L’Unione energetica europea «soddisfa pienamente» FederPetroli

I punti fondamentali della strategia. Aperture e dubbi degli ambientalisti

[26 febbraio 2015]

La Commissione europea ha presentato ieri la propria strategia per la realizzazione di un’Unione energetica «resiliente, coniugata a una politica per il clima lungimirante». L’obiettivo ultimo del progetto, chiariscono da Bruxelles, è il completamento di un mercato unico dell’energia in Europa: un traguardo al momento molto lontano, ma che – una volta raggiunto – potrebbe consentire al Vecchio Continente sia di rendere più efficiente consumo e produzione di energia all’interno dei propri confini, sia di assumere un peso maggiore nello scenario geopolitico globale, cui l’Europa rimane strettamente dipendente sul piano energetico, importando attualmente il 53% dell’energia che consuma (con un costo di circa 400 miliardi di euro all’anno).

I punti essenziali della strategia per l’Unione energetica, riassunti dalla Commissione Ue, sono i seguenti:

  • una clausola di solidarietà: per ridurre la dipendenza da singoli fornitori potendo fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell’UE per acquistare energia o gas da paesi terzi saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza;
  • flussi di energia equiparati a una quinta libertà: la libertà dell’energia di attraversare le frontiere, applicando rigorosamente le regole attuali in ambiti come la separazione (unbundling) dell’energia e l’indipendenza dei regolatori, anche agendo in giudizio se necessario. Il mercato dell’elettricità sarà riorganizzato per renderlo più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo. Gli interventi dello Stato nel mercato interno saranno sostanzialmente rivisti e i sussidi che hanno ripercussioni negative sull’ambiente gradualmente eliminati;
  • l’efficienza energetica al primo posto: l’efficienza energetica sarà ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione;
  • una transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l’energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell’UE, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell’elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale.

«Per troppo tempo l’energia non ha beneficiato delle libertà fondamentali della nostra Unione – ha dichiarato in proposito Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Ue – L’attualità non fa che confermare quale sia la posta in gioco: molti europei temono che venga a mancare l’energia per scaldare le loro case. Con quest’iniziativa l’Europa si muove unita, in un’ottica di lungo termine. Auspico che l’energia che alimenta la nostra economia sia resiliente, affidabile, sicura e sempre più rinnovabile e sostenibile».

Si tratta di un progetto che, sin dalle bozze che circolavano nei giorni precedenti alla sua ufficializzazione, ha raccolto aperture da parte del mondo ambientalista, ma anche dubbi: «L’Energy Union sarà un’altra grande visione che verrà rapidamente dimenticata – ha osservato il Wwf –, sarà solo una raccolta di iniziative esistenti, o avrà la consistenza necessaria per sostenere nei prossimi anni una vera legislazione su clima e di energia? Saprà essere adeguatamente integrato nella legislazione per gli obiettivi climatici ed energetici al 2030 da garantire attraverso un nuovo quadro di governance, o sarà disconnesso da queste attività più concrete?».

Molto dipenderà da come l’Unione energetica verrà concretamente realizzata, su quali tecnologie e quali risorse (rinnovabili o meno) indirizzerà davvero risorse e incentivi. Quel che è certo e che, al momento, un plauso dei più convinti al progetto è quello arrivato da FederPetroli Italia: «Siamo pienamente soddisfatti del documento che la Commissione Europea ha ultimato – ha commentato con soddisfazione il presidente, Michele Marsiglia – Riteniamo che i punti da noi portati in evidenza nelle scorse settimane sono stati ben delineati in quella che definiamo un inizio di road map per una Strategia energetica europea. In un quadro geopolitico internazionale di notevole difficoltà e delicatezza dell’indotto energetico, era ormai necessità e imminente intervenire con una linea guida a cui tutti gli stati membri potessero far riferimento. Importante il ruolo sull’approvvigionamento strategico, del gas, della tutela nelle emissioni e in particolar modo nella necessità di adeguare e predisporre nuove infrastrutture logistiche per l’energia dell’Unione Europea. Avremo modo nelle prossime settimane di approfondire, meglio discutere e confrontarci insieme ai consiglieri e funzionari della direzione generale Energia della Commissione europea sulla strategia dell’Unione energetica».