L’uragano Matthew raggiunge Cuba dopo aver devastato Haiti

Unicef: 4 milioni di bambini haitiani esposti a malattie a 6 anni dal terremoto

[5 ottobre 2016]

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Il 4 ottobre Matthew, un uragano di categoria 4, il più potente degli ultimi 10 anni, ha toccato terra ad Haiti con venti a 230 Km all’ora ed ha subito spazzato via un ponte lasciando isolato il sud-est del più povero e sfortunato Paese delle Americhe.

Matthew, che avrebbe fatto diverse vittime ad Haiti e almeno 4 morti nella confinante Repubblica Dominicana, dove si contano quasi 18.000 sfollati,  oggi  ha raggiunto Cuba, dove sono state evacuate 1,3 milioni di persone, spazzandola con venti a 240 Km/h. Ma a Cuba la prevenzione contro gli uragani è una macchina oliata e il governo solo a Santiago de Cuba ha realizzato 118 centros de refugio. Matthew sta colpendo duro nelle province cubane di Camagüey, Granma, Las Tunas, Santiago, Holguín e Guantánamo. Secondo la Defensa Civil Cubana «372.885 stanno nei centri di evacuazione e il resto, 944.886, in altre abitazioni». Dove Matthew colpirà più forte le  autorità cubane hanno interrotto l’elettricità . Sono stati evacuati anche 4.000 turisti, la maggior parte dalla provincia di Holguín in hotel della più sicura provincia di Villa Clara. Il governo ha sospeso il trasporto aereo, ferroviario e terrestre si all’Avana che in altre aree del Paese.

Dopo Cuba l’uragano dovrebbe toccare gli Stati Uniti, tanto che il presidente Barack Obama ha annullato un impegno ufficiale in Florida, lo Stato Usa che dovrebbe essere più colpito insieme a Georgia e North Carolina.

Matt Devitt il meteorologo del network televisivo della Florida Wink-TV ha fatto notare che le immagini diffuse dalla Nasa mostrano l’uragano come «Un teschio sinistro», con l’occhio dell’epicentro a sud-est di Haiti e i “denti” formati da nuvole e il morso dato da Matthew ad Haiti è stato terribile.

Ma è ancora una volta Haiti a subire i danni più devastanti della calamità naturale: molti corsi d’acqua sono esondati inondando centri abitati, molti dei quali costituiti da abitazioni di fortuna costruite dopo il terremoto. Ma la devastazione maggiore sarebbe stata provocata dall’abbattimento degli alberi causato dal fortissimo vento. Più di 200 case sono state abbattute dall’uragano a Pestel, Dame Marie e Les Anglais. Il governo haitiano aveva stanziato 7.700 dollari per ognuno dei 140 municipi  del Paese per far fronte ai danni di Matthew, una cifra che sembra ridicola rispetto al disastro avvenuto. Ad Haiti erano stati anche realizzati più di 120 rifugi. Le piogge torrenziali che continuano a colpire Haiti hanno fatto aumentare il già alto rischio di frane e inondazioni in un Paese in gran parte disboscato. L’aeroporto di Haiti è chiuso e le scuole sono state trasformate in centri per chi è rimasto senza casa e per gli evacuati.

Ma il post-Matthew per Haiti si annuncia ancora peggiore: l’Unicef ha detto che  la maggiore preoccupazione è la salute dei bambini che dopo il passaggio dell’uragano è destinata a peggiorare ancora e ha avvertito che più di 4 milioni di bambini saranno esposti a gravi pericoli.

La principale priorità dell’agenzia per l’infanzia dell’Onu è quella di garantire che i bambini haitiani abbiano accesso all’acqua potabile. Il rappresentante dell’Unicef ad Haiti,  Marc Vincent, ha detto che  «Le malattie trasmesse dall’acqua sono la  prima minaccia per i bambini in situazioni di emergenza. Questa è la peggiore tempesta vista da decenni ad Haiti e il danno sarà senza dubbio significativo».

L’Unicef ha annunciato che assisterà il governo haitiano ma che per ora dispone solo di kit di emergenza per 10.000 persone , per questo darà priorità alle aree più colpite dall’uragano.

Il timore dell’Unicef  è che finisca per andare completamente fuori controllo la precarietà strutturale di un Paese dove una persona su cinque che vive nelle zone rurali non ha accesso ai servizi igienici e dove il 40% della popolazione utilizza acqua non sicura e 55.000 persone vivono ancora in rifugi di fortuna a 6 anni dal terremoto che ha devastato il Paese