Maltempo, i cambiamenti climatici e le «priorità» del governo

[24 agosto 2015]

rischio idrogeologico dissesto

In caso di pioggia, oltre a munirsi di ombrello conviene ormai avere sempre sott’occhio gli aggiornamenti per allerta meteo diffusi dalla Protezione civile.  Il maltempo si trasforma sempre più in occasione di cronaca, con eventi meteo un tempo eccezionali oggi resi assai più frequenti dai cambiamenti climatici, e in grado di mettere ko le capacità di resilienza del territorio.

È quanto sta (di nuovo) accadendo in queste ore nell’Italia del nord, con la Toscana ancora una volta tra le regioni maggiormente colpite. Nelle stesse ore il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenendo dal meeting di Comunione e liberazione testimonia a favore dell’impegno governativo contro il dissesto idrogeologico.

«Abbiamo incominciato un lavoro che durerà anni, e non vorrei che questo attivasse nella gente aspettative che abbiamo risolto il problema. Il problema resta, ma per la prima volta il governo ha posto come priorità la lotta al dissesto idrogeologico. Tra un po’ di anni potremo avere un Paese più sicuro. Ci vorrà molto, molto tempo per risolvere il problema del dissesto idrogeologico in Italia. Ma rispetto all’anno scorso – riporta Galletti nelle parole raccolte dall’Ansa – abbiamo fatto molti passi in avanti: abbiamo semplificato il sistema, il che ci ha permesso di aprire oltre 700 cantieri per oltre un miliardo di euro che erano già disponibili. Abbiamo presentato il primo stralcio del piano nazionale per un miliardo e 300 milioni di cui già 750 già disponibili. Questi cantieri potranno essere aperti entro l’inizio del prossimo anno».

Riassumendo, al momento sono 750 milioni di euro quelli stanziati dal nuovo governo, e in tutto la programmazione di risorse contro il dissesto idrogeologico arriverà a circa 2,3 miliardi di euro. Su più anni. È pur sempre un inizio, e questo va riconosciuto, ma si tratta di una frazione infinitesima degli stanziamenti ritenuti necessari: gli interventi più urgenti, secondo le stime dello stesso ministero dell’Ambiente, ammontano a 40 miliardi di euro. Lo stesso importo promesso dal governo alle imprese per gli sgravi contributivi), mentre al territorio rimangono le briciole.

Dunque il problema risiede nelle «priorità» del governo, piuttosto che nell’individuazione delle risorse monetarie. Anche perché in tali «priorità», prima ancora che la lotta al dissesto idrogeologico, spiccano le trivellazioni petrolifere incoraggiate dallo Sblocca Italia, con il loro carico di gas climalteranti e nessun vantaggio spendibile per la competitività economica.

Da una parte si difende debolmente il territorio dall’impatto di eventi meteo estremi (che sono destinati ad aumentare, insieme alle temperature medie), dall’altra si spinge l’acceleratore sui cambiamenti climatici che ne sono concausa. Quali che siano le priorità del governo, sarebbe utile fossero anzitutto coerenti con sé stesse.

L. A.