Conseguenze del cambiamento climatico

Mauritius entro il 2050 potrebbe perdere la metà delle sue spiagge

[9 luglio 2013]

La notizia sarebbe terribile per qualsiasi località turistica, ma per un piccolo Paese insulare che vive praticamente di turismo è devastante: secondo un rapporto del ministero dell’Ambiente e dello sviluppo sostenibile di Mauritius, Deva Virahsawmy, l’arcipelago africano nell’Oceano Indiano entro il 2050 potrebbe perdere la metà delle sue spiagge. Questa catastrofe sarà causata dal cambiamento climatico ed entro il 2050  dovrebbe portare anche ad un calo del 13% delle risorse idriche dell’isola.

Presentando queste previsioni che fanno parte del National climate change adaptation policy framework (Nccapf), Virahsawmy ha lanciato l’allarme «Su una situazione che pone una grave minaccia per l’economia di Mauritius». Il  ministro ha sottolineato «L’urgenza di prendere misure correttive per evitare il peggio. Il governo di Mauritius arriverà ben presto con un progetto di legge sul cambiamento climatico. Mauritius vuole diventare maggiormente proattivo nella sua lotta a questo pericolo planetario. Il cambiamento climatico è una sfida molto importante per l’umanità. Secondo la Nasa, i livelli di biossido di carbonio hanno raggiunto il picco record di 400 parti per milione e il trend è al rialzo.

Virahsawmy ha messo l’accento sulla vulnerabilità dei piccolo stati insulari in via di sviluppo come Mauritius, considerato il Paese più democratico dell’Africa, ed ha ricordato «Le nostre spiagge sono la nostra sola risorsa naturale». Il Nccapf stabilisce la politica nazionale di adattamento mauriziana per i prossimi 20 anni, propone strategie di adattamento ed un piano di azione per i prossimi 10 anni, con l’avvio di un piano finanziario triennale, ma quel che preoccupa  sono soprattutto le sue previsioni su come il cambiamento climatico colpirà le infrastrutture e i diversi settori economici come il turismo, la pesca e la salute. In un altro rapporto pubblicato nel settembre 2012, il ministero dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile aveva detto che il livello del mare a Mauritius entro il 2100 aumenterà tra i 18 e i 59 cm. .

Nel Nccapf si legge che «L’impatto del cambiamento climatico non risparmia nessuno, sui ache siano Paesi sviluppati come gli Stati Uniti che o piccoli Stati insulari in via di sviluppo come  Tuvalu o Mauritius». Virahsawmy dice che «Per far fronte a delle minacce così gravi, il governo ha commissionato questo piano di adattamento, il Nccapf, il primo nel suo genere, che nemmeno i Paesi industrializzati dell’Europa hanno ancora. Il documento».  Questo documento,  che si basa sul grado di vulnerabilità di Mauritius e sugli studi di valutazione dei rischi dell’Africa adaptation programme (Aap) ed è stato redatto da Andrea Basi e finanziato dal governo giapponese attraverso l’United Nations development programme (Undp). Inaugurando il Climate Change Information Centre del suo ministero, Virahsawmy ha detto che «Secondo uno studio realizzato nel quadro dell’Aap, verso il 2050, l’impatto del cambiamento climatico per Mauritius si aggirerà intorno a 360 miliardi di rupie.  Inoltre 60.000 persone, a Mauritius ed a Rodriguez, saranno  colpite dalle conseguenze del cambiamento climatico. A Mauritius l’impatto del cambiamento climatico è già visibile con la risalita costante del livello del mare, la diminuzione di anno in anno della pluviometria, l’aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni climatici estremi come le inondazioni e le siccità».

Il Ncccapf ricorda che nel 2013, per due mesi consecutivi, «Mauritius ha conosciuto due inondazioni tragiche. La prima in febbraio, quando in 24 ore più di 100 mm di pioggia sono stati registrati in 8 luoghi in tutta l’isola; la seconda, il 30 marzo a Port-Louis, quando delle piogge torrenziali dell’ordine di  152 mm sono cadute in meno di un’ora, causando di flash floods che hanno fatto 11 vittime e causato danni materiali considerevoli».

Secondo il documento «Entro il 2100 il livello del mare aumenterà di 0,6 metri. Questo colpirà le più belle spiagge e causerà un’intensificazione dell’erosione costiera, causando la scomparsa di alcune di loro. Inoltre, la temperatura media aumenterà di 2°C entro il  2061-2070, in rapporto al periodo 1996-2005».

A Mauritius e nelle sue isole minori ci saranno  sempre più ondate di calore ed inverni più miti, inoltre le precipitazioni estreme aumenteranno il rischio di flash floods e ci sarà un aumento del numero di cicloni tropicali intensi e di picchi di maree, così come maggiori periodi di siccità. Il rapporto prevede che «Il cambiamento climatico avrà seri impatti su Agalega e St Brandon, causando l’inondazione di queste isole, l’infiltrazione di acqua di mare e dei danni alle infrastrutture dalle quali dipendono gli abitanti. Una riduzione della produzione di cocco ad Agalega (privando così gli abitanti dei loro mezzi di sussistenza), una riduzione delle risorse idriche e i rischi accresciuti di malattie sono gli altri impatti del cambiamento climatico su queste isole». À Mauritius, prosegue il Nccapf, l’aumento del livello del mare entro il 2030 contaminerà l’acqua potabile delle aree costiere e la disponibilità di acqua dolce potrebbe non soddisfare la domanda. Nel rapporto si legge che «La produzione agricola può diminuire fino dal 20% al 30% nel medio e lungo termine, a causa della diminuzione della pluviometria», il che, insieme a periodi di siccità sempre più frequenti e gravi, avrà degli impatti diretti sui raccolti e quindi sulla sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza degli agricoltori. «Parallelamente – dice il rapporto – La sopravvivenza dei pescatori può essere compromessa con la riduzione dei coralli dall’80 al 100% entro il  2100, causando il deterioramento delle zone costiere e la diminuzione dei pesci. Inoltre la riduzione del raccolto dello zucchero varierebbe tra il 47 e il  65%, in seguito ad un aumento della temperatura di 2°C».

Secondo il Nccapf, «I beni naturali, come le spiagge, che sono I pilastri dell’industria turistica, possono sparire gradualmente, portandosi dietro, entro il 2050, più di 50 milioni di dollari di valore aggiunto di questo settore». A livello sanitario, le temperature più calde e le inondazioni potranno portare alla diffusione di malattie infettive e di epidemie: «Infatti, il cambiamento climatico indebolirà i pilastri economici, sociali ed ambientali del Paese ed è un ostacolo allo sviluppo sostenibile nel quale Mauritius si è impegnato attraverso il progetto Maurice Île Durable (Mid)».