Maltempo e boicottaggio, anche le pesche europee in guerra con la Russia

Dall’Ue misure eccezionali. Coldiretti: «Quadro inadeguato ad affrontare la gravità della situazione»

[12 agosto 2014]

I principali produttori europei di pesche (produzione annuale Ue 2,4 – 2,5 milioni di tonnellate) e nettarine (1.1 – 1.2 milioni di tonnellate) sono Italia, Spagna, Francia e Grecia. Anche se c’è sempre una variabilità stagionale sul mercato a causa di condizioni meteorologiche, quest’anno il maltempo ha avuto un impatto particolarmente negativo sul mercato. Le condizioni meteo in primavera/inizio estate ha dato come risultato  un aumento della produzione ed un anticipo tale della maturazione dei frutti che ci è stata una disponibilità  maggiore del solito di prodotti all’inizio della stagione, invece che una migliore ripartizione della fornitura su più settimane. Poi le condizione più fresche e più umido in giugno e luglio, con frequenti piogge e grandinate, ha rallentato i consumi e danneggiato parte della produzione. A questo si è aggiunto il contro-boicottaggio russo all’Unione europea che sta già avendo fortissime ripercussioni sull’esportazione della nostra frutta.

Ieri la Commissione Ue si è mossa per introdurre misure di sostegno per il comparto pesche e nettarine dell’Ue, in particolare aumentando i volumi di frutta idonei per il ritiro e la istribuzione gratuita.

Il commissario europeo all’agricoltura e allo sviluppo rurale, Dacian Cioloş ha sottolineato che «dopo il recente calo dei prezzi sui mercati di pesche e nettarine, è necessaria un’azione urgente per sostenere il mercato e ho intenzione di agire immediatamente. Ho proposto che la Commissione europea prenda immediati provvedimenti retroattivi volti a ridurre l’offerta e a promuovere la domanda. Sono stato molto chiaro sul fatto  che non esiterei ad agire e utilizzare la nuova Pac modernizzata per fornire assistenza tempestiva e proporzionata  orientata al mercato. Questa prima misura di oggi è un segnale dei nostri intenti. Stiamo monitorando da vicino i mercati e, in caso di necessità,  non esiterò a fare altrettanto per aiutare altri settori dipendenti dalle esportazioni verso la Russia».

Secondo Coldiretti «E’ una prima risposta alla nostra mobilitazione a livello nazionale e comunitaria, che non si fermerà fino a quando non saranno adottate misure adeguate per superare una crisi che rischia di compromettere per sempre il frutteto italiano e con esso l’economia, il lavoro e l’ambiente. Le misure che verranno adottate nelle prossime settimane hanno però effetto retroattivo dall’immediato e riguardano un aumento dal 5% al 10% dei volumi di produzione delle Organizzazioni dei produttori, che potranno essere ritirati dal mercato. Tali misure saranno rese accessibili anche ai non soci delle Organizzazioni dei produttori. Infine, saranno forniti fondi supplementari per la promozione, azioni di promozione nel quadro dei programmi operativi delle OP (secondo le consuete modalità di cofinanziamento). Tali misure saranno rese accessibili anche ai non soci delle Organizzazioni dei produttori. Un quadro inadeguato ad affrontare la gravità della situazione che siamo certi che l’azione del Ministero delle Politiche Agricole in collaborazione con gli analoghi dicasteri Francia e Spagna saprà migliorare adeguatamente con il supporto dei produttori agricoli europei riuniti nel Copa Cogeca, sotto il pressing di Coldiretti».