«Urgente un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici»

Maltempo, ancora disastri in Italia. Territori sempre più fragili con il riscaldamento globale

Legambiente: «Governi a COP21 non sottovalutino la minaccia»

[15 ottobre 2015]

Maltempo

Ormai ad ogni perturbazione ci tocca leggere quello che sembra il bollettino di una guerra climatica: nubifragio a Cassino, bomba d’acqua e allagamenti a Pistoia e Pisa, danni per il maltempo in Molise, allerta a Roma e nel grossetano, a Tivoli è esondato l’Aniene, in Sicilia scuole chiuse a Catania, Messina e Trapani. E purtroppo anche questa volta – testimonia l’Ansa – ci sono vittime sparse in questa Italia sempre più fragile di fronte al cambiamento climatico: una donna è stata travolta da una frana a Civitella Roveto (AQ), un uomo è annegato nella sua cantina a Tagliacozzo (AQ);  nel Lazio, a Paliano (FR) un uomo è finito con l’auto in una voragine apertasi sulla strada; in Campania, a Pago Veiano (BV) una donna è stata travolta dall’acqua e sempre in Provincia di Benevento un settantenne è morto per un malore mentre cercare di ripuliva lo stabile dove abitava. Appea poche ora fa era toccato a Viareggio, lo scorso fine settimana il maltempo aveva colpito la Sicilia, con fiumi esondati e trombe d’aria, e la Calabria, con temporali, vento forte e tromba d’aria in provincia di Crotone. La Calabria è stata già pesantemente colpita da un violento nubifragio ad agosto. A settembre la violenza delle precipitazioni e delle conseguenti alluvioni si abbatteva su Piacenza e il piacentino. A ottobre era allerta meteo di livello rosso in Sardegna, con Olbia e la Gallura allagate.

«Oggi in Italia abbiamo paura quando piove ed esondano fiumi, si chiudono le scuole , abbiamo le strade completamente bloccate dalle frane. Noi geologi nell’agosto di ogni anno – osserva amaramente Gian Vito Graziano, presidente  del Consiglio nazionale dei geologi – diciamo sempre le stesse cose e queste cose poi purtroppo accadono. Dobbiamo fare di più ed intervenire con rapidità»

Ormai maltempo è diventato sinonimo di pericolo: «Piove e le nostre città si allagano – dice Legambiente – Quasi sempre. Sempre più spesso. L’Italia è colpita, infatti, da fenomeni atmosferici sempre più intensi, frequenti e localizzati, che ormai ogni anno provocano alluvioni, smottamenti e frane, e sono le conseguenze del riscaldamento globale in atto. Nel nostro Paese, mettono in pericolo la vita delle persone e sotto pressione un territorio già in larga parte a rischio idrogeologico e reso vulnerabile dal crescente consumo di suolo e dagli errori di un’urbanizzazione senza regole».

Se si guarda solo a quello che è successo nelle nostre città, danni dal 2010 a oggi sono circa 140 i principali fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni dal 2010 a oggi e consultabili sulla mappa di Legambiente del rischio climatico nelle città italiane. Mentre, secondo i dati di Italia Sicura, i danni legati alle emergenze idrogeologiche degli ultimi 16 mesi ammontano a 7,9 miliardi di euro e, da maggio 2013, sono stati aperti 40 stati di emergenza, di cui 14 ancora in corso.

«Ma – dicono gli ambientalisti – la minaccia rappresentata dall’innalzamento della temperatura del pianeta continua a essere sottostimata e gli interventi a tutela del territorio sono prevalentemente interventi puntuali di difesa passiva, scarsamente efficaci. È indispensabile, invece, che le azioni di adattamento e la riduzione del rischio idrogeologico procedano insieme».

Per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, «E’ urgente definire un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici che contenga indicazioni concrete per mettere in sicurezza le persone e adattare i territori e le città. Il nostro governo  deve cambiare le priorità di interventi e investimenti in questo senso. Perché l’intensità e l’andamento delle piogge, gli episodi di trombe d’aria e di ondate di calore stanno accelerando con il riscaldamento globale e assumendo caratteristiche in parte nuove. Le conseguenze di un ulteriore crescita della temperatura del pianeta, se non si riuscirà a contenerla almeno entro i due gradi centigradi, sono molto rischiose. Per questo è imprescindibile ridurre le emissioni di gas serra e investire per la messa in sicurezza dei territori. Due obiettivi fondamentali che devono essere fissati in modo obbligatorio nell’accordo internazionale che uscirà dalla Conferenza sul clima di Parigi».

Per costruire una forte mobilitazione sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici in vista della COP21, Legambiente e molte altre organizzazioni hanno creato la Coalizione italiana per il clima.