Maltempo, morti e abusivismo: per Salvini è colpa degli ambientalisti, per Conte dei vincoli

Ma la casa travolta dalle acque in Sicilia era abusiva e nell’alveo di un fiume esondato spesso

[5 novembre 2018]

Questa volta la furbizia comunicativa del vicepremier e ministro degli interni Matteo Salvini è andata in tilt: nella fretta di lisciare la pancia a chi crede che le alluvioni dipendano dal fatto che non si taglia la vegetazione lungo le sponde dei fiumi (sic!) ha dichiarato che la colpa dei morti  di Casteldaccia in Siciiia e in giro per l’Italia è «di troppi anni di incuria e malinteso ambientalismo da salotto che non ti fanno toccare l’albero nell’alveo. Ecco che l’alberello ti presenta il conto».

In realtà di alberi ne sono caduti a milioni in Veneto, dove venivano curati ed erano una ricchezza e in Sicilia (e non solo) il conto lo ha  presentato una casa abusiva  costruita nell’alveo di un fiume, il Milicia,  dal quale, per costruirla, erano stati espiantati i pericolosi alberelli che terrorizzano Salvini, una casa abusiva nella quale viveva in affitto un’ignara famiglia che è stata spazzata via dalle acque e dall’aggressione criminale a un territorio fragile. Come ha fatto notare il presidente di Legambiente Liguria, Santo Grammatico, l’incauto post di Salvini arriva  «Nel tragico anniversario dell’alluvione di Genova e di fronte ai morti in Sicilia. Il ministro dei condoni edilizi e fiscali si permette di attaccare gli ambientalisti che denunciano da decenni degrado del suolo e dissesto idrogeologico. Vergogna».

Ma d’altronde il Partito di Salvini è quello che qualche anno fa al Senato, insieme al resto dell’allora Popolo delle Libertà di Berlusconi, votò una mozione negazionista nella quale si asseriva che il cambiamento climatico e il riscaldamento globale non esistono.

In soccorso di Salvini è venuto il presidente del Consiglio Conte che, dopo aver sorvolato le zone dell’ennesima tragedia siciliano non ha trovato meglio che dire: »Spesso abbiamo registrato qualche intralcio burocratico per la ripulitura dei corsi d’acqua, ci sono per esempio vincoli paesaggistici per la rimozione di un albero: dobbiamo avere la consapevolezza che tutti i beni sono costituzionalmente tutelati, ma dobbiamo avere la capacità di riorientare la legislazione guardando agli interessi in gioco: al primo posto c’è la tutela primaria della vita umana». Non una parola sulla cementificazione abusiva e l’assalto al territorio che sono la causa vera di quel pericolo e che nella Sicilia allagata che scorreva sotto il suo elicottero e dove quei vincoli sono stati violati impunemente tutti.

Infatti, Salvini e Conte sono stati smentiti in diretta dal Sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto: «La casa travolta dal fiume era abusiva e dal 2008 pendeva un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dai proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta ancora il tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile ».

Giuseppe Virga, sindaco del Comune di Altavilla Milicia separato da Casteldaccia proprio dal fiume esondato, ricorda che «Insieme all’ex sindaco di Casteldaccia abbiamo presentato un esposto contro le case abusive che sorgono nei pressi del Milicia più di un anno fa. La zona è interessata dalla presenza di parecchie case abusive. Quell’area corrisponde probabilmente al vecchio percorso del fiume Milicia. Quando il fiume è in piena abbandona il tracciato naturale ed esonda nella vallata». Sono questi gli interessi che vuole difendere Conte e che hanno a che fare con la salvaguardia della vita umana se non per metterla ulteriormente in pericolo?

