a tradurre in realtà la promessa di Parigi. Una grande opportunità per accelerare la transizione, fondata su efficienza energetica e rinnovabili, verso la decarbonizzazione dell’economia italiana ed europea. Solo così sarà possibile vincere la triplice sfida climatica, economica e sociale, creando nuove opportunità per l’occupazione e la competitività delle imprese europee.  Una sfida che l’Europa e l’Italia non possono fallire».

Secondo Jennifer Morgan, direttrice esecutiva  di Greenpeace International, «Mentre le imprese e le comunità continuano a intensificare e intraprendere l’azione climatica, i governi europei sono in ritardo, non riuscendo a dare  la leadership di cui abbiamo bisogno. Per dare nuova vita allo spirito europeo, i governi devono urgentemente colmare il divario di ambizione e affrontare a testa alta la minaccia climatica. Solo attraverso la solidarietà e la cooperazione possiamo rispettare l’impegno di Parigi per  un futuro a 1,5 gradi». 

Eliot Whittington,  direttore  The Prince of Wales’s Corporate Leaders Group: conclude: «Il futuro dell’Europa deve vedere business e governi lavorare insieme per avere un’economia prospera, resiliente, a zero emissioni e per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sempre più imprese  stanno dimostrando quanto il pensiero innovativo del business possa reimmaginare il modo in cui facciamo le cose e rendere lo zero carbon non solo possibile, ma anche positivo per le persone e buono per gli affari. Ma abbiamo bisogno dei responsabili politici indichino la direzione e rendano adatte allo scopo le strutture politiche adatte. Il Talanoa Dialogue offre una grande opportunità per sviluppare le profonde collaborazioni necessarie per realizzare le nostre aspirazioni e per rispondere alle domande: “dove vogliamo andare” e “come ci arriviamo”?»