Maltempo, la Toscana verso un (nuovo) Stato di emergenza

[25 agosto 2015]

maltempo pisa toscana

Dopo il maltempo che ieri ha pesantemente colpito buona parte della Toscana, è attesa a breve la dichiarazione di Stato di emergenza regionale. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell’incontro che ha avuto a Pisa insieme all’assessore regionale alla Protezione civile, Federica Fratoni, al sindaco Marco Filippeschi e ai rappresentanti della Prefettura, della Questura, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e delle associazioni del volontariato.

L’incontro non si è tenuto casualmente nella città della Torre pendente: si stima che a Pisa in sole 3 ore si siano rovesciati dai 5 ai 7 milioni di metri cubi di acqua, che hanno alzato a oltre 300 la quota delle richieste d’intervento da parte dei cittadini ai Vigili del Fuoco. «Vorrei invitare tutti – ha sottolineato l’assessore Federica Fratoni – a non alimentare aspettative perché difficilmente riusciremo a reperire nuove risorse per riparare i danni. Intendiamo però replicare il sistema di garanzie al credito già adottato a Torrita di Siena e insieme all’assessore Ceccarelli inizieremo presto un giro in tutti i territori a rischio per predisporre, con gli amministratori locali, un piano che preveda interventi strutturali». Per i cittadini e gli imprenditori che faranno interventi, anche semplici, di messa in sicurezza dei locali di loro proprietà a partire dag li scantinati, la Regione pensa a prestiti a tasso zero con rimborsi in tre anni ed una sospensione nel primo anno. Quanto alla possibilità di ottenere fondi statali – sottolineano da Firenze –  per l’uragano del 5 marzo scorso, a fronte di una stima sobria di 500 milioni di euro di danni, da Roma ne siano arrivati soltanto 12. Una scena che con tutta probabilità avrà ancora molte repliche.

Nonostante ciò, la Regione tiene fede al suo ruolo e dichiara ancora una volta lo Stato di emergenza. «Ormai nessuno – dichiarava a inizio mese il presidente Enrico Rossi, dopo l’ennesima “bomba d’acqua” – può negare l’esistenza dei cambiamenti climatici causati dalle emissioni di gas serra e i danni che questo provoca soprattutto nei paesi più poveri e svantaggiati ma anche in Europa. Da noi, in Italia e in Toscana, si assiste ad un susseguirsi di eventi meteorologici fino a poco tempo fa straordinari e ora usuali: nubifragi intensi, venti fortissimi e temperature elevatissime. Le conseguenze sono distruttive e i cittadini restano sgomenti, impauriti e pieni di rancore verso le istituzioni […] Anche noi in Toscana dobbiamo dare di più per contrastare i cambiamenti climatici».

Una realtà pur piccola (a livello globale) come quella regionale possibilità e capacità per puntare sull’economia circolare, le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la ricerca scientifica. «Il nuovo sistema di allerta meteo che abbiamo elaborato insieme al Lamma – ha ricordato giusto ieri Enrico Rossi – ha funzionato tanto che è stato possibile chiudere alcuni sottopassi ed evitare problemi peggiori». Anche in una delle regioni più sostenibili (oltre che tra le più soggette a dissesto idrogeologico) del Paese, però, sono ancora molte le cose da aggiustare; ne siano d’esempio le condizioni di lavoro proprio al Lamma, dove circa la metà dei dipendenti è precario, con contratti rinnovati di mese in mese e lo spauracchio di rimanere senza lavoro a settembre.

«Abbiamo inviato una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi e al presidente del Cnr Luigi Nicolais per spronarli a trovare un accordo», ha spiegato pochi giorni fa a Repubblica Alessandro Rapezzi, segretario regionale della Flc Cgil. Preparare la Toscana a un presente e futuro dal clima sempre più incerto passa anche da qui.