A Salvini e Conte rispondono anche Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, e lo fanno con pacatezza e fermezza: «Oggi è il momento del lutto e del pianto per la Sicilia ma domani bisognerà interrogarsi sulle reali cause della tragedia che ha causato 12 vittime la scorsa notte tra le province di Palermo ed Agrigento, Quanti morti e quante tragedie dovranno ancor accadere prima che si comprenda che la vera e unica opera pubblica che è necessaria al Paese è la messa in sicurezza dei territori? Lo ripetiamo senza sosta da 40 anni ma non abbiamo mai avuto risposta.
Oggi è il momento del lutto e del pianto per la Sicilia ma domani bisognerà interrogarsi sulle reali cause della tragedia che ha causato 12 vittime la scorsa notte tra le province di Palermo ed Agrigento. Case costruite sul letto del fiume, magari sanate, tanto in Italia c’è sempre un condono dietro l’angolo, manutenzioni delle infrastrutture inadeguate o mai eseguite. L’esondazione del fiume Akragas ha invaso, per esempio, una zona ad alto tasso di abusivismo. E purtroppo, ad ogni tragedia, dobbiamo assistere alle lacrime di coccodrillo di chi non ha controllato e ha favorito l’abusivismo, o peggio di chi addossa la responsabilità agli ambientalisti “da salotto”.  Il tempo delle chiacchiere “da salotto” è passato da un pezzo, adesso bisogna garantire la sicurezza dei cittadini e dei territori. Il dolore di chi ha perso i propri affetti e le immagini dei giorni scorsi provenienti da tutta Italia, esigono risposte immediate ed adeguate. Adesso».

E dopo le Incaute e provocatorie accuse di Salvini infuria la polemica politica e si incentra probabilmente sulla questione dalla quale Salvini e Conte vogliono distogliere l’attenzione parlando di alberelli: l’abusivismo edilizio e l’assalto al territorio. La deputata di Liberi e Uguali Rossella Muroni scrive sulla sua pagina Facebook: «In momenti di emergenza come quelli che stiamo vivendo il Governo dovrebbe cercare soluzioni, non sollevare polemiche per coprire la propria incapacità. La verità è che davanti all’Italia che frana e va sott’acqua appaiono ancora più gravi le scelte fatte dal Governo Conte negli ultimi mesi: sono state sciolte le unità di missione su rischio idrogeologico e sismico presso la presidenza del consiglio dei ministri che avevano dato quanto meno una road map di progetti e finanziamenti necessari; nessuna strategia è pronta se non una fantasmagorica cabina di regia contenuta all’interno del decreto urgenze che deve ancora passare il vaglio del Senato; sono state rifiutate risorse europee, per manifesta incapacità di comprensione dell’emergenza, da parte del Governo in corso; sono stati approvati due condoni edilizi per cui ora abbiamo già gli abusivi delle zone colpite dal maltempo che chiedono anche loro un condono ad hoc. Nei miei interventi in aula avevo segnalato due rischi: 1. Trovarsi in pieno autunno senza avere una strategia reale e in balia del mutamento climatico; 2. Creare un pericoloso precedente tra calamità naturali e richieste di sanatorie. La sicurezza dei cittadini passa per cantieri aperti per mettere in sicurezza territorio, fiumi e montagne; contrasto all’abusivismo edilizio; stop al consumo di suolo e rigenerazione edilizia; un piano complessivo di adattamento al mutamento climatico. Stiamo parlando di centinaia di cantieri e migliaia di posti di lavoro. Invece ci troviamo con un Governo in balia degli eventi ed un ministro che tra un selfie e l’altro fa lo sciacallo e prova a scaricare responsabilità. Cosa ha fatto la Lega – che ha amministrato gran parte del Nord Italia – in tutti questi anni per mettere in sicurezza i suoi cittadini?»

I portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli e Claudia Mannino, se la prendono sia col governo che con gli amministratori locali: «Se in queste ore il maltempo dal nord al sud Italia sta lasciando dietro di se una scia di danni inimmaginabili, ma anche, purtroppo delle vittime, i principali responsabili sono gli amministratori locali che hanno permesso che l’abusivismo dilagasse, e il Governo, che nella finanziaria licenziata non ha investito un euro per fronteggiare i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico. La assoluta assenza di programmazione, da parte di questo e dei precedenti governi, è scandalosa. La questione dell’ambiente e del cambiamento climatico continua ad essere la Cenerentola dell’agenda politica italiana – rilevano – E nessuno pensa di intervenire contro la sciagurata cementificazione del territorio, in barba alle leggi esistenti, visto che l’Istat certifica che ben il 20% delle case costruite nel nostro Paese sono abusive, con punte del 49% proprio in Sicilia dove è maturata la tragedia di queste ore. E in Sicilia e nel centro Italia il reticolo idrografico minore è quasi scomparso a causa dell’abusivismo edilizio, dell’urbanistica espansiva spesso in deroga che non tiene conto dell’esigenza di avere suoli drenanti, e per la chiusura di molti canali. Ma la strategia di questo Governo sugli abusivi è un’altra: aiutarli a condonare le case costruite in barba alle leggi, anche in zone ad alto valore naturalistico e a rischio idrogeologico, come testimonia il condono su Ischia contenuto nel DL Genova. Se amministratori e Governo continueranno a gestire il problema inseguendo ogni volta le emergenze, passeremo i prossimi mesi e anni a contare ancora danni e vittime».

Duro con Salvini e Conte anche il segretario uscente del Partito democratico, Maurizio Martina: «Chi ha votato pochi giorni fa l’ultimo scandaloso condono edilizio anziché parlare di “ambientalismo da salotto” dovrebbe tacere. Davanti all’emergenza si lavori per aiutare chi è colpito e basta». La ex ministro dell’istruzione  Valeria Fedeli aggiunge: «Enorme dolore per le troppe vittime di queste ore in tutta Italia e la tragedia di Casteldaccia: 10 morti tra cui 3 bambini travolti dall’acqua. Questo Paese va messo in sicurezza. Basta abusivismo, basta condoni, basta consumo di suolo». Giusto, ma il governo di cui la Fedeli ha fatto parte (e quelli precedenti), cedendo al ricatto dei loro alleati di centro-destra, non hanno avuto il coraggio di approvare una legge sul consumo di suolo e da una Regione amministrata dal PD, la Campania, era venuta la proposta di un condono edilizio scellerato.

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, attacca il ministro degli interni: «Il solito pessimo Salvini scarica la colpa dei disastri sugli alberelli e sull’ambientalismo. Roba da pazzi. Poi è chiaro perché fanno condoni su condoni?  Se ne fregano, succedono disastri e la colpa è degli alberi. Questi riescono a far sembrare persino Trump un sincero ambientalista. Indegni. Fanno condoni su condoni e poi la colpa è degli alberi. Questi rischiano di far sembrare perfino Trump un sincero ambientalista, Un paese che affoga nei tagli agli enti locali, nelle grandi opere inutili, nelle spese militari che aumentano e nei condoni fiscali ed edilizi. Si inventano di tutto tranne ciò che serve per davvero: un piano per la messa in sicurezza del territorio e soldi veri su una delle più grandi emergenze di questo paese. Come dice Luigi de Magistris, si liberino le risorse degli enti locali per consentire le piccole opere utili di messa in sicurezza. Subito».

Conte ha fatto il conto dei (pochi finora) finanziamenti stanziati per mettere in sicurezza il territorio e Salvini  conferma: «Stiamo cercando i soldi in cassetti e cassettini, 250 milioni di euro sono già pronti per tutte le comunità colpite, da Nord a Sud, e continueremo a cercare altri fondi. E ci sarà lo stop al pagamento delle tasse per le popolazioni colpite». Poi, visto che in questo caso è difficile tirare in ballo gli immigrati, se la prende contro l’altro suo bersaglio preferito: la solita Unione europea, introducendo a schiovere una polemica artificiosa: «Spero che da Bruxelles non arrivino altre letterine che dicono che spendiamo troppo. Perché visto quello che è accaduto a Belluno e a Palermo, per quanto mi riguarda letterine di questo tipo finiranno in archivio».

M il Verde Bonelli aveva già smentito il 3 novembre quanto Salvini ha detto il 4: «Ci troviamo in un Paese che sta soffrendo flagellato da un’ondata di maltempo e l’esecutivo di Conte, oltre a non prendere nessun tipo di misura per difendere il territorio, si concede anche il lusso di rifiutare un prestito di 800 milioni di euro a tasso agevolato dalla Banca Europea che sarebbe stato destinato proprio a combattere il dissesto idrogeologico. La scusa di “non fare debiti perché non è da buon padre di famiglia” propugnata dal Ministro Costa non regge. Non sta in piedi vedendo l’Italia e i suoi abitanti messi in ginocchio da un clima che sta cambiando e sta producendo danni per miliardi di euro. Tra l’altro questo Governo ha fatto pagare agli italiani in 2 mesi 5 miliardi di euro, a causa dello spread, ma rinuncia a 1 miliardo di euro in prestito praticamente a tasso zero per il dissesto idrogeologico . E’ vergognoso che regioni massacrate come il Veneto non possano beneficiare di 120 milioni (come previsto dal piano andato in fumo) per mettere in sicurezza il territorio, così come rinunciare a 200 milioni da destinare in riparazione di strade, ponti ed argini, ovvero tutti quegli interventi che le amministrazioni locali non riescono a fare per mancanza di fondi. Dobbiamo prendere atto che a questo esecutivo della tutela dell’ambiente e del territorio non importa proprio un bel niente, ma porta avanti politiche obsolete e pericolose